Stefano Borghi: Alexis Sánchez, colpo o pacco?

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L’Inter è ad un passo dal prendere Alexis Sánchez. Una mossa forte anche se inevitabilmente di ripiego perché l’obiettivo principale di Conte e dei nerazzurri era di affiancare Dzeko a Lukaku. Il bosniaco tuttavia ha rinnovato con la Roma e l’Inter si è ritrovata a cambiare strategia. Sánchez accende entusiasmi differenti rispetto a Dzeko, pur parlando sempre di un giocatore molto importante. Un giocatore che però è da ritrovare, data la disastrosa annata scorsa. Ha giocato solamente 9 partite da titolare in Premier collezionando la miseria di 2 gol in stagione: uno in campionato contro il Newcastle e uno a gennaio in Coppa di lega contro l’Arsenal.

PROBLEMATICITÀ DEL RAGAZZO

Una stagione problematica sotto tutti i punti di vista. Ci sono stati degli infortuni ma soprattutto, come anche ammesso dal giocatore, ci sono state delle difficoltà caratteriali. Alexis d’altronde è così da sempre, nel momento in cui si sente in discussione tende a mollare sul piano caratteriale. Ricordando un ulteriore evento, nel momento in cui stava esplodendo con le nazionali giovanili cilene e con il River Plate si diceva che fosse sì un talento cristallino ma avente una tendenza ad esagerare con gli infortuni, a non essere un giocatore propriamente battagliero.

Questa condizione precaria, la scorsa stagione, l’ha portato in un tunnel senza via d’uscita. Dopo aver avuto una grande esperienza con l’Arsenal con una media di un gol ogni due partite, è avvenuto questo grande e polemico trasferimento a Manchester. La pressione dell’essere il giocatore più pagato della Premier League ha comportato per lui probabilmente l’inizio del buio: solo 5 gol in 45 partite giocate. Nonostante ciò questo è l’Alexis Sánchez recente, al quale lo United sembra aver rinunciato.

CHI È OGGI ALEXIS SÁNCHEZ?

Alexis è un giocatore di 30 anni che viene da una carriera che parla per lui. Oltretutto il discorso di come Sánchez renda differentemente se stimolato lo si è visto quest’estate nella Copa America dove, con il ruolo di superstar nel suo Cile, ha fatto gran bene. Ha siglato due reti nei primi due scontri della fase a gironi ed è stato un trascinatore chiudendo infine con la finalina che ha giocato solo inizialmente, complice il solito problema muscolare.

Alexis, dunque, ad oggi non sarebbe pronto per scendere da subito in campo. Ha terminato la Copa America il 6 di luglio, ha dovuto recuperare dal fastidio muscolare, è tornato ad allenarsi con lo United ma non ha giocato nessuna delle amichevoli ufficiali di preparazione e non era neanche in panchina nella prima uscita in Premier del Manchester. È sceso in campo con la formazione u23 contro il Blackburn però ci vorrà un po’ per metterlo a regime, soprattutto per gli standard fisici ed atletici richiesti da Antonio Conte.

Sánchez è comunque un profilo che in tempi non così lontani infiammava i sogni ed il mercato delle big europee. È un giocatore dal curriculum molto prezioso per una squadra in ricostruzione e vogliosa di aumentare il proprio status internazionale. Si tratta comunque di un calciatore che ha realizzato più di 100 gol fra Liga e Premier League e una quindicina nelle competizioni europee. Ha vinto inoltre 9 trofei fra Barcellona ed Arsenal e con la nazionale ha conquistato due volte la Copa America essendo il massimo cannoniere nella storia del Cile con 43 reti ufficiali. Sono numeri che possono avere un peso in uno spogliatoio che ha l’esigenza di crescere in caratura internazionale. Se dovesse arrivare Sánchez a Milano, arriverebbe per essere un elemento estremamente rilevante.

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Alexis Sánchez di spalle con la maglia del Manchester United

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Fonte: profilo Instagram ufficiale di Alexis Sánchez

IL TIPO DI GIOCO DEL RAGAZZO

Per quelle che sono le sue caratteristiche tecniche sarebbe perfettamente integrabile con gli altri due attaccanti della rosa. Lukaku, con il quale ha anche convissuto al Manchester United e ha avuto un rapporto di amicizia molto stretto e Lautaro data la differenza di caratteristiche tecniche. Sánchez ha bisogno di una punta vera al suo fianco. Può fare a sua volta il riferimento offensivo ma se riesce ad agire attorno ad un nove, essendo imprevedibile e a sbucare da più parti trova lo scenario ideale per il suo gioco.

