Milan 6,5: La chiave del mercato milanista è stata una ed una sola: Zlatan Ibrahimovic. Il 39enne è un campione assoluto avrebbe potuto essere pago della sua longeva e fastosa carriera, ma ha deciso di proseguire per un altro anno l’avventura rossonera. Nonostante la non più verdissima età, Zlatan è il punto di partenza per il Milan del futuro. Almeno di quello prossimo. La dirigenza lo ha reso la pietra angolare su cui poggiare una squadra giovane, giovanissima. Si perché grazie alla sua insuperabile esperienza e al sua trasbordante carisma Ibra dovrà guidare la squadra con l‘età media tra le più basse della serie a. Il mercato infatti ha portato tanti diamanti grezzi. Brahim Diaz e Sandro Tonali su tutti. Il giovanissimo ispano-marocchino classe ’99, in prestito, è pronto a esplodere dopo essere cresciuto in due top team europei: Manchester City e Real Madrid. Il Milan punta tantissimo sul funambolismo e la fantasia del trequartista tascabile di Malaga. Tonali, invece, lo conosciamo tutti. Un anno da trascinatore nel Brescia lo ha consacrato in serie A. Il Milan con la formula del prestito oneroso con obbligo di riscatto più bonus (in tutto saranno circa 35 milioni) lo ha scippato ai cugini interisti. Già stabilmente nel giro della nazionale maggiore, pare chiaro a tutti che il ragazzo ha le stigmate del campione, sarà però importante farlo crescere gradualmente vista la giovanissima età. Si aggiungono gli importantissimi riscatti di Rebic, in primis, dopo la vertiginosa crescita dello scorso anno che lo rende un tassello imprescindibile di Pioli, e Kjaer. Completano il mercato Kalulu dal Lione, Dalot dal Manchester City e Hauge, gioiellino norvegese scovato in Europa League nel Bodo Glimt. Il Milan partendo da alcune solide certezze, scommette su diversi giovani per il futuro. Sembra un ottimo progetto, come mai allora un voto appena sufficiente? Una grossissima falla nel mercato rossonero è stato il mancato acquisto di un difensore centrale. Era davvero importante per completare la rosa, dietro è il reparto nettamente più carente del Diavolo.
Napoli 6,5: Il grosso colpo della sessione di mercato è stato senza dubbio Osimhen. La cifra astronomica (70 milioni) spesa da De Laurentis ha lasciato tutti senza parole. Il nigeriano era reduce da una buona stagione col Lille in Francia dove aveva ha messo a segno complessivamente 18 gol. Niente male per un classe ’98 esploso due anni fa nel Charleroi, in Belgio, dove ha fatto una stagione da 20 gol appena ventenne. C’è da dire che Napoli è la sua primissima esperienza in un club di caratura europea e all’ombra del Vesuvio certamente le pressioni saranno maggiori. Specialmente visto il notevole esborso, record assoluto del club. Gattuso e la società credono moltissimo nel ragazzo che già nelle prime apparizioni ha dato modo di vedere le sue doti da centometrista imprendibile, elettrico, rapido e scattante. I parametri di crescita sono pressoché illimitati e Osimhen avrà tempo di trovare la sua dimensione in serie A, la scommessa è aperta. Ci sono, poi, stati altri colpi, nettamente più sotto traccia. Dalla Spal è arrivato Petagna. Dopo due stagioni da protagonista con gli estensi a Napoli Petagna soffrirà la nutrita concorrenza in attacco e andrà in scena principalmente come alternativa o rimpiazzo. È arrivato anche Rrhamani, ma dopo la sorprendente annata di Verona, anche per lui ci si aspetta un ruolo di sostituto dalla panchina. Infine Gattuso voleva un giocatore in grado di destreggiarsi con tecnica, abilità di passaggio e fisicità in mediana. Il tecnico calabrese è stato accontentato con l’arrivo di Bakayoko. L’ex Monaco arriva in prestito dal Chelsea e si giocherà il posto da titolare con Demme, partendo però avvantaggiato. Bene il fronte cessioni con Allan e Callejon, oramai fuori progetto, che se ne vanno. Manca, però, la cessione di Milik, che rimane da separato in casa. L’ossatura della squadra rimane invariata, con il solo Osimhen che potrebbe stravolgere le gerarchie. La squadra rimane competitiva come lo scorso anno e se la pesante scommessa sull’attaccante nigeriano dovesse essere vinta potrà addirittura fare il salto di qualità. Staremo a vedere.
