Karel Zeman, figlio del tecnico boemo Zdenek, ha concesso un’intervista esclusiva a Numero Diez. Ecco le sue parole:
APPROCCIO AL CALCIO
“Ho approcciato il calcio all’età di due anni quando mio padre ha cominciato a portarmi ai suoi allenamenti. Non vedevo l’ora che finisse la seduta perché era il mio momento, potevo fare i miei primi passaggi. Papà allenava nella Primavera del Palermo, erano campetti di 300-400 persone e per un bimbo così piccolo respirare quell’ambiente era fantastico”.
LA LAUREA IN LINGUE
“Ho preso la laurea in lingue in modo completamente scollegato dal calcio. Dopo aver finito il liceo pensavo di continuare con lo studio anziché il lavoro. Basti pensare che per partecipare ai primi corsi da allenatore servono almeno 25 anni e allora per occupare il mio tempo mi dedicavo allo studio, la cosa in cui ero maggiormente portato”.
PRIMA GRANDE PIAZZA
“Arriva la chiamata del Fano, in serie C, per le ultime 8 partite. Vengo esonerato però alla prima partita del nuovo campionato per aver perso in casa. Fu il mio primo e spero ultimo esonero. Poi arrivo alla Reggina dove riesco a fare un anno intero. Eravamo stati ripescati e non sapevo se allenare in serie D o C, poi riuscimmo a partecipare alla serie C e cercammo di stravolgere la squadra in quel poco tempo a disposizione. Fu un girone d’andata con soli 15 punti per poi farne 30 al ritorno e arrivammo ad un solo punto dai playoff“.
CONFRONTO COL CALCIO ZEMANIANO
“Mi sono ispirato a mio padre, ma le squadre che abbiamo avuto sono state diverse. Lui ha avuto la fortuna di farle creare a propria immagina e somiglianza, io tante volte mi sono dovuto adeguare. Allenavo il Manfredonia quando papà era al Foggia. Una domenica pareggiammo entrambi, lui 4-4 mentre la mia terminò 0-0. Devo dirti che è meglio un pareggio senza reti se nel 4-4 non c’è una rimonta”.
RITORNO IN ECCELLENZA
“Ho trovato una squadra con valori altissimi rispetto alla categoria che giocano, ma questo lo sapevo altrimenti non sarei venuto. Non vivo questa categoria da 14/15 anni, non ero più preparato: ci sono calciatori con tantissima tecnica ma con problemi di attitudine al lavoro. La testa fa tanto”.
POST OPERAZIONE DI PAPÀ ZEMAN
“Tutto risolto, tranne per la concessione del permesso di tornare ad allenare. Solitamente l’operazione risolve il problema e per fortuna è andata così. Papà è forte e non vede l’ora di tornare a dirigere il Pescara“.