Parliamo di Premier League: dopo otto giornate abbiamo una classifica quasi sorprendente. Il Liverpool è primo e questo ci sta, ma la seconda è ad otto punti di distanza dai Reds. La seconda è il Manchester city, la squadra che aveva preceduto la formazione di Klopp di un solo punto al termine dello scorso campionato.

Il Liverpool si era però consolato con la Champions League – davvero una bella consolazione – e la sensazione è che queste due squadre abbiano deciso di scambiarsi i ruoli: ve lo dico subito, è una cosa a cui io non credo perché sono abituato a vedere le grandi squadre scendere in campo per vincere ogni partita, però non sarebbe così fuori luogo il pensiero che il Liverpool quest’anno abbia una grande voglia di riconquistare il campionato che gli manca da una trentina d’anni e che il Manchester City invece si voglia concentrare sulla grande ossessione di Guardiola e di tutto il club. Nell’impossibilità di dire se sia davvero così, quello che possiamo fare è ragionare su questo campionato.

ROSSO

Un campionato fin qui completamente rosso perché il Liverpool le ha vinte tutte: otto su otto e ha già scavato un grande solco. Liverpool che ha vinto rullando e ha vinto soffrendo, ha vinto mettendo le cose in chiaro fin da subito e ha vinto all’ultimo minuto. Liverpool che non solo le ha vinto tutte, ma ha già battuto tre delle quattro dirette inseguitrici: alle prossime due Klopp affronterà il Tottenham e il Manchester United. Direi che se il Liverpool dovesse passare indenne anche questo doppio esame e dovesse ancora  dare delle sgasate allora avremo già di fronte una squadra con la Premier League in mano, nonostante saremmo solo alla decima giornata di campionato.

Fonte immagine: profilo IG @Liverpool

PROBLEMI DA GUARDIOLA

Cosa succede a quelle che erano le inseguitrici designate, ovvero il Tottenham contendente del Liverpool nell’ultima finale di Champions League e il Manchester City che si ritrova già ad otto punti? Stanno andando male le cose a Guardiola e a Pochettino anche se dire che le cose al City stiano andando male non è esattamente vero. In Champions League hanno tranquillamente appianato il girone mentre in campionato, dopo una buona partenza con qualche piccolo balbettio come il pareggio interno con il Tottenham in una partita dove si è parlato molto di Var, sono arrivate due sconfitte nelle ultime quattro giornate quando il Manchester City aveva perso una sola delle sue precedenti ventitré uscite in Premier League agganciandoci alla stagione scorsa.
Cos’è successo al City? Prima di tutto si è fatto male Laporte. Il difensore principale di una squadra che non ha grandissimi valori in quanto a centrali, fuori anche Stones nell’ultima partita contro il Wolverhampton, Otamendi continua a confermarsi non un leader in grado di guidare il reparto nonostante sia un veterano della nazionale argentina e sia stato preso ai tempi dopo una grande imposizione a Valencia. Lo stesso Otamendi di Valencia non si è mai rivisto in Inghilterra ed è un problema per lui, per il suo allenatore, e per chi gli gioca affianco: ad esempio Fernandinho, una trovata stagionale di Guardiola che ha provato ad arretrare e reimpostare il centrocampista brasiliano senza grandi esiti. Forse Fernandinho potrà anche starci in quel ruolo, di sicuro non con Otamendi al fianco.

Fonte immagine. profilo IG @ManchesterCity

Un’altra cosa che sta mancando al Manchester City è la scintilla. Il City controlla le partite – e sappiamo quanto sia fondamentale per Guardiola avere in mano il match, tenere la palla – però lo stesso Guardiola quest’estate durante un intervista ad un’emittente spagnola disse:

“Ok il controllo, ma il controllo deve portare a delle emozioni. Deve creare delle emozioni.” 

In questo momento il controllo della partita da parte del City non crea emozioni. Il tutto perché è mancato De Bruyne: il belga è mancato contro Wolverhampton e Norwich e il City ha perso. Kevin è il giocatore in più di questa super squadra e se sta bene quest’anno può essere davvero il giocatore dell’anno in Premier League. É una mezz’ala che fa tutta la differenza del mondo perché assiste, perché segna, perché spacca la partita, ha fisico, ha visione, ha piede ed è chiaro che non avendo una solida base dietro, e non essendosi integrato Cancelo, il City senza De Bruyne fatica a sorprendere. La partita con il Wolverhampton è emblematica perché i Wolves sono stati in grado di contenere il gioco sugli esterni (le puntate di Marhez e Sterling) e da qui il motivo per cui il City abbia già perso del terreno. Il Gap è ora significativo, perché otto punti non sono pochi. Dalla parte di Guardiola c’è ancora il calendario ma forse quest’anno il City farebbe bene – o comunque avrebbe la necessità – a concentrarsi sulla Champions League perché con questa squadra e questo allenatore la Champions è un obbiettivo che il City può raggiungere.

