Nobili decadute del calcio inglese – capitolo II: il Purgatorio

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PURGATORIO

Prosegue il nostro viaggio alla riscoperta delle nobili decadute del calcio inglese. Un percorso iniziato la scorsa settimana con il primo capitolo intitolato ‘il Paradiso’, nel quale abbiamo parlato di tre club storici tornati in Premier League dopo tempi di oblio, e che oggi ci porterà invece nel ‘Purgatorio’ della Championship.

Serie cadetta del calcio inglese, paragonabile alla Serie B italiana, è qui che risiedono ormai da qualche anno alcune di quelle società che in passato hanno scritto pagine memorabili del football britannico ma che ormai da troppo tempo non riescono più a ricoprire un ruolo di importanza nello scacchiere del campionato più competitivo del pianeta: la Premier League.

Dal Leeds United al Nottingham Forest, dal Blackburn Rovers al West Bromwich Albion, passando anche per il Derby County, lo Sheffield Wednesday, l’Huddersfield Town e il Preston North End. Nel secondo capitolo di questa rubrica in tre puntate (giovedì prossimo l’uscita dell’ultimo atto: l’Inferno) abbiamo deciso di parlarvi di otto club.

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Fonte: Numero Diez dall’Emirates Stadium per Arsenal-Leeds di FA Cup

LEEDS UNITED

Partiamo dai Peacocks del Loco Bielsa, padroni della Championship prima dello stop del calcio inglese dovuto all’emergenza sanitaria per il Coronavirus. Al primo posto in campionato con 71 punti, il Leeds United è sicuramente la squadra che più delle altre nell’ultimo biennio ha impiegato tutte le proprie forze al fine di costruire un progetto vincente e che possa permettere, sotto la guida dell’imprenditore italiano Andrea Radrizzani, di conquistare quella promozione in Premier League che manca ormai da quindici anni. Una scalata raccontata brillantemente dal documentario ‘Take Us Home: Leeds United’ e che testimonia ancora una volta l’andamento da ottovolante che i Whites hanno sempre tenuto nel corso della propria storia.

Nato dalle ceneri del Leeds City esattamente cento anni fa, lo United ha infatti trascorso metà della propria vita in prima divisione e l’altra metà in seconda, con tre apparizioni addirittura in terza serie. Alti splendenti e bassi tenebrosi. Questi i picchi che il club ha fatto vivere sempre ai propri tifosi, i quali nel corso degli anni hanno imparato a convivere soprattutto con l’attesa.

Per nulla vincenti, o quasi, fino agli anni ’60 – eccezione è la vittoria del campionato di Second Division nel 1924 – il Leeds ha dovuto attendere oltre quattro decadi per confermarsi come club più forte d’Inghilterra, nonché uno dei più temuti in Europa. Vincitore della Coppa delle Fiere nel 1968, nello stesso anno i Whites conquistarono anche una League Cup, riuscendo poi ad alzare al cielo il loro primo titolo di Firts Division la stagione seguente. Merito di una vera e propria macchina da guerra creata da Don Revie, in seguito anche CT della Nazionale inglese, che dalle parti di Leeds è considerato ancora oggi una divinità.

Squadra incredibilmente concreta e dura a morire, lo United conquistò poi un’altra Coppa delle Fiere nel 1971, una FA Cup nel 1972 e il suo secondo titolo di Campione d’Inghilterra nel 1974. Nel mezzo anche una Coppa delle Coppe persa nel 1973 contro il grandioso Milan di Nereo Rocco, seguita poi da un’altra finale, questa volta però di Coppa Campioni, lasciata nelle mani del Bayern Monaco a Parigi nel 1975. Quello era però il Leeds United di Jimmy Armfield, ovvero quello del dopo Don Revie – passato a essere CT dell’Inghilterra appunto – e del dopo Brian Clough, durato solamente quarantaquattro giorni alla guida dei Peacocks.

