Se ai playoff possiamo dire che la sorte è stata tutto fuorché benevola con la Fiorentina, accoppiata al Braga, che, però, la squadra di Vincenzo Italiano ha sconfitto in entrambe le gare, stavolta, invece, il sorteggio ha sorriso ai viola: l’avversario da superare per l’accesso ai quarti di finale di Conference League sarà il Sivasspor.
Partendo dal presupposto che nessun avversario può esser sottovalutato in Europa, se la compagine gigliata approccerà bene psicologicamente entrambe le partite, non dovrebbe essere un grosso problema procedere nel cammino.
Attenzione, però, a trasferta e tradizione! Se è vero che l’ago della bilancia del livello pende verso la squadra italiana, è anche vero che quest’anno la compagine toscana ha incamerato brutti ricordi in terra turca, passando il raggruppamento, ma alle spalle dell’Istanbul Basaksehir.
Il Sivasspor è una squadra con grande esperienza alle spalle: l’età media è di trentuno anni, una delle più alte in Europa; mister Riza Calimbay, che ha fatto all-in sull’esperienza: questa scelta non sta affatto pagando in campionato. I turchi detengono il quattordicesimo posto in classifica: questi si trovano a ventidue punti di distanza dalla zona Conference League e a sole due lunghezze sulla zona retrocessione. Per confermare il piazzamento europeo servirebbe un miracolo. Tuttavia, anche se siamo distanti da Natale, sarebbe opportuno crederci: infatti, anche la scorsa annata dei turchi era stata tutto fuorché esaltante; i biancorossi si sono classificati al decimo posto, arrivando a -11 dall’ultimo piazzamento europeo valido. Eppure la loro grande forza la tirano fuori nelle coppe: nella stagione precedente, in Coppa di Lega, hanno messo in fila Ankaragucu, Bandirmaspor, Karagumruk, Alanyaspor e Kayserispor, alzando al cielo il trofeo per la prima volta nella loro storia. A distanza di un anno, la storia potrebbe ripetersi: eliminato l’Ekospor e il Karacabey, ai quarti di finale hanno ottenuto il passaggio del turno a tavolino per via del terremoto, che ha costretto il Gaziantep a ritirarsi da tutte le competizioni. In questo mondo, i biancorossi giocheranno di nuovo la semifinale di coppa, sebbene stavolta sia molto probabile che l’urna li accoppi con una fra Galatasaray, Istanbul Basaksehir, Trabzonspor e Fenerbache.
Anche in Europa si sono rivelati una piacevole sorpresa. Parliamo pur sempre di una compagine che ha disputato solo due match continentali in tutta la loro storia: il precedente è individuabile nella Champions League 2009-10: l’urna li ha accoppiati all’Anderlecht nel terzo turno preliminare, ma in Belgio finisce 5-0. Di fatto, finisce lì il sogno europeo dei turchi, i quali vincono inutilmente 3-1 al ritorno. In Conference, invece, potrebbe aver trovato la sua dimensione. Nel girone hanno pescato non proprio alla loro altezza, sortegiando Cluj, Slavia Praga e Ballkani. Ad eccezione di una sconfitta inspiegabile per 3-4 fra le mura amiche contro la squadra kosovara, hanno vinto due volte contro il Cluj e pareggiato in due occasioni contro la Slavia Praga, passando il proprio raggruppamento come primi.
Dopo essere stato bandiera del Besiktas da calciatore, Mister Calimbay è diventato allenatore: con questo mestiere è diventato un guru in Turchia.
Il sistema di gioco, utilizzato dai turchi, sarà il solito 4-3-3: in porta il titolare c’è l’esperto Vural; la linea a quattro prevede il greco Soutas e il gabonese Appindangoyé, che dovrebbe prendere il posto dell’infortunato Osmanpasa; l’esperto trentacinquenne, infatti, è alle prese con un infortunio al legamento collaterale mediale. A destra, Paluli ancora non ha la piena fiducia del mister. Per questo è probabile che a giocare sarà Okumus; dalla parte opposta, ci sarà una staffetta fra Ugur Ciftci e capitan Erdal. In mediana, non dovrebbe giocare Cofie, conosciuto in Italia, visto il suo trascorso con le maglie di Genoa, Carpi, Chievo, Sassuolo, Piacenza e Torino. A partire dal primo minuto dovrebbe, invece, esserci Ulvestad; il norvegese si adatterebbe in cabina di regia a sopperire la mancanza dell’infortunato Robin Yalcin. Il trentaquantenne Arslan e Charisis, centrale greco bravo ad adattarsi sia da mediano che come esterno sulla fascia destra. Davanti c’è tantissima qualità: la certezza è Gradel, trentacinquenne, che ha giocato in Premier con le maglie di Leicester, Bournemouth e Leeds e in Francia con Saint-Etienne e Tolosa. Quest’anno è partito benissimo, siglando tre gol e due assist nelle sei partite, disputate in Conference. In attacco il mister, però, potrà anche contare su calciatori come Ahmed Musa (ex Leicester e CSKA), Yesiliurt (visto in Germania con l’Arminia Bielefeld), N’Jie (bomber camerunese ex Lione, Marsiglia e Tottenham), Angielski (ex Under 21 polacco, acquistato in estate per 1.5 milioni) e Jordy Caicedo (preso per due milioni dal Tigres).
Sulla carta, il match non dovrebbe essere così proibitivo per la Fiorentina. Tuttavia sarà importante tenere in considerazione l’esperienza e non sottovalutare un impegno che è già di per se fondamentale.