Oggi, 4 giugno, compie 37 anni Lukas Podolski. Sicuramente non è uno dei giocatori più forti della storia, ma se chiedete a un tedesco chi sono i 5 migliori giocatori tedeschi di sempre, potrebbe citarvi proprio Poldi, che ha dato veramente tanto per la sua nazionale. È terzo in nazionale sia per numero di presenze che di reti. Inoltre è il più giovane tedesco ad essere arrivato a quota 100 presenze, superando il record di Beckenbauer. Ciliegina sulla torta della sua favolosa carriera in nazionale è la vittoria dei mondiali nel 2014 in Brasile.

Decisamente diversa è stata però la sua carriera tra i club. Un sinistro mozzafiato, un talento che poteva sicuramente esprimersi meglio e affermarsi in top club.

GLI INIZI AL COLONIA E IL PASSAGGIO AL BAYERN

“Poi ancora insiste Podoslki… CANNAVARO, CANNNAVARO!”

Questa frase è storia per gli italiani amanti del calcio. Le parole sono di Caressa e la partita era ovviamente Italia-Germania 2-0 del 2006. A quei tempi Podolski c’era già e partecipava a 21 anni al suo primo mondiale. Non aveva giocato nemmeno una brutta competizione, anzi è stato nominato miglior giovane dei mondiali in virtù delle sue 3 reti. In quella partita però si è vista tutta la sua inesperienza, sbagliando il controllo al volo e facendosi rubare palla da Cannavaro, che innestò il famoso contropiede targato Gilardino-Del Piero (cui poi seguì anche il famoso “andiamo a Berlino Beppe”).

Anche se gli italiani ricordano bene l’errore di quel giovane tedesco, Podolski era un giocatore ben noto in patria da alcuni anni.

Nato in Polonia e trasferitosi ben presto in Germania, debuttò in Bundesliga con la maglia del Colonia. Qui giocò 3 anni, e nel primo segnò 10 reti in 19 presenze, detenendo il record di gol per un diciottenne in Bundesliga, almeno finché poi è arrivato Florian Wirtz a soffiarglielo via (anche lui cresciuto nelle giovanili del Colonia).

Al secondo anno al Colonia, si classificò miglior marcatore della Zweite Bundesliga con 24 reti, a soli 19 anni. Non mancarono i gol anche al terzo anno, ma il Colonia retrocesse ancora. Era il momento di cambiare aria e dopo un mondiale così, è arrivata la grande chiamata di un top club. Il Bayern Monaco.

Arrivato in Baviera per 10 milioni di euro, ci ha passato 3 anni della sua carriera. In questo periodo però ha giocato tutti i 90 minuti in solo 13 partite delle sue 71 presenze col Bayern e ha segnato appena 13 gol. Un bottino decisamente magro per il talento cristallino che si era visto a Colonia.

LE ESPERIENZE ALL’ESTERO E I SUOI RITORNI A CASA

Dove poteva quindi tornare a risplendere Poldi? Dove è sempre stato bene, ovvero nel suo Colonia. Le capre hanno dovuto sborsare 10 milioni di euro, proprio quelli che avevano ricavato dalla sua cessione 3 anni prima, ma questa è comunque una cifra considerevole per tale squadra. Il Colonia decide quindi di far partire una raccolta fondi. Mette in vendita su Internet un’immagine di Podolski composta da 37500 pixel, ognuno acquistabile a 25 euro. Questa idea permise al Colonia di ricavare 1 milione di euro, ma la curiosità è che 35 di questi pixel furono acquistati da Michael Schumacher, che diventò poi suo grande amico.

Quanto è stato Podolski a Colonia? Ancora una volta per 3 anni, un numero che ricorre spesso nella sua carriera.

Il primo anno è stato deludente, con solo 2 gol in 27 presenze, mentre il secondo migliora il suo bottino a 13 reti. Entrambi gli anni portarono a dei modesti piazzamenti a metà classifica. Il terzo anno per Podolski fu il migliore a livello realizzativo (18 gol) ma il peggiore per la squadra, poiché il Colonia si classificò penultimo, retrocedendo.

Non può giocare in Zweite Bundesliga a 27 anni e quindi si trasferisce all’Arsenal. Di lui hanno un buon ricordo i Gunners, soprattutto nei primi due anni di carriera. C’era sempre però quella sensazione che fosse bravo, ma che potesse dare ancora di più uno col suo talento. Anche a Londra passa 3 anni, e dopo un girone d’andata deludente decide di cambiare campionato. Arriva all’Inter in prestito oneroso. Esordisce contro la Juventus nell’epifania del 2015 ma il suo primo e unico gol in Serie A arriva alla 33° giornata contro l’Udinese. Un tiro potentissimo da fuori area che decide la partita per 2-1 in Friuli. Purtroppo però quella fu l’unica luce all’Inter per Podolski, costretto a cambiare ancora una volta casacca.