Una sconfitta che sancì in pratica la fine del periodo d’oro del Leeds, il quale tornò a convivere con il tempo dell’attesa per la seconda metà degli anni ’70 e tutti gli anni ’80, dividendosi tra Second e First Division, competizione della quale verrà ricordato per sempre come l’ultimo vincitore. Grazie al primo posto ottenuto nella stagione 1991/92 e con la nascita della Premier League in quella seguente, il Leeds United è infatti l’ultimo club ad aver vinto un titolo di First Division.

La semifinale di Coppa UEFA nel 2000 e quella di Champions League nel 2001 gli unici due picchi vissuti in seguito, con l’avvento del ventunesimo secolo che ha finito per condurre i Whites in terza divisione, dove il club è retrocesso nel 2007 ed è rimasto per le tre stagioni successive, riuscendo infine a lasciare la League One nel 2010 grazie a un secondo posto in campionato. Da quel momento dieci anni nel Purgatorio della Championship, con la promozione in Premier League sfuggita la scorsa stagione dopo aver perso la semifinale playoff contro il Derby County.

DERBY COUNTY

I Rams. Club con sede nelle East Midlands, il Derby County è la società che più di tutte lo scorso anno si è avvicinata al Paradiso della Premier League. Guidati da Frank Lampard, gli arieti si sono infatti arresi solamente nella finale dei playoffs di Championship, disputata e persa in quel di Wembley contro l’Aston Villa.

Una debacle dolorosa e arrivata al termine di un’annata conclusa al sesto posto in campionato. Una stagione nella quale a brillare è stata soprattutto la figura di Lampard, il quale – come noto – ha ottenuto la sua ‘promozione personale in Premier League’ passando alla guida del Chelsea la scorsa estate, con il Derby County ora guidato dall’olandese Phillip Cocu, affiancato nel ruolo di giocatore-viceallenatore da una leggenda del calcio inglese come Wayne Rooney. Tornato nel Regno Unito dopo l’avventura in MLS negli USA, Wazza ha sposato lo scorso gennaio il nuovo progetto dei Rams, il cui obiettivo principale resta la promozione in Premier League.

Esattamente quel trofeo che il Derby County ha posto per due volte in bacheca tra il 1972 e il 1975, riuscendo finalmente a colmare un vuoto di vittorie che durava da quasi trent’anni. Vincitrici della loro prima e unica FA Cup nel 1946, al ritorno alle competizioni dopo lo stop dovuto alla Seconda Guerra Mondiale, i Rams hanno vissuto il proprio magic moment sotto la guida del leggendario Brian Clough. Fu infatti l’allenatore di Middlesbrough a creare una squadra in grado di passare nel giro di un paio di stagioni da un nono posto in First Division alla vittoria della stessa competizione a una semifinale di Coppa Campioni persa contro la Juventus. Una rapida risalita che permise al club di riscattare i tempi bui vissuti soprattutto negli anni ’50, quando il Derby imparò a conoscere l’aria della Third Division inglese.

Un’aria mai più odorata in seguito, visto che dal 1957 in poi i Rams sono sempre rimasti in prima o seconda divisione. Quel Purgatorio con il quale il Derby ha ormai imparato a convivere, a differenza del West Bromwich Albion.

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Fonte: Numero Diez dal The Den per Millwall-WBA di Championship

WBA & BLACKBURN ROVERS

Vincitore del campionato di prima divisione inglese nella stagione 1919/20, il WBA è uno di quei club storici del football britannico che ha trascorso la maggior parte del proprio tempo in massima serie. Tra i fondatori della Football League nel 1888, i Baggies nello stesso anno vinsero anche la loro prima FA Cup, senza ombra di dubbio il trofeo al quale il WBA ha legato i suoi migliori ricordi nel corso della propria storia. Cinque sono infatti le FA Cup messe in bacheca, con il West Bromwich Albion che può essere quindi considerato una delle squadre più vincenti di sempre in questa competizione. Uno status che il club ora allenato da Slaven Bilic può condividere con il Blackburn Rovers, vincitore nel corso della sua storia di ben sei FA Cup.

