Olbia-Torres, Demartis e Molino giocano il “pre-derby”

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Domenica, alle 14.30, si giocherà Olbia-Torres, il derby sardo in Lega Pro. Per l’occasione Demartis, ex capitano della Torres e Molino, ex capitano dell’Olbia hanno detto la loro sulle loro ex squadra a Centotrentuno.

MOMENTO OLBIA (Marino) – “Possiamo dire che ci arriva meglio di quanto potesse arrivarci prima di Natale, quando le cose non andavano bene. Poi nel derby chi avrà la carica agonistica maggiore potrà portarsi a casa la gara“.

MOMENTO TORRES (Demartis) – “Secondo me ci arriva bene, è stata vinta dopo diverso tempo una partita in casa che ha dato più consapevolezza dei mezzi a disposizione. Purtroppo la Torres nei momenti topici quest’anno ha visto sfumare tanti punti, come accaduto anche nel derby d’andata. Con Sottili in panchina la squadra ha raggiunto un acume tattico più centrato per come la vedo io. Sono stati fatti degli interventi sul mercato importanti perché sono arrivati Urso, Fabriani e Omoregbe, che mi ha fatto una buona impressione.

Bisognerà poi vedere se si recupereranno alcuni calciatori come Ruocco, che ha una cifra tecnica e una imprevedibilità molto importante per la Torres. Ma l’aspetto caratteriale sarà il più importante in questo derby, ci sono certi giocatori della Torres che poi sentono ancora di più la gara come Lisai, Masala. Mi dispiace tanto per questo che non ci possa essere Gigi Scotto perché da questo punto di vista sarebbe stato un ulteriore valore aggiunto“.

COME PREPARARE UN DERBY (Molino) – “A livello tattico la partita può essere uguale alle altre, ma l’ambiente la fa sentire diversamente. Perché quando parlano i tifosi in città, a Olbia o Sassari, ti danno la carica per arrivare alla domenica a 2000. Poi magari ti caricano troppo e arrivi in campo che vuoi spaccare il mondo ma le cose non vanno come devono andare. La partita in sé è come tutte le altre, la differenza la fa l’ambiente. E proprio per questo sono quelle più belle della stagione“.

COME PREPARARE UN DERBY (Demartis) – “Una linea dal punto di vista sentimentale la dà l’allenatore. Ci sono tecnici che non spingono sull’aspetto caratteriale ma preparandosi solo dal punto di vista tecnico. Ma i ragazzi che sentono la maglia diversamente, la città e il peso della partita perdono magari qualcosa dal punto di vista della ragione calcistica e fanno spazio ai sentimenti, tirano fuori l’orgoglio e la passione. Da un certo punto di vista, visto l’ambiente in cui vivranno in campo con una grande cornice di pubblico, l’aspetto caratteriale sarà fondamentale“.

GIOCATORI CHIAVE OLBIA (Marino) – “Non posso dire Ragatzu? E allora dico La Rosa per quanto è legato alla città“.

GIOCATORI CHIAVE TORRES (Demartis) – “Io dico Masala-Lisai“.

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Scritto da

Francesco Scanu