IL TOTTENHAM

Chi deve concentrarsi un po’ su tutto è invece il Tottenham perché non va bene veramente niente alla squadra di Pochettino: infatti ne ha vinta una sola nelle ultime sei giocate. É già andata fuori in coppa di lega perdendo ai rigori contro il Glocester, una squadra di quarta divisione; nell’ultima di Champions ne ha presi sette dal Bayern Monaco e ha fatto solo due clean sheet in undici uscite stagionali. Un altro dato inquietante in queste undici partite è che il Tottenham ha incassato  21 reti, praticamente una media di due per gara.

Fonte: profilo Instagram di Christian Eriksen

Se il Tottenham non fosse arrivato in finale di Champions nella scorsa stagione, questo sarebbe un rullino quasi da esonero per Pochettino perché non ci si aspettava minimamente una partenza così falsa da parte degli Spurs.
La sensazione è che manchi coesione, manchi un po’ di spirito al gruppo e allora vengono un po’ di pensieri: viene alla mente il fatto che giocatori fondamentali come Eriksen, Alderweireld e Rose abbiano dei casi un po’ aperti per quello che riguarda i contratti e l’attuale presenza sul mercato, viene alla mente che quest’anno il Tottenham ha venduto Trippier all’Atletico Madrid e neanche per una cifra esorbitante. Il terzino destro inglese era un elemento fondamentale per lo sviluppo del gioco sulle fasce e tra l’altro ne Aurier, ne Walker- Peters sono riusciti a dare una garanzia in quanto a ricambio per Kieran Trippier. E poi viene anche da pensar al fatto che il Tottenham abbia lasciato andare da svincolato Llorente e stiamo vedendo quanto sia utile al Napoli. Lo sarebbe stato anche agli Spurs nella misura in cui Harry Kane il suo lo stia facendo – ha già segnato sette goal stagionali, ha fatto goal anche in nazionale – però l’inglese non si perde una partita: non ha saltato un minuto tra Premier League e Champions League, anche con l’Inghilterra è stato piuttosto spremuto. Harry Kane ha la possibilità di giocare tutte le partite però in un momento in cui la squadra oltretutto non funziona, il capitano è spremuto e di conseguenza i problemi sul lungo potrebbero emergere per un Tottenham che deve uscire da questa situazione il prima possibile. Deve cominciare a trovare anche resa dagli elementi di mercato come Ndombelé e Lo Celso, deve rimettersi in carreggiata altrimenti queste stagioni che nascono così male rischiano di diventare un mezzo disastro.

CRISI UNITED

Un disastro è già l’avvio di stagione dell’altra grande delusione che – per quanto mi riguarda – è un po’ meno sorprendente: sto parlando del Manchester United che ha raccolto solo dieci punti nelle prime otto giornate. Dopo il quattro a zero illusorio e bugiardo dell’esordio contro il Chelsea, il Manchester United ne ha vinta una sola e mai più ha segnato più di un goal per partita. Semplicemente perché non ha attaccanti: Martial si è fatto male alla fine di agosto e non è ancora rientrato, anche Rashford ha avuto dei problemi fisici, c’è Greenwood che è un giocane che si sta proponendo bene, ma anche ammesso di avere tutti al cento per cento è un peso offensivo troppo scarso e di conseguenza risuona ancor più inconcepibile il mercato programmato da Solskjaer.

Fonte immagine: profilo IG @MarcusRashford

É stata una programmazione completamente miope, sono stati rilasciati Sanchez e Lukaku senza trovare alcun sostituto, nemmeno uno svincolato di lusso come poteva essere Llorente e questo è un errore veramente grave. Aggiungete un Pogba che non mi sembra per niente contento di essere rimasto lì e queste sono le attualità e le prospettive dei Red Devils che risulta una pallida, sbiadita e anche un po’ triste controfigura di quello che è stato un club in grado di dominare l’Europa e il mondo nelle sue epoche migliori.