Tra il 1884 e il 1891 il club con sede nel Lancashire è infatti stato l’indiscusso padrone della competizione, riuscendo a vincere cinque edizioni delle sei disputate in quegli anni, tre delle quali consecutivamente. Un vero e proprio record per i Rovers, capaci poi di ergersi anche sul tetto d’Inghilterra con la conquista del loro primo titolo di First Division nel 1912. Successo bissato poi a due anni di distanza e vissuto infine per la terza e ultima volta nel 1995, quando – grazie soprattutto alle 34 reti in 42 gare del bomber di Newcastle Alan Shearer – il Blackburn di Kenny Dalglish poté alzare al cielo un’inaspettata Premier League.

Un trofeo che ancora oggi da quelle parti viene ricordato come il più prezioso, visto lo sbiadito ricordo che si ha ormai di quelle magiche FA Cup vinte al tempo del 2-3-5, numeri a spiegazione di quello schema a ‘piramide di Cambridge’ incredibilmente innovativo all’epoca quanto sorpassato nel presente.

Un tempo presente che, come il WBA, il Blackburn sta vivendo in Championship, campionato nel quale i Rovers sono tornati dopo una rovinosa caduta in League One nel 2017 (dove sono rimasti per un solo anno). Ultima delle sei stagioni vissute in terza divisione dai bianco-blu nel corso della loro storia. Il triplo rispetto al WBA, capace di tenersi alla larga dalla Third Division fino al 1991. È stato infatti in quell’anno e in quello successivo che il West Bromwich ha vissuto le sue due uniche stagioni in terza serie, toccando il proprio minimo storico.

Un’esperienza negativa ormai dimenticata e alla quale ora i Baggies vogliono contrapporre una possibile risalita in Premier League, Paradiso lasciato nel 2018 e ora nuovamente a portata di mano. Lo dimostra il secondo posto in Championship occupato dal WBA prima dello stop del campionato. 70 punti, solo uno in meno del Leeds United. Diciassette in più invece rispetto al Blackburn Rovers, decimo a -3 dalla zona playoffs, il qui ultimo posto – il sesto – è occupato oggi dal Preston North End.

PRESTON NORTH END & NOTTINGHAM FOREST

E proprio il Preston North End può essere sicuramente considerato a merito una delle nobili decadute del calcio inglese. Due infatti i titoli di Campioni d’Inghilterra conquistati, merito di un magico biennio tra il 1889 e il 1890, agli albori della Football League. Grazie al successo in First Division nella stagione 1888/89 e alla conquista della FA Cup nella stessa annata, il Preston North End diventò il primo club inglese ad aggiudicarsi l’ambitissimo double, e lo fece in grande stile. Con 18 vittorie, 4 pareggi e zero sconfitte, i Lilywhites si conquistarono l’appellativo di ‘The Invincibles’ accostato poi in seguito anche all’Arsenal di Arsene Wenger nel 2004, riuscendo inoltre a portare a casa la prima FA Cup della propria storia senza subire alcun goal in quella competizione.  Un successo solamente sfiorato l’anno precedente, quando si dovettero arrendere al WBA in finale, nell’edizione della FA Cup che verrà ricordata come quella del successo per 26-0 proprio del Preston North End sull’Hyde. Un record ancora imbattuto.

Per la conquista della seconda coppa d’Inghilterra bisognerà invece aspettare l’annata 1937/38, quando grazie alla rete di Mutch i Lilywhites ebbero la meglio sull’Huddersfield Town. Poi il nulla. Dal secondo dopo guerra ad oggi il Preston North End si è infatti destreggiato soprattutto tra campionati di seconda e quarta divisione, dando il suo ultimo saluto alla massima serie inglese nel 1961. Da quasi sessant’anni il club, ora nelle mani di Alex Neil, non vanta infatti alcuna apparizione nel campionato maggiore, con l’attuale sesto posto in Championship che rappresenta il miglior piazzamento raggiunto nel seguente campionato da almeno dieci anni. Per questo la speranza dalle parti di Preston di poter conquistare l’accesso alla Premier League attraverso i playoffs è vissuta con entusiasmo dai tifosi dei Lilywhites, fiduciosi che un’eventuale ripresa del campionato al termine dello stop dovuto all’emergenza Coronavirus possa permettere alla squadra di andare fino in fondo in questo cammino.

