La fiaba di Will Still e l’influenza di Football Manager nel calcio reale

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La storia di Will Still, attuale allenatore dei Reims, è una di quelle storie che si potrebbero tranquillamente leggere in un romanzo per ragazzi.

Ha 30 anni, ha bazzicato per anni negli staff tecnici di varie squadre inglesi e belghe, fino ad arrivare nel 2022 alla guida del Reims senza mai ottenere il patentino UEFA, fattore che incide tra l’altro sulle casse della squadra francese per circa 27.000 euro per ogni panchina di Will.

Ma cosa ha spinto un club che milita nella massima serie francese a puntare su un allenatore essenzialmente “abusivo” e senza esperienze di livello?

Oltre a un talento naturale nell’allenare (che lo ha portato a siglare con i francesi 18 partite senza perdere) il fattore che ha spinto il Reims al credere nel giovane allenatore è la sua enorme abilità su Football Manager, videogioco con il quale il belga ha scoperto la passione per le tattiche, i moduli e il rettangolo di gioco.

COS’È FOOTBALL MANAGER?

Parliamo di un simulatore sportivo che dà la possibilità all’utente di gestire le rose, le tattiche, lo scouting e le finanze di squadre inerenti a più di cento campionati sparsi in tutto il mondo, differenziati tra professionistici e dilettantistici.

Il gioco è incredibilmente profondo, e richiede particolare dedizione sia nella preparazione delle partite dal punto di vista tecnico/tattico che nella scelta degli acquisti e nella gestione finanziaria della società.

Essere realmente bravi su Football Manager significa avere competenze riguardo la tattica e saperla attuare a ogni partita che la propria squadra affronta, adeguandosi e rispondendo al gioco degli avversari. È importante tra l’altro conoscere le caratteristiche dei propri giocatori per far sì che possano rendere al massimo nella loro prestazione in campo.

Un altro fattore importantissimo di questo stupendo simulatore è la gestione finanziaria della società: è fondamentale infatti mantenere il bilancio in attivo, rispettare il monte ingaggi stabilito dalla società (senza quindi attuare spese folli) e puntare sullo scouting.

Nelle ultime versioni del gioco è stato inoltre aggiunto il Fair Play Finanziario, indice che aumenta ancor di più la difficoltà della gestione finanziaria. Non rispettare l’equilibrio dei bilanci o non rientrare nei paletti economici imposti a inizio stagione può portare a esoneri inaspettati.

Quello monetario è quindi un fattore importantissimo, quasi quanto quello dei risultati sportivi, e dimostra all’utente come la gestione di una società sportiva (soprattutto nel calcio moderno) non sia solo risultati sportivi, ma anche e soprattutto progettualità, attenzione ai bilanci e scouting.

In Football Manager ci si ritrova quindi a interpretare sia il ruolo dell’allenatore che del Direttore Sportivo, in un’avventura a primo impatto sicuramente estraniante per chi conosce poco i tecnicismi del gioco più bello del mondo, ma col passare del tempo avvincente ed educativa.

IL PASSAGGIO DI FIRMINO ALL’HOFFENHEIM

Un altro particolare aneddoto che lega Football Manager al calcio reale oltre a quello di Will Still riguarda un ex dirigente dell’Hoffenheim, tale Lutz Pfannenstiel, che tramite il famoso videogioco è riuscito a scovare uno dei talenti più cristallini degli ultimi anni, ovvero il falso nove del Liverpool Bobby Firmino.

Ebbene sì non ci crederete mai, ma l’estroso e qualitativo attaccante dei Reds è stato scoperto proprio tramite Football Manager, per poi essere acquistato dai tedeschi per una cifra intorno ai 3 milioni di euro dal Figueirense.

Firmino

Firmino Liverpool

 

LA FOLLE STORIA DI ANDREJ PAVLOVIĆ

Ma non è finita qui, perché di storie folli legate a questo videogioco se ne possono raccontare a decine. Immaginereste mai di essere contattati a gestire le casse della stessa società che avete curato magari per mesi interi su Football Manager?

L’incredibile storia che state per leggere è quella del 22enne Andrej Pavlović, che nel 2019 ha ricevuto l’incarico di dirigente sportivo da parte dell‘FK Bežanija, modestissima squadra serba che il giovane videogiocatore era riuscito a portare sul tetto del mondo sul suo FM.

Il caso di di Will Still, di Lutz Pfannenstiel o di Andrej Pavlović segneranno sicuramente un precedente importante, che porterà le società calcistiche a puntare sempre più sui professionisti di questo sfaccettato simulatore.

È inutile specificare che la differenza tra il vivere sul campo da gioco il ruolo da allenatore o di dirigente sportivo è anni luce lontano dal farlo su un videogioco, ma Football Manager può rivelarsi un ottimo punto di partenza per chi sogna un giorno di vivere di calcio e per conoscerlo più approfonditamente.

E i sogni, a volte, diventano realtà. Chiedete a Will Still.

JacopoJ
Scritto da

Jacopo Dimagli