GOOD JOB NORTH LONDON

Parliamo però di chi invece sta andando bene: l’Arsenal – a quindici punti – ce la si poteva aspettare un po’ più in alto ed il Chelsea – a quota quattordici – un filino meno. I Gunners tra qualche alto e basso vedono attecchire il lavoro di Unai Emery, che ha costruito una squadra sul mercato a sua immagine e somiglianza e che sta trovando dei riscontri soprattutto dai giovani: abbiamo apprezzato e visto sopratutto nelle coppe i vari Martinelli, Sakà, Reiss Nelson, anche Willock già  imposto su livelli più alti insieme a Guendouzi. Poi la garanzia per l’Arsenal è sempre il centravanti: Aubameyang che ha segnato in sei delle otto gare di campionato ed è a quota sette reti in Premier League, solo due giocatori hanno segnato più di lui, per cui i Gunners di North London sono in un buon momento. Dovranno trovare equilibrio, solidità difensiva e continuità ma in una Premeier dove il passo – ad eccezione del Liverpool – rimane più tosto e cadenzato, l’Arsenal ha fatto il proprio dovere.

africani

Fonte: profilo ufficiale Twitter @Aubameyang7

QUALCOSA IN PIÚ

Direi che ha fatto qualcosa in più del proprio dovere il giovane e rampante Chelsea di Frank Lampard. Partito negativamente con la sconfitta ai calci di rigore in super coppa europea, sopratutto lo 0-4 incassato in campionato al debutto contro lo United, Chelsea che tuttavia è riuscito a trovare la dimensione giusta di squadra in un tempo molto breve. Il Chelsea ha si vinto una sola delle prime cinque di campionato, ma ora ha vinto cinque delle ultime sei, e viene da quattro vittorie consecutive contando tutte le competizioni. Mount è già un progtaonista del Chelsea, ma lo è sopratutto Tammy Abraham capocannoniere della Premier League in coabitazione con un mostro sacro come il Kun Aguero.

Fonte: profilo IG di Abraham

Sono contento per Abraham, l’ho seguito da vicino lo scorso anno in Championship con l’Aston Villa e avevo l’impressione di un giocatore su bei livelli e pronto per prendersi delle responsabilità ma mettersi la maglia del centravanti del Chelsea e panchinare Giroud non è assolutamente facile. Oltretutto la stagione del calciatore si era aperta con il calcio di rigore sbagliato contro il Liverpool in super coppa con una serie di critiche piovute assolutamente frettolose e invece tutta la rosa di Frank Lampard sta dando risposte importanti. Anche Willian ha segnato dei goal importanti, anche Batshuay si è messo a segnare sintomo che ci sono belle vibrazioni dalle parti di Stamford Bridge e la velocità con cui questa squadra si è messa a regime è molto apprezzabile.

SURPRISE

Sempre parlando di sorprese non si possono non citare le due intruse nell’altissima classifica a pari con il Chelsea: sono il Leicester di Brendnan Rodgers e il Crystal Palace, due squadre molto diverse. Il Leicester è una squadra che riflette molto il modo di fare calcio del proprio allenatore: squadra bella, precisa, ben allenata, ordinata e che presenta la seconda difesa della Premier e il quarto attacco. Sin qui ha perso solo ad Anfield e ad Old Trafford in una partita anche piuttosto strana; è piacevole vedere giocare il Leicester e vi sono anche le sensazioni che ci possano essere dei margini di miglioramento. Un giocatore come Praet si sta impiantando solo ora in prima squadra, è una formazione ben costruita con un allenatore che sa come si gioca a calcio e per questo mi piace.

Fonte immagine: profilo IG ufficiale @Vardy7

Il Crystal Palace non può essere definito bello più che altro è un blocco di cemento estremamente pratico e solido. Otto goal fatti e otto goal subiti in otto partite: passo perfettamente cadenzato nonostante io creda che abbia qualche punto in più di quello a cui poteva ambire perché mi sembra un filo meno attrezzato rispetto alle altre per stare lì in alto. Inoltre, nonostante l’ottima partenza vi è anche qualche caso, c’è anche necessità di andare sul mercato a gennaio data la situazione di Zaha. Intanto però  il Crystal Palace è la e ha messo da parte dei punti che possono risultare molto molto pesanti.

NEGATIVITÁ

Se di sorprese parliamo, dobbiamo citare anche quelle negative e in questo caso il nome che ho stampato davanti agli occhi è – purtroppo – perché è una squadra di grande tradizione e che fa anche simpatia per il calcio inglese, l’Everton. Toffees che sono messi piuttosto male: la situazione inizia ad essere parecchio pesante, le sconfitte sono tante e la sensazione è che la squadra di Marco Silva sia in sensibile regressione. Invece di essere migliorata dopo un mercato da 100 milioni di sterline, sembra andare peggiorando. Pochi i punti di riferimento, poche le cose che funzionano e pochi gli elementi che stanno rendendo secondo le aspettative. L’Everton rischia davvero di impantanarsi in zone da cui è complicato uscire. Per cui sì i Toffees devono svegliarsi il prima possibile.

Fonte immagine di copertina: profilo social @PremierLeague

StefanoS
Scritto da

Stefano Borghi