QUALI SONO GLI ALLENATORI CHE POTREBBERO FARE BENE NEL 2023 – Giunti al 2023, è bene iniziare a concentrarsi su quanto ci aspetta nei prossimi 12 mesi. È lecito domandarsi quali saranno le squadre e i giocatori che sorprenderanno in questo 2023, ma quali saranno invece nel corso del nuovo anno gli allenatori che riusciranno a compiere uno step decisivo per le loro carriere? Per rispondere a questa domanda saranno considerati solo allenatori tra i top 5 campionati europei.

SERIE A

Partendo dal Bel Paese, si parte da quella che ormai è diventata quasi una certezza: Alessio Dionisi. Arrivato nel 2021 a Sassuolo dopo aver raggiunto la promozione in Serie A con l’Empoli, è alla sua seconda stagione con i neroverdi. L’anno scorso ha raggiunto l’undicesima posizione, sconfiggendo praticamente tutte le big italiane. Il suo 2022 è iniziato in salita, infatti al momento gli emiliani occupano la quindicesima posizione. Le importanti cessioni di Giacomo Raspadori e Gianluca Scamacca non hanno aiutato e l’assenza di Berardi è stata più che mai decisiva. Al ritorno del Numero Diez neroverde Dionisi ritroverà una carta fondamentale per il suo gioco e riuscirà a risalire la classifica.

Chi invece sta ben altre posizioni in classifica è Andrea Sottil. Il padre di Riccardo, ala della Fiorentina, ha 47 anni ma è alla sua prima annata in Serie A. Una carriera da allenatore iniziata più di 10 anni fa, passata principalmente in Lega Pro, dove ha allenato Livorno e Catania, solo per citarne alcune. Il passo in Serie B avviene nell’estate 2020 ma il Pescara lo esonera dopo nemmeno 2 mesi. All’Ascoli comincia a farsi notare e l’Udinese non se lo lascia scappare, dopo che nell’estate del 2022 è rimasta orfana di Cioffi, che ha preferito accasarsi all’Hellas. Beffardamente da quello che ci si poteva aspettare quest’estate, l’avventura di Cioffi a Verona è già terminata da qualche mese, mentre quella di Sottil procede a gonfie vele. Un inizio di campionato da vera protagonista, cui ha seguito però un calo fisiologico. È da ben 7 partite che i friulani non trovano la vittoria, eppure l’Europa dista solo 3 punti. La mano dell’allenatore dell’Udinese si è davvero fatta sentire.

BUNDESLIGA

Passando invece per la Germania, anche qui i due allenatori selezionati sono alla loro prima esperienza nella massima serie nazionale. Il primo nome è quello di Ole Werner, 34enne allenatore del Werder Brema, il più giovane della Bundesliga. Curiosa la sua storia, perché è arrivato a Brema nel 2021, a stagione in corso, quando Die Grün-Weißen avevano affidato a inizio stagione la panchina ad Markus Anfang (che tradotto vuol dire proprio “inizio”). Purtroppo per lui è stato però scoperto con un Green Pass falso e il Werder lo ha subito allontanato. Al suo posto ha chiamato Ole Werner, che prima si era seduto solo sulla panchina dell’Holstein Kiel, club che aveva allenato pochi mesi prima anche Anfang. La promozione diretta è arrivata grazie al secondo posto in Zweite Liga, mentre la stagione corrente è cominciata bene per il Werder, al nono posto a ridosso delle zone europee.

L’altro allenatore alla prima esperienza in Bundesliga è Enrico Maaßen dell’Augsburg. In realtà è una delle sue prime esperienze in assoluto, perché l’allenatore 38enne ha allenato solo club di quarta categoria e la seconda squadra del Borussia Dortmund, che milita in terza categoria. Può sembrare un salto nel buio, ma l’Augsburg si può permettere questi rischi. Per ora i Fuggerstadter sono al quattordicesimo posto, poco sopra la zona retrocessione, ma in questa prima metà di campionato sono giunte vittorie illustri, come quella a Leverkusen. Ben più importante però è stato il trionfo del derby bavarese in casa del Bayern, deciso dalla rete di Mergim Berisha.

