Passare dal campo alla panchina non è mai semplice. Ancor di più se ti chiami Patrick Vieira, sei stato uno dei centrocampisti più forti in assoluto della tua generazione e allenatore ci diventi quasi per caso. Perché è quasi