Mancano solo due giorni e mezzo (3 Gennaio ore 1:30, ndr) da quello che sarà il Superclásico del 2021 tra Boca Juniors e River Plate: a livello di precedenti, l’ultimo confronto in Superliga, nel 2019/2020, è datato 9 Settembre 2019, in una sfida terminata per 0-0. A livello di Copa Libertadores invece, dopo la “storica” finale di Madrid vinta 3-1 dal River Plate il 9 Dicembre 2018, il Superclásico si è già ripetuto altre due volte. Si trattava delle semifinali 2019, una doppia sfida in cui il River Plate, trionfando per 2-0 l’andata nel suo stadio, fu capace di reggere l’onda d’urto della Bombonera nella sfida di ritorno, perdendo solo per 1-0. A livello cronologico, la vittoria del Boca Juniors, datata 23 Ottobre 2019, è l’ultimo precedente assoluto tra i due clubs. Ma come giungono, ad oggi, i due colossi di Buenos Aires? Quali sono stati i traguardi raggiunti dopo l’ultimo confronto e chi rischia di subire maggior pressione dalla sfida?
QUI LA BOCA
Se la doppia sconfitta di Copa Libertadores nel 2018 e nel 2019 metteva al Boca Juniors una pressione difficilmente reggibile nei confronti del rivale, la vittoria in campionato nel 2019/2020, giunta all’ultima giornata proprio ai danni del River Plate, sembra aver riportato tranquillità sulle sponde del Riachuelo. Il Boca, dopo le presidenziali di fine 2019, ha puntato su una società solida, in cui la presidenza di Jorge Ameal è coadiuvata sportivamente dalla gestione di Juan Román Riquelme e di vecchie glorie del club. In panchina, la scelta di Miguel Ángel Russo, l’ultimo allenatore che trionfò in Libertadores da queste parti nel 2007, ha già portato frutti: oltre al trionfo in campionato, il Boca ha ritrovato il Carlos Tévez dei giorni migliori, sapendo poi gestire la rosa ed alcuni casi spinosi con oculatezza ed attenzione. Riportare in Argentina un talento come quello del Toto Eduardo Salvio, mantenendo gli altri migliori giocatori in rosa, si è rivelata una carta vincente dell’ultimo semestre.
Gli Xeneizes hanno alternato ottime prestazioni a match deludenti: il ritorno degli ottavi di finale contro i brasiliani dell’Internacional (0-1 il 10/12, ndr) sancì una qualificazione solo ai calci di rigore, mentre il match d’andata dei quarti, persa per 1-0 il 17 Dicembre coi vicini del Racing Club, preoccupò l’ambiente salvo poi rovesciare le cose nella gara di ritorno per 2-0. Il 3-0 dell’ultima gara di campionato, giunto con molte riserve contro l’Huracán, ha fatto trapelare tranquillità e voglia di stupire nell’ultima gara. Nella seconda fase del campionato, composta da un girone a 6 squadre, il Boca è primo con 7 punti in 3 partite. Mentre in Libertadores sarà il Santos l’avversario in semifinale. Nonostante qualche assenza importante, il 4-4-2 di Russo per il Superclásico dovrebbe prevedere il seguente schema: la promessa Esteban Andrada tra i pali, seguito dai terzini Leonardo Jara e Frank Fabra e dai centrali Lisandro López e Carlos Izquierdoz. A centrocampo, la “dupla” centrale sarà probabilmente costituita da Jorman Campuzano e Nicolás Capaldo, mentre sarà compito del Toto Salvio e di Sebastian Villa spingere come ali. In attacco, assieme a capitan Tévez, sono molte le chances per Franco Soldano, che si è conquistato il posto con le ultime prestazioni.
DALLE PARTI DI NÚÑEZ
Discorso leggermente diverso per quanto riguarda il River Plate: la squadra che viene considerata una macchina perfetta da quando Marcelo Gallardo siede in panchina ha subito qualche leggera battuta d’arresto. Come la finale persa nel 2019 contro il Flamengo nei minuti finali o il campionato ceduto al Boca Juniors all’ultima giornata nel Marzo 2020. I Millionarios hanno però le spalle larghe, con una piena fiducia nel proprio condottiero che va ormai al di là di qualsiasi nome importante. La capacità di Gallardo, oltre alle doti tecniche ed umane e di gestore, è stata quella di formare i giovani della cantera. Molti di essi sono poi diventati la chiave di volta di una strategia che punta a vendere bene (solo quando necessario) cambiando poi alcuni pezzi o tramite la cantera o tramite acquisti mirati. Anche quest’anno le partenze sono state importanti: da quella dell’eroe di Madrid, Juan Fernando Quintero, a quella di Lucas Pratto, ultimamente fuori dalle gerarchie del suo allenatore. Passando per la vendita di Lucas Martinez Quarta alla Fiorentina.
Nonostante ciò, Gallardo ha ritrovato la quadra senza tremare: il passaggio del turno contro Athletico Paranaense prima e Club Nacional poi hanno dirottato la squadra in semifinale di Libertadores, che si giocherà contro il Palmeiras. In campionato invece, proprio come il Boca, il River ha conquistato 7 punti in 3 incontri nel girone finale a sei squadre. Nell’ultimo incontro, vinto per 2-1 contro l’Arsenal Sarandì, il River Plate si è schierato con un 4-1-3-2 abbastanza atipico. Ma contro il Boca tutto porta a pensare ad un ritorno al classico 3-5-2: con Franco Armani in porta, Paulo Díaz, Robert Rojas e capitan Javier Pinola in difesa, Gonzalo Montiel e Milton Casco come quinti di centrocampo, Ignacio Fernández, Enzo Perez e Nico De la Cruz come interni e Rafael Santos Borré e Matias Suárez in attacco.
Cammini simili come gli obiettivi. Se in Copa Libertadores è prematuro pensare ad un replay del Superclásico in finale, la sfida tra Sabato e Domenica notte permetterà alle due squadre di confrontarsi e lottare per il campionato a ridosso di due importantissime semifinali. Guai a pensare che si tratti di una sfida banale, perché quando si tratta di Boca Juniors e River Plate è impossibile che uno non provi a primeggiare sull’altro.
(Fonte immagine in evidenza: profilo Twitter @BOCAJRSofficial)