Un gioco che offre qualsiasi tipo di soluzione, perché il ragazzo è sia sfogo che innesto. Un giocatore che può arrivare da lontano ma che occupa anche l’area di rigore. È un inventivo, un creativo, avendo un’estrema velocità ed un finissimo cambio di passo e tutto ciò in Serie A potrebbe far tanta differenza data la natura eccessivamente tattica del campionato nostrano. In un campionato così difensivo, così chiuso e sviluppato nei concetti strategici avere un uomo che salta l’avversario nell’ultimo terzo di campo fa spesso la differenza. Può fornire dunque l’appoggio al goleador oppure segnare in prima persona, perché le sue soluzioni possono essere di tutti i tipi, come detto poc’anzi.

Uno dei gol più stupefacenti visti dal sottoscritto allo stadio lo ha siglato proprio Sánchez nella famosa “finale” della Liga 2013/2014 al Camp Nou fra Barcellona e Atletico Madrid. Lui era un elemento determinante della squadra catalana guidata dal Tata Martino ed in quello scontro apre il match con un tiro secco sul primo palo, imprendibile ed improvviso. Per cui Sánchez è un autentico goleador, che può ambire anche a cifre realizzative molto alte.

In più c’è forse un terzo vantaggio per lui. Alexis conosce bene la Serie A; l’ha vissuta con l’Udinese segnando 20 reti nel nostro massimo campionato, 12 nella sua terza stagione in Friuli, quella della sua definitiva esplosione. Quella che lo ha fatto trasferire poi a Barcellona portandolo ad essere un elemento di respiro internazionale.

L’ATTACCO INTERISTA

I dubbi su Sánchez possono riguardare l’oggi, non sul profilo completo di questo calciatore, che potrebbe sì essere una scommessa ma sarebbe un profilo che può dare tante cose all’Inter. L’attacco dell’Inter della passata stagione prevedeva Icardi, Lautaro e Keità. L’attacco invece dell’Inter di quest’anno potrebbe avere Lukaku, Lautaro cresciuto con sicurezze e conoscenze aumentate da una grande Copa America e da una stagione che lo ha portato a dimostrare di essere un giocatore pronto e Alexis Sánchez. Paragonare il primo attacco al secondo fa pensare ad un miglioramento netto.

Chiaro anche che Conte volesse un qualcosa di diverso, con un attacco estremamente pesante dato da due prime punte che potessero dare verticalità al gioco, potessero integrarsi stando vicine e andando a cercare un attacco di sfondamento. Con Sánchez si vedrà qualcosa di diverso. Il fatto di non arrivare a Dzeko responsabilizza ulteriormente Lautaro, con la coppia titolare di partenza che dovrebbe essere formata proprio dalla punta argentina insieme a Lukaku.

Fonte: profilo Instagram ufficiale di Romelu Lukaku

L’OPERAZIONE

Ora bisogna solamente attendere l’esito della trattativa. Si dice (non solo in Italia ma anche in Cile) che martedì sarà il giorno delle visite mediche del ragazzo. Anche dal punto di vista economico sembra un’operazione interessante per l’Inter con un prestito e conseguente diritto di riscatto ad una cifra comunque abbordabile. L’aiuto economico del Manchester  United nel pagamento di un ingaggio faraonico e la volontà stessa del giocatore di prendersi questa sfida rinunciando anche a qualcosa sembra formare un quadro intrigante. Dipenderà molto dai piedi, dai suoi muscoli e soprattutto dalla testa del calciatore.

Anche Antonio Conte dovrà trovare una collocazione al giocatore ma chissà cosa succederà perché Sánchez potrebbe anche non essere l’ultimo volto importante ad arrivare all’Inter in queste settimane di fine mercato. Dal Cile dicono che Alexis potrebbe essere accompagnato da un suo amico storico: Arturo Vidal, in forte uscita dal Barcellona.

 

(Fonte immagine copertina: profilo Instagram ufficiale di Alexis Sánchez)

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Scritto da

Stefano Borghi