L’Inter di inzaghi espugna l’Olimpico e consolida il break effettuato ai danni della Juventus nell’ultimo turno. La Roma convince nel primo tempo e cala nella ripresa, dove emerge il gap tecnico e fisico presente tra le due formazioni.
Ecco le pagelle del match offerte da NumeroDiez.
LE PAGELLE DELLA ROMA
Rui Patricio 4: Male, ancora una volta male. Mai così male. In occasione del gol di Acerbi si dimentica il proprio ruolo di portiere e decide di marcare a uomo Mancini, auto-oscurando la propria visuale e lasciando una grande porzione di rete scoperta. Il gesto è goffo, incomprensibile, sbagliato. Anche sulle due reti di Thuram (+Angelino) non è sgravato da colpe: l’area piccola deve essere il suo regno, lui non schioda mai i piedi dalla linea di porta. Alla Roma serve disperatamente un portiere. MALUS IN CAMPO.
Karsdorp 5.5: Conclude un primo tempo preciso e pulito, non replica nella ripresa dove sbaglia davvero troppo. Con il calare del fiato emergono i suoi limiti, contro la prima della classe non basta una prestazione a metà. STANCO.
Mancini 6: Il gol del caporale romanista è di pregevole fattura. Il difensore avvita la meravigliosa palla servita da Pellegrini e inchioda Sommer con un tiro preciso. Dopo la Juventus nella scorsa stagione, l’Inter in questa: GIANLUCA IL REGICIDA.
Huijsen 5.5: Non la sua migliore figura con la Lupa sul petto. Con la palla al piede è sempre impeccabile, questo è innegabile, ma nella gestione del duello con Lautaro il 2005 va in affanno. 2005, duello, Lautaro: rileggere l’ultima frase per capire quanto sia promettente il giocatore. SBOCCIATURO.
Angelino 5.5: Si posiziona male in occasione del primo gol di Thuram, quando stringe troppo e lascia spazio a Darmian sulla corsia. Diventa protagonista negativo anche sulla rete successiva, la marcatura sul 9 nerazzurra è mal gestita e il tocco sfortunato lo condanna all’autogol. Sicuramente meglio contro il Cagliari. ASSESTAMENTO. (Dal 60’ Spinazzola 6: Offre qualche sgasata e una buona conclusione da fuori, non lascia il segno ma ci prova. SPIRITO)
Cristante 5: Il centrocampo dell’Inter gira ad una velocità che lo esclude dal gioco. Non ha le doti atletiche per reggere il duello e non sopperisce alla mancanza con un posizionamento intelligente. Prestazione nel complesso pallida, non da lui. IN-SFORTUNATO (Dal 60’ Bove 6: la pioggia, il momento, l’avversario: il suo ingresso in campo porta confusione e poco altro. Muscoli e polmoni non bastano contro questa Inter. CI STA).
Paredes 6: La prestazione convincente della Roma nel primo tempo è data anche dal suo ottimo lavoro nella gestione della palla. Resiste bene al pressing nerazzurro e ha la lucidità per giostrarsi nel groviglio di gambe avversarie. Nel secondo tempo cala, con lui tutta la Roma. GEOMETRA.
Pellegrini 7: Il nuovo Pellegrini… è tornato. La frase è contorta ma descrive il momento del capitano della Roma, rinsavito dall’arrivo in panchina del suo predecessore. Nel secondo tempo perde smalto e paga un calo generale della squadra giallorossa, rimangono i due assist confezionati nel primo tempo e la palla meravigliosa sprecata da Lukaku. AGEVOLATORE. (Dal 75’ Baldanzi 6: )
Dybala 5: La Joya non brilla. L’Inter disinnesca l’argentino con accorgimenti che funzionano dal primo all’ultimo minuto. De Rossi puntava sul suo primo ballerino per scardinare il muro di Inzaghi, lui non ha risposto presente. OPACO (Dall’86’ Azmoun sv)
Lukaku 5: I due errori sotto porta pesano, uno più dell’altro. Si fa ipnotizzare da Sommer e perde il tempo per colpire di sinistro, poi sbuccia con la fronte la bella palla messa da Spinazzola. Cerca vendetta e redenzione, trova un 5 in pagella. LIL ROM.
