Verso Sanremo 2023: 5 canzoni sul calcio

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Verso Sanremo 2023: 5 canzoni sul calcio – Nella settimana in cui Sanremo canta l’Italia, il pallone non resta a guardare: c’è il campionato in concomitanza, tra postici ed anticipi. Come è noto, la musica e il calcio formano una connubio perfetto e duraturo da sempre. Nel corso degli anni infatti, tanti artisti hanno dedicato parole e melodie al mondo di questo sport e tanti brani sono diventati delle vere e proprie colonne sonore che accompagnano gli appassionati prima e dopo le partite.

Sono tanti i cantanti che hanno voluto dedicare una canzone ai loro beniamini. Dagli 883 a Francesco De Gregori, sempre con un solo obiettivo: essere la colonna sonora di un intero stadio.

Ecco una top 5 delle canzoni sul calcio più belle di sempre:

 

VERSO SANREMO 2023 Francesco De Gregori – La leva calcistica della classe ’68

La leva calcistica della classe 68 è un brano di Francesco De Gregori, presente nell’album Titanic, pubblicato nel 1982. La canzone, per quanto ne sappiamo, è stata dedicata ad Agostino Di Bartolomei, capitano della Roma di quegli anni. Il protagonista del brano è un bambino di soli 12 anni che inizia a muovere i primi passi nel mondo del calcio e si ritrova subito a capire cosa significhi la sconfitta. Questa è una metafora per incoraggiare tutti coloro che si trovano ad affrontare un momento difficile. Infatti, come ricorda il cantautore romano, noi, come Nino, “non dobbiamo aver paura di sbagliare un calcio di rigore, perché non è da eventi particolari come questo che si giudica un giocatore”.

 

VERSO SANREMO 2023: Antonello Venditti – Grazie Roma

Grazie Roma/Roma capoccia è un brano di Antonello Venditti, pubblicato nel 1983. La canzone è stata scritta durante l’anno della conquista del secondo scudetto della Roma. Lo stesso autore ha però spiegato, che Grazie Roma fu scritto quando tornò a vivere a Roma, quando certamente non poteva aspettarsi che la squadra potesse vincere lo scudetto: il brano fu infatti registrato l’8 marzo 1983. Il pezzo nasceva per gratitudine verso la città e verso la sua squadra, essendo le due inscindibili. Un inno di gioia ed amore. La dimostrazione che l’amore verso una squadra di calcio può legare un popolo intero.

 

VERSO SANREMO 2023: 883 – La dura legge del gol

La dura legge del gol è un brano degli 883, pubblicato nel 1997.  La canzone è una metafora della vita: non conta sempre vincere e fare gol, ma dare spettacolo con il gioco di squadra e divertirsi, per uscire dal campo senza rimpianti. Nella vita bisogna sapere incassare i gol e anche le decisioni avverse dell’arbitro, senza arrendersi mai. L’unione di intenti, la passione, la bellezza seppur talvolta effimera contano più del risultato finale poiché può riservare soddisfazioni ed emozioni molto più importanti e vere di una vittoria fine a se stessa.

 

VERSO SANREMO 2023: Edoardo Bennato e Gianna Nannini – Un’estate italiana

Un’estate italiana fu scritta da Giorgio Moroder con un’idea precisa in testa: accompagnare gli Azzurri verso la vittoria della Coppa del Mondo che sarebbe tornata a disputarsi in Italia dopo 56 anni. Anche se il sogno venne infranto in semifinale dall’Argentina, le notti magiche di quell’estate rimarranno per sempre nella memoria e nei cuori di tutti i tifosi. E se si dice che le canzoni siano immortali questa ne è l’esempio: nell’estate del 2021, durante gli Europei del 2020 (rimandati causa covid) la canzone diventa la colonna sonora di ogni partita. Sulle note del brano, gli Azzurri alzeranno la Coppa a Wembley.

 

VERSO SANREMO 2023: Antonello Venditti – La coscienza di Zeman

La coscienza di Zeman è un brano di Antonello Venditti, presente nell’album Goodbye Novecento, pubblicato nel 1999. Il brano è dedicato all’allenatore di calcio, Zdenek Zeman. Il testo è una parafrasi della Coscienza di Zeno di Italo Calvino. Zeman era stato appena esonerato dalla guida della Roma e le sue scelte tecnico-tattiche e le sue sedute d’allenamento erano state discusse in numerose occasioni. Non si può negare però, la visione del tecnico boemo che lascerà una traccia indelebile nel futuro del calcio italiano. Non a caso nel ritornello, l’autore si chiede “Perché non cambi mai?”, proprio in riferimento alle scelte che gli hanno fatto perdere la panchina giallorossa.