Un sentimento condiviso dai supporters del Nottingham Forest, quinto in campionato a +4 proprio sul Preston North End. Anche i Garibaldi Reds coltivano infatti il sogno di tornare in massima serie, potendosi vantare di essere senza ombra di dubbio una delle società più iconiche del calcio inglese. Con un campionato di First Division, due FA Cup e soprattutto due Coppe dei Campioni (vinte in sole tre partecipazioni!) e una Supercoppa UEFA in bacheca, il Nottingham Forest è leggenda in terra d’Albione e oltre.

Da sempre associato al nome di Brian Clough, allenatore del Forest dal 1975 al 1993, i Reds hanno vissuto il loro tempo di massimo splendore sotto la guida del manager inglese, capace di portare il club nel giro di tre anni dalla Second Division alla vittoria della First Division e di due Coppe Campioni consecutive. Un unicum difficilmente ripetibile nel calcio moderno e che ancora oggi viene riconosciuta come una delle imprese più leggendarie mai compiute nel mondo sportivo.

Per questo il Nottingham Forest è considerata da tutti una delle sleeping giants più prestigiose incagliata ormai da anni nel cuore della Championship. Un Purgatorio che la truppa di Sabri Lamouchi vuole lasciare già al termine di questa stagione, portando così in Premier League un nome che qualsiasi nostalgico amante del calcio inglese vorrebbe rivedere in prima divisione.

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Foto: Numero Diez a Griffin Park per Brentford-Sheffield Wednesday di Championship

SHEFFIELD WEDNESDAY & HUDDERSFIELD TOWN

Il tempo del ritorno. Quello che Sheffield Wednesday e Huddersfield Town sono invece destinati a non vivere ancora. Rispettivamente con 48 e 42 punti nell’attuale Championship, Owls e Terriers sono al 15° e 18° posto in seconda divisione inglese. Piazzamenti che dimostrano come entrambi i club non siano pronti a fare nuovamente la propria apparizione in Premier League, campionato dal quale il Wednesday manca dal 2000 e l’Huddersfield dallo scorso anno, quando l’ultimo posto sancì la sua retrocessione.

Ultime due nobili decadute del calcio inglese delle otto che abbiamo deciso di porre in questo secondo capitolo del nostro viaggio, Sheffield Wednesday e Huddersfield Town devono il loro blasone al primo trentennio del ventesimo secolo. È infatti tra il 1895 e il 1935 che gli Owls hanno vinto quattro campionati e tre FA Cup, potendo riassumere il resto della propria storia in continue retrocessioni e promozioni tra le prime tre serie d’Inghilterra.

Un destino in qualche modo analogo a quello dell’Huddersfield Town, vincitore di tre campionati di massima serie consecutivi e di una FA Cup tra il 1921 e il 1926. Un quinquennio splendente che ha permesso ai Terriers di attestarsi in quegli anni come la prima squadra capace di conquistare tre titoli di Campioni d’Inghilterra uno in fila all’altro. Un fulgido tempo di trionfi al quale si sono poi contrapposti i neri decenni in quarta e terza serie negli anni ’70 e ’80, con l’Huddersfield Town tornato a essere una delle protagoniste della Championship dal 2012 in poi.

Finisce qui il secondo dei tre appuntamenti che Numero Diez ha deciso di dedicare alla riscoperta delle nobili decadute del calcio inglese. Dopo essere partiti la scorsa settimana nel Paradiso della Premier League e aver proseguito oggi nel Purgatorio della Championship, il nostro cammino terminerà giovedì prossimo nell’Inferno della League One.

Fonte immagine in evidenza: sito ufficiale WBA