Pagelle Mondiali – Olanda 6.5: rivelazione Gakpo, ma maledetti rigori

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Dopo la clamorosa assenza a Russia 2018, gli oranje arrivano in Qatar con la volontà di stupire il mondo intero. La squadra di van Gaal ha il giusto mix di giovani talenti e veterani affidabili, potendo contare su un reparto difensivo, guidato da capitan Van Dijk, che è tra i migliori della competizione. L’Olanda è reduce dalla vittoria del girone di Nations League senza mai aver perso una partita e porta con sé il titolo di potenziale sorpresa del Mondiale.

È l’ultimo ballo con Louis van Gaal in panchina, dato che prima dell’inizio della manifestazione il suo addio era già stato annunciato dalla federazione olandese; Ronald Koeman gli succederà da gennaio e troverà un gruppo più consapevole dei propri mezzi e delle proprie potenzialità, guardando sin da subito al prossimo Europeo.

IL PERCORSO

L’Olanda si trova nel Gruppo A insieme a Senegal, Ecuador e l’ospitante Qatar. Gli uomini di van Gaal hanno tutto il favore del pronostico e scendono in campo con l’obiettivo di terminare il girone in testa alla classifica. La prima partita contro il Senegal è la perfetta rappresentazione della squadra che si vedrà per il resto del torneo: l’Olanda fatica incredibilmente a creare occasioni da gol, con un possesso di palla sterile e una generale staticità, salvo alcune eccezioni. Una di queste è Cody Gakpo, che con un colpo di testa risolve il match contro gli africani, spianando la strada per il passaggio del turno. Gli oranje pareggiano poi 1-1 con l’Ecuador, e, alla terza giornata, battono 2-0 un deludente Qatar, assicurandosi il primo posto nel girone. Tutto come previsto.

Gli ottavi di finale vedono scontrarsi gli olandesi e una nazionale che sta impressionando tutti, gli Stati Uniti. È una partita complicata visto il livello mostrato dagli americani nella fase a gironi, ma la squadra di van Gaal parte ancora favorita. Questa volta la stella è un giocatore che conosciamo bene, Denzel Dumfries. Il laterale nerazzurro mette a referto un gol e due assist per le reti di Depay e Blind, trascinando i suoi ai quarti di finale.

Essere tra le migliori otto era sicuramente un obiettivo, con la consapevolezza che da quel momento in poi, con ogni probabilità, non sarebbero più stati i favoriti. E così accade, perché dopo l’USA c’è l’Argentina guidata da un uomo in missione, Leo Messi, determinato a riportare il titolo mondiale in patria dopo 36 anni, quando ad alzarlo fu proprio Diego, el Diez. L’Albiceleste è una delle principali favorite per la vittoria finale e può vantare un numero elevatissimo di tifosi che la sostengono, dall’inizio alla fine.

Sfortunatamente per l’Olanda, Messi è con anima e corpo dentro la partita. Prima trova un corridoio impossibile per l’1-0 di Molina, e poi è freddissimo dal dischetto per il gol del 2-0. È praticamente finita. Una componente che però, sin dall’inizio, non è mai mancata agli oranje, è il carattere, la cattiveria agonistica. Nel secondo tempo entra Weghorst e la partita si trasforma, diventando una delle più emozionanti viste in Qatar. L’attaccante del Besiktas accorcia le distanze con un colpo di testa all’83’ e, all’ultimo respiro, sfrutta un assist geniale di Koopmeiners direttamente da calcio piazzato. 2-2.

L’Argentina però è destinata ad arrivare in fondo e una super prestazione di Emiliano Martìnez alla lotteria dei calci di rigore elimina l’Olanda, che abbandona ai quarti la competizione. L’esultanza dell’Albiceleste ha fatto il giro del mondo ed entra di diritto nell’album fotografico di questo Mondiale, che ne ha viste di tutti i colori.

L’ANALISI

Tutto sommato, era difficile fare di più. La squadra ha dato tutto, dall’inizio alla fine, uscendo sconfitta solo contro i futuri campioni del mondo. Abbiamo scoperto il talento di Cody Gakpo, che ha segnato tre gol ed è ora nel mirino delle big europee. Il 23enne è indubbiamente il miglior olandese di questo Mondiale. Un’altra piacevole sorpresa è stato il portiere Noppert, sconosciuto alla maggior parte di noi prima di vederlo in campo. L’estremo difensore oranje si è dimostrato particolarmente solido e affidabile, salvando la squadra in più di un’occasione.

Non ha deluso nemmeno Frenkie de Jong, reduce da un periodo difficile con i blaugrana, che è stato il faro del centrocampo. A correnti alternate invece Denzel Dumfries, autore di grandi prestazioni, come quella citata poco fa contro l’USA, e di partite in cui non è riuscito a incidere. Da sottolineare anche le difficoltà riscontrate dall’ex Juve Matthijs de Ligt, che ha piano piano perso il posto in favore di Jurrien Timber e Nathan Akè.

Il problema più grande dell’Olanda è però la mancanza di un centravanti. Memphis Depay ha completamente smesso di essere un giocatore affidabile e non può più costituire una certezza. Janssen non è al livello tale per essere un titolare e Weghorst, nonostante l’exploit contro l’Argentina, è un punto di domanda.

La squadra di van Gaal ha palesato molte difficoltà sul piano del gioco, risultando in molte occasioni prevedibile. L’ex allenatore, tra le altre, di Ajax e Bayern Monaco, ha però dato fiducia a un gruppo con delle potenzialità. Nelle competizioni tra nazionali, lo sappiamo bene, uno dei fattori decisivi è l’affiatamento, l’entusiasmo collettivo. L’Olanda ne ha da vendere, e l’avventura di Qatar 2022 ne è una dimostrazione concreta.

Il cambio di allenatore sarà un fattore importante, ma una scia di riferimento è stata tracciata. Compito di Koeman sarà percorrerla e, soprattutto, evolverla al massimo in vista di Euro 2024. Il conto alla rovescia è già iniziato.

MatteoM
Scritto da

Matteo Petrera