Inter-Lazio 3-0, le pagelle: quattro 7 nei nerazzurri, Immobile delude

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LE PAGELLE DI INTER-LAZIO DI SUPERCOPPA – La giornata di ieri ha visto il Napoli trionfare sulla Fiorentina e ottenere un posto per la finale di Supercoppa italiana, in programma lunedì sera. L’altra squadra che si contenderà il titolo con i partenopei sarà l’Inter, uscita vittoriosa dalla semifinale contro la Lazio con il risultato di 3-0.

Il tabellino di marcatori a Riyadh, città ospitante della competizione, riporta i nomi di Marcus Thuram, autore dell’1-0 al 17′, di Hakan Calhanoglu, che ha trasformato un calcio di rigore al 50′, e di Davide Frattesi, che ha chiuso la gara all’87′.

Di seguito riportate le pagelle di Inter-Lazio di Supercoppa italiana, fornite dalla redazione di Numero Diez.

LE PAGELLE DI INTER-LAZIO DI SUPERCOPPA: I GIUDIZI DEI NERAZZURRI

Sommer 6: la Lazio non si presenta mai dalle sue parti, venendo coinvolto solo in situazione di impostazione dal basso.

Pavard 6: si spinge con frequenza in attacco, alternandosi con Darmian in copertura. Difensivamente, non è mai in reale difficoltà.

Acerbi 6: non corre alcun minimo rischio, con Immobile che non lo impensierisce davvero mai.

Bastoni 6.5: analogamente all’altro braccetto di difesa, sfrutta gli spazi degli inserimenti di Dimarco per inserirsi sulle fascie, realizzando il cross propiziatorio per l’1-0 (dal 66′ De Vrij 6: il suo ingresso provoca lo spostamento di Acerbi, ma la situazione non cambia: Immobile è disinnescato senza problemi).

Darmian 6.5: bene in fase di copertura, dove si inverte regolarmente con Pavard, sia in fase di spinta, proponendosi frequentemente in area di rigore e arrivando più volte al tiro.

Barella 6.5: è il più dedito alla fase offensiva fra i centrocampisti, offrendo buoni spunti in area di rigore. Da uno di questi, nasce la traversa che lo separa dalla gioia del gol per centimetri (dal 66′ Frattesi 7: entra a partita già decisa, ma mette la ciliegina sulla torta concretizzando un contropiede regalato dalla Lazio).

Calhanoglu 7: classica precisione millimetrica e armonia in fase di impostazione. Ad arricchire la sua prestazione, il rigore trasformato al 50′, davvero imparabile nonostante l’intuizione di Provedel (dall’81’ Asllani s.v.).

Mkhitaryan 6.5: meno appariscente in relazione ad altre prestazione, ma comunque cruciale per la costruzione della fitta ragnatela di possesso palla nerazzurro. Protagonista nel contropiede finale da cui nasce l’assist per il 3-0 di Frattesi.

Dimarco 7: realizza un assist di tacco di pregevole fattura, deviando minimamente la palla, ma quanto basta a servire precisamente Thuram. Sempre molto delicato ed elegante nella gestione del pallone, gestito con calma piatta.

Thuram 7: riesce a concludere con frequenza e trova la rete dopo un paio di occasioni sprecate, trovandosi sempre al posto giusto. Pertanto, la sua intelligenza tattica la fa da padrona questa sera, mandando in confusione le marcature laziali (dal 74′ Sanchez s.v.)

Lautaro 6: così come Barella, non può esultare a causa dell’intercessione della traversa, che respinge una conclusione a botta sicura. La fortuna non assiste il Toro in questo match, spesso pericoloso ma incapace di insaccare a rete (dal 74′ Arnautovic s.v.).

All. Inzaghi 7: gestione tranquilla del match nella sua totalità. L’Inter domina e ottiene il pass per la finale senza particolari problemi, complice una prestazione di altissimo livello.

LE PAGELLE DI INTER-LAZIO DI SUPERCOPPA: I GIUDIZI DEI BIANCOCELESTI

Provedel 6: molto impegnato, è chiamato a effettuare vari interventi importanti. Intuisce anche la direzione del rigore di Calhanoglu, ma non riesce a respingere la traiettoria. Non è colpevole di alcun gol, dove la tenuta difensiva è stata pessima.

Lazzari 5.5: Dimarco non incontra resistenza sulla sua fascia, dove il terzino biancoceleste è sottomesso dalle incursioni del laterale avversario (dall’83’ Hysaj s.v.).

Gila 6: provvidenziale nel murare un colpo di testa di Thuram nei primi minuti di gioco. Subisce un paio di colpi al volto dolorosi, a testimonianza del grande spirito sacrificio impiegato nel match.

Romagnoli 5.5: la marcatura a zona lo porta in una situazione di inferiorità numerica, come in occasione del gol di Thuram, dove era impegnato sia su Lautaro che sul francese. 

Marusic 5.5: errore di marcatura e comunicativo in occasione del gol di Thuram, libero di inserirsi tra lui e Romagnoli. Parallelamente a Lazzari, Darmian si inserisce con regolarità senza incontrare resistenza efficace del montenegrino (dal 66′ Pellegrini 6: garantisce spinta e proposizione in attacco, limitando Darmian alla fase difensiva).

Guendouzi 6: tanti recuperi palla e aggressività in mezzo al campo, seguendo a uomo i centrocampisti dell’Inter (dal 51′ Luis Alberto 5: il suo ingresso permette alla Lazio di gestire meglio la palla. Tuttavia, è protagonista di un errore inspiegabile nel finale, che provoca il contropiede del 3-0).

Rovella 5.5: soffre eccessivamente la pressione avversaria, sbagliando frequentemente nell’impostazione e nel posizionamento e lasciando troppo spazio tra sé e il reparto difensivo (dal 51′ Cataldi 6: entra ma non dà nessuna scossa al centrocampo biancoceleste).

Vecino 5: troppo impreciso nei passaggi e succube dell’intensità avversaria, commette tantissimi falli e arriva sempre in ritardo negli interventi.

Felipe Anderson 6: è l’unico capace di dare qualche spunto offensivo interessante, malgrado l’efficacia non sia perfetta.

Immobile 5: purtroppo Re Ciro è totalmente spodestato dal suo trono. Non pervenuto sul rettangolo verde, non riuscendo a impensierire minimamente la retroguardia dell’Inter. Annullato un gol negli ultimissimi minuti, l’unico lampo della sua gara.

Pedro 5: chiamato a sostituire l’infortunato Zaccagni all’ultimo minuto, fa più danni che altro. È poco presente nel gioco ed è autore del fallo che provoca il calcio di rigore del 2-0 (dal 66′ Isaksen 6: freschezza e agilità danno un minimo di vitalità alla produzione offensiva, ma non sufficientemente pericolosa)

All. Sarri 5: la Lazio non è mai scesa veramente in campo. I suoi soffrono costantemente l’intensità e le qualità tecniche dell’Inter, non riuscendo a farsi vedere mai nella metà campo avversaria.

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Scritto da

Simone Rippa