El Shaarawy 6.5: Si dice che la Fortuna accompagni gli audaci. Bene, lui è causa ed effetto della propria sorte. Il tiro con cui trafigge Sommer infatti nasce storto, ma parte dritto: è il giusto premio per un giocatore che sotto l’egida di De Rossi ha trovato vita nuova. PALO, PALETTO E GOL.
All. De Rossi 7: Il risultato è infelice, l’atteggiamento no. La Roma dimostra che un’idea di calcio a tinte giallorosse è possibile, anche contro l’Inter capolista. La problematica più grande di questa squadra, oltre alla condizione atletica, è quella legata al portiere. Sul resto CI SI PUÒ LAVORARE.
LE PAGELLE DELL’INTER
Sommer 6: Ha incassato 10 gol nelle prime 23 partite, ne subisce 2 nel primo tempo di questa gara. Non si perde in crisi di identità e rialza la testa, esce prontamente su Lukaku e neutralizza il belga. Tra Roma e Inter ha vinto la squadra dotata di un portiere vero. FATTORE.
Pavard 6.5: Perde Mancini in occasione del primo gol subito, cerca di metterci una pezza sfiorando il gol dell’anno. Palleggio, tiro al volo e… palo. Viene dalla Francia ma sembra brasiliano: PAVARDINHO.
Acerbi 6.5: Si francobolla alla schiena di Lukaku e lo neutralizza senza grandi problemi. Esattamente come all’andata il duello tra pesi massimi lo vince l’italiano. VETTA (Dal 62’ De Vrij 6: entra bene in campo e non fa rimpiangere il predecessore: LAVORO COMPIUTO).
Bastoni 7: Sul suo gol sono esplosi gli animi calcistici di tutti i tifosi nerazzurri. Chiude una partita ben condotta con la ciliegina più rossa di tutte, ormai è un punto di riferimento nel trittico difensivo interista. CARDINE.
Darmian 6.5: Di lui si è sempre parlato troppo poco. La sua prestanza atletica è riconosciuta da tutti, le capacità tattiche meno. Ed è un peccato: l’assist che regala a Thuram è Berna calibrato e risolleva l’Inter in un momento importante. TRENO. (Dal 74’Dumfries sv)
Barella 6.5: Offre qualità e quantità, soprattutto nel secondo tempo. Tocchi precisi, carattere e grande senso del sacrificio, l’italiano ha fatto più di quanto sembri in questa gara. LAVORO SPORCO.
Calhanoglu 6.5: Non può essere sempre quello di Inter – Juventus. Questa volta non vengono estratti conigli dal cappello del turco, il quale comunque porta a casa una gara pulita ed efficace. Avendo abituato al troppo, anche il tanto sembra poco. PROFESSORE.
Mkhitaryan 5.5: Il moschettiere nerazzurro non brilla particolarmente contro la sua ex squadra. Inzaghi lo tiene molto arretrato e gli affida la marcatura di Pellegrini, sicuramente il migliore in campo per la Roma. Non può essere un buon segno. DIREI.
Dimarco 7: Altro giro, stessa storia. Corsa, tecnica, assist: la ricetta del giocatore è sempre la stessa ma non stanca mai. Difensivamente non è impeccabile ma davanti è l’arma in più dell’Inter. Theo Hernandez, forse, poi nessun altro meglio di lui sulle fasce sinistre italiane. GIOCATORE. (Dal 74’ Carlos Augusto sv)
Thuram 8: Mette lo zampino sui due gol decisivi dell’Inter. Si conferma un giocatore dai gol importanti, su quello ‘tutto suo’ è bravo a farsi trovare pronto nello spazio tra Mancini e Rui Patricio. Il tocco è prezioso, COME LUI. (Dall’87’ Sanchez sv)
Lautaro Martinez 6: Il Toro non incorna la Lupa, ma ad Inzaghi va bene così. Viene incontro, crea spazi e gioco, attira da solo le attenzioni di 2/3 del pacchetto difensivo della Roma. La corsa scudetto nerazzurra passa per il suo uomo simbolo. IL TORO (Dal 74’ Arnautovic sv)
All. Farris 6: Inzaghi non è fisicamente in campo, ma c’è tanto di lui in questa partita. l’Inter sembra quasi essere colta alla sprovvista dallo spirito arrembante della Roma. La doppia sberla incassata nel primo tempo è la doccia gelata che serve da sveglia ai nerazzurri, i quali rientrano in campo nella ripresa con lo spirito del vincente. Dopo lo scontro diretto, l’allungo: BREAK CONSOLIDATO.