“Anche i ricchi piangono“; mai proverbio più azzeccato per questo Chelsea.
I blues soffrono i loro conti in rosso. Nonostante il titolo di campione d’Europa in carica e di regina del mercato nelle ultime due estati.
I blues del patron Abramovich sono stati duramente colpiti dall’emergenza Covid-19. Emergenza che ha costretto tutti i club di Premier a giocare la maggior parte delle partite a porte chiuse. E, dunque, a dover fare i conti con ingenti perdite nel bilancio.
Nell’anno finanziario precedente alla pandemia, il Chelsea aveva realizzato un profitto di 39,5 milioni di sterline. L’ultimo esercizio, conclusosi lo scorso giugno, ha evidenziato un passivo di 145,6 milioni di sterline, al netto delle tasse.
Solo dalle mancate entrate, derivanti dai match a porte chiuse, si sottolinea una perdita di quasi 70 milioni di sterline. A questa vanno, poi, aggiunte altre spese e altri mancati incassi. Su tutti, il calciomercato estivo e la crisi che ha colpito il settore commerciale del club.
Fortunatamente, però, la difficile situazione economica, vissuta dai londinesi, si è ammorbidita con i risultati sportivi. Attraverso la vittoria della Champions League, le casse del club hanno conosciuto maggiori entrate sotto l’aspetto delle sponsorizzazioni, dei diritti televisivi e dei premi UEFA.
Se in un anno sportivo totalmente positivo, da parte del club, i conti sono in rosso di quasi 150 milioni, vanno considerati due aspetti: quanto possa essere più critica la situazione di squadre che non hanno vinto sul campo e quanto la dirigenza del Chelsea debba monitorare il proprio andamento economico.
L’anno finanziario, in corso di svolgimento, si è aperto con il pesante investimento su Romelu Lukaku. I 115 milioni di euro pagati all’Inter e lo stipendio netto a sei cifre per il gigante belga rientrano nel bilancio che si concluderà nel prossimo giugno. Un nuovo “scossone”. Da attutire al più presto.
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