PREMIER LEAGUE

In Inghilterra uno degli allenatori che sta avendo un ottimo processo di evoluzione è sicuramente Eddie Howe. Ha impressionato tutti nello scorso decennio con la favola del suo Bournemouth, ma ora è pronto a fare uno step in più. È arrivato nel novembre 2021 al Newcastle, poco dopo l’importante cambio di proprietà. Howe è riuscito a risollevare i Magpies dalle torbide acque della retrocessione, portandolo addirittura all’undicesimo posto. La situazione è migliorata ulteriormente quest’anno, dato che per ora il Newcastle è al terzo posto, sognando quindi la Champions League. Non sarà facile vedere i Magpies tra le prime quattro anche a fine stagione, ma sicuramente la mano di Eddie Howe si è fatta sentire e se dovesse raggiungere questo risultato la sua carriera prenderà un’altra decisiva piega.

Un’altra sorpresa della Premier League è il Fulham, di cui l’allenatore è Marco Silva. Non fortunato allo Sporting Lisbona, ha cercato fortuna all’estero. È andato all’Olympiakos, con cui ha vinto il campionato da record con 85 punti sui 90 disponibili. In Inghilterra non va subito bene: ha deluso sia con Watford che Hull City, ma la delusione più cocente è stata con l’Everton nel 2019. Dopo quasi due anni senza squadra il Fulham lo ha voluto per risalire in Premier League, e così è stato. Da neopromossa il Fulham è per ora al decimo posto, a ridosso delle posizioni europee.

LIGA

Tra le file spagnole l’allenatore che sta stupendo di più è Iraola. La bandiera dell’Athletic Bilbao si è ritirato abbastanza presto, a 34 anni, ed è diventato allenatore 2 anni dopo. Ha avuto un inizio di carriera atipico, cominciando ad allenare l’AEK Larnaca, squadra cipriota. È tornato poi in patria al Mirandes, club di Segunda Division, e poco dopo si è accasato al Rayo Vallecano. Nel 2021 Iraola ha portato il club in Liga grazie alla vittoria a sorpresa dei play-off, giunta dopo un sesto posto in Segunda Division. Ora il Rayo Vallecano è al settimo posto, in piena zona Conference League, e non perde da ben 7 partite consecutive.

A proposito di Rayo Vallecano, una bandiera di questa squadra è stata Michel, ora allenatore del Girona. I primi anni in panchina li ha passati proprio nel terzo club di Madrid. Ha portato poi l’Huesca in Liga nel 2020, per venire poi esonerato la stagione successiva. Nell’estate 2021 il Girona ha puntato su Michel come allenatore e proprio lui è riuscito a riportare gli albirrojos in Liga. Da neopromossa il Girona sta facendo bene, militando per ora al dodicesimo posto e non perdendo da ben 5 partite. Una curiosità che accomuna ancor di più Michel e Iraola è che entrambi hanno perso contro l’Almeria prima delle loro strisce positive, tuttora aperte.

LIGUE 1

In Francia ci sono diversi allenatori in rampa di lancio, ma se bisogna selezionarne solo 2 allora uno di questi deve essere sicuramente Franck Haise. Alcuni potrebbero non stupirsi, altri non lo hanno mai sentito nominare. Nonostante i suoi 51 anni, la sua carriera da allenatore è cominciata tardi. Per anni è passato è stato allenatore delle giovanili, prima al Rennes poi al Lorient, dove è stato anche allenatore ad interim per 2 partite nel 2016. Nel 2017 si trasferisce a Lens, sempre nel Nord della Francia, dove allena la seconda squadra per ben 3 anni, fino a febbraio 2020 quando viene promosso in prima. Stupisce subito tutti portando per ben due volte consecutive il Lens al settimo posto, sfiorando in entrambi i casi l’Europa, senza però riuscirci. Quest’anno Haise potrebbe fare un bel salto di qualità, dato che il suo Lens è al secondo posto, dietro solo al PSG. Haise può diventare davvero un allenatore da Champions League.

Restando sempre nella Francia del Nord, un altro allenatore che può far bene nel 2023 è Regis Le Bris. Come Michel e Iraola, che sono accomunati da una squadra, il Rayo, anche Le Bris e Haise hanno come denominatore comune una squadra, il Lorient. Anzi per essere più precisi la seconda squadra, perché proprio Le Bris è subentrato al posto di Haise nel 2015, che era stato invece promosso a vice della prima. Tra le giovanili dei Merluzzi Le Bris ha passato ben 7 anni sulla panchina, per poi passare solo nel 2022 in prima, a 47 anni. Nelle prime 13 partite ha vinto 8 volte e perso solo 2. In virtù di questi risultati il Lorient si trova al settimo posto, a pochissimi punti di distanza dalle posizioni europee.