Parma 5: La cessione della quota di maggioranza del club alla famiglia Krause ha un po’ destabilizzato la società ducale. Inizialmente c’è stato un enigmatico immobilismo sul mercato. La squadra è rimasta per la quasi totalità della sessione senza alcun tipo di operazione in entrata. Poi nelle ultime giornate la corsa disperata alla ricerca di nuovi prospetti in seguito al pessimo inizio di stagione ha portato a qualche confusionaria operazione. Dal fronte delle cessioni si è perso moltissimo con la (ovvia) partenza di Kulusevski, direzione Juventus, e Darmian, cessione meno ovvia, ma molto pesante, all’Inter. Verso la chiusura della finestra di mercato si è tentato di raffazzonare la rosa con qualche movimento. Il risultato sono una serie di giocatori semi-sconosciuti che esordiscono nel nostro campionato: Brunetta dal Godoy Cruz, Mihalia, Sohm, Busi, Nicolussi Caviglia. Tutte delle grandissime incognite. Qualche nome noto c’è: arriva Osorio dal Porto, difensore venezuelano giramondo con esperienze in Portogallo e Russia. Il miglior acquisto è, però, Cyprien, centrocampista centrale ex Nizza, dotato di visione di gioco, buona tecnica ed un ottimo tiro, specialista in rigori e punizioni. Nonostante tutto sembra davvero troppo poco, soprattutto a fronte delle perdite molto gravose in ruoli chiave. Gli americani del Krause Group, arrivati in pompa magna, sembrano aver dimenticato, tra i loro vari business, il club crociato. Nonostante molti dei giocatori dello scorso siano stati confermati il Parma risentirà delle illustrissime cessioni. Lecito non aspettarsi una stagione florida di soddisfazioni come lo scorso anno.
Roma 6: A seguito della telenovela Dzeko la Roma può tirare un sospiro di sollievo. Non dovrà cercare un sostituto del colossale attaccante bosniaco, è già questa, di per sé, è una buona notizia. Si perché le casse del club capitolino non sembrano essere in massima salute. La società zoppica sul mercato, ma riesce ugualmente a portare a casa alcuni buoni colpi. Innanzi tutto viene riscattato Mkhitaryan, reduce da una ottima stagione, anche se falcidiata da tanti piccoli infortuni. Arriva poi il botto con Pedro dal Chelsea. Giocatore in parabola discendente anche se comunque si tratta di un campione assoluto. Ha vinto tutto con Barcellona e Spagna, sempre con ruolo da protagonista. Punto fermo inossidabile al Chelsea Pedro è un giocatore affidabilissimo, tecnico e rapido. rimane sempre e comunque un prospetto di primissima fascia, anche se ovviamente gli anni passano per tutti. Per la difesa, invece, si investe sul giovane gioiellino del Verona Marsh Kumbulla. Ancora grezzo il classe 2000 è reduce da una stagione stratosferica con gli scaligeri, ora la Roma spera confermi quanto di buono mostrato lo scorso anno. In attacco come vice Dzeko è stato preso in prestito Borja Majoral, buon attaccante scuola Real Madrid. Se giocherà bene le sue carte potrà essere anche più di una semplice riserva. Si chiude la sessione con il ritorno dell’amatissimo Smalling, difensore duttile ed esperto molto apprezzato da tifosi ed allenatore lo scorso anno in prestito, acquistato dal Manchester United per 15 milioni. Non male come mercato: colpi oculati, sempre con un occhio al portafoglio. Forse, però, è mancato quel guizzo in più tornare ai livelli di competitività di un tempo. Oltre la mancanza di un preciso piano progetto in prospettiva.
Sampdoria 7: Viperetta riesce a mettere segno un ottimo mercato sorprendendo un po’ tutti. L’ultima, deludente stagione aveva fatto avanzare più di qualche perplessità circa la competitività della rosa a disposizione di mister Ranieri. Il blocco di giocatori preferiti dall’allenatore è stato confermato in toto. Importante soprattutto la conferma di Colley in difesa a dare solidità al reparto. Si è poi lavorato molto sul fronte offensivo. Innesti super lusso per un club come la Samp. Dentro Candreva e Keita Balde, esperienza, corsa e assist uno, estro, creatività e talento l’altro. Se troveranno l’intesa con Quagliarella il potenziale offensivo della Doria potrebbe essere devastante. Arrivano inoltre Adrien Silva dal Monaco, piedi buoni, esperienza e tecnica a centrocampo e l’interessante scommessa Damsgaard dal Nordsjaelland. Sulla trequarti confermato Verre in ritorno dal prestito dopo la sorprendente annata di Verona. Bene anche le cessioni che tagliano tutti i numerosi esuberi della squadra. L’organico pare decisamente potenziato e con la guida sapiente di Ranieri si potranno trovare gioco ed automatismi che renderanno i blucerchiati più di una semplice candidata alla salvezza.
Sassuolo 6,5: Gli emiliani si sono mossi poco sul mercato, ma mettendo a segno colpi oculati ed in prospettiva, in pieno stile Sassuolo. Il primo successo è stato quello di trattenere i migliori: Berardi, Caputo, Locatelli, Boga sono tutti rimasti nonostante le insistenti voci di mercato. Arriva poi Maxime Lopez dal Marsiglia. Classe 1997 centrocampista centrale, dinamico e bravo coi piedi, in Francia spesso è stato paragonato a Verratti. Ottimo colpo. Arriva poi dal fortuna Dusserldorf Ahyan, terziano turco con forte propensione offensiva. Dall’Atletico, infine, arriva il giovane Schiappacasse e poi vengono riscattati Haraslin e Romagna. Il Sassuolo continua a migliorare seguendo la linea societaria di tenere il più possibile i big e muoversi sul mercato scovando talenti nascosti. Attualmente questa modalità sta più che ripagando in termini di rendimento sul campo, essendo oramai i neroverdi una delle realtà più solide e competitive tre le medio-piccole del nostro campionato.
Spezia 5,5: Alla neopromossa Spezia viene premiata l’intraprendenza sul mercato, non si può d’altro canto fare lo stesso con la qualità degli acquisti. La squadra viene completamente rivoluzionata. Arriva una lista lunghissima di giocatori in ogni ruolo. I portieri Zoet (PSV) ,Gabriel (Cagliari) e Provedel (Empoli). In difesa Dell’Orco (Sassuolo), Sala (Spal), Mattiello (Atalanta), Chabot (Samp). Centrocampo Agudelo (Fiorentina), Deiola (Cagliari), Pobega (Milan), Agoumè (Inter), Chabot (Samp). In attacco Piccoli (Atalanta), Verde (AEK Atene). Gli arrivi sono stati copiosi, l’effettiva utilità che questi avranno in campo è tutta da vedere. Mister Italiano avrà a disposizione tantissimi (troppi) volti nuovi da collocare nello scacchiere, lavoro non facile. La moltitudine di giocatori crea una situazione intricata in spogliatoio ed inoltre questo affollamento non risolve il problema dell’inesperienza dello Spezia, alla sua prima apparizione nella massima serie. Lascia perplessi anche la mancanza di qualità nei nuovi acquisti. Insomma degli spezzini si può ammirare l’entusiasmo sicuramente, per competere in A però servono prerogative diverse, che la campagna di rafforzamento bianconera non ha rispettato in pieno.
Torino 5,5: Giampaolo arriva per dare un sferzata all’aria stantia di Torino, sponda granata. Inizialmente arrivano tante promesse seguite da entusiasmo e speranza, sembra debba arrivare Torreira, poi nulla di fatto. A centrocampo arriva il roccioso Linetty, pupillo del mister, poi tre terzini: Vojvoda (Standard Liegi), Rodriguez (Milan) e Murru (Samp) a sostituire Aina e De Silvestri. Sempre dalla Samp, ex squadra di Giampaolo, arriva Bonazzoli, per avere un’alternativa in attacco a Zaza e Belotti dopo la dipartita di Berenguer. Al fotofinish arriva il talentoso Gojak dalla Dinamo Zagabria. Pare veramente pochino per pensare ad un cambio di passo. Più che a rivoluzionare la squadra si è cercato di tappare i buchi, come se servisse un ritocco piuttosto che un cambiamento. A giudicare dal mercato e dalla scorsa stagione c’è più di un presupposto che porti a pensare che si prospetti un’altra annata complessa per i granata.
Udinese 5,5: Partiamo dai lati postivi: sono rimasti Okaka, Lasagna e soprattutto De Paul. Sono arrivati Pereyra (di ritorno), Bonifazi (Spal) e Molina (giovane terzino del Boca). In aggiunta Arslan, Forestieri e Ouwejan. Un po’ poco. In zona Cesarini viene messo a segno il colpo migliore: Deulofeu, che già era dei Pozzo a Watford (ancora alle prese con la convalescenza per un infortunio al ginocchio). Complessivamente i presupposti per un’altra, tirata salvezza dovrebbero esserci. A quando però un deciso cambio di rotta? Continuando a navigare in acque pericolose primo o poi si affonda.
Verona 6,5: A Verona si rischiava seriamente il patatrac. Dopo la prevedibile ecatombe di mercato seguita alla straordinaria stagione scorsa si è perso tanto. Sono andati via i pezzi forti: Amrabat, Kumbulla, Rrhamani, Pessina, Verre. Tutti titolari. Arrivano Tameze dall’Atalanta, subito ambientato bene, che porta corsa e sostanza in mezzo al campo, Magnani dal Sassuolo, Barak in prestito dall’Udinese, Benassi esperienza e piedi buoni dalla Fiorentina, Vieira dalla Samp, Cetin difensore solido dalla Roma e Ilic, prospetto di talento dal City e Ceccherini, difensore di esperienza sempre dalla Fiorentina. In aggiunta anche i giovanissimi e perciò un po’ acerbi Colley e Salcedo. Tutti ottimi innesti, ma mancava il pezzo da novanta. Ed è arrivato nelle ultime ore di mercato. Kalinic dalla Roma. Il croato ha una voglia matta di fare bene dopo parecchie annate decisamente opache tra Milan e Roma. L’attaccante formidabile del primo anno a Firenze è ancora un ricordo vivido, ma che pian piano si allontana. A Verona ha la fiducia e lo spazio necessari per rinascere. Dai suoi gol dipenderà tanto della stagione degli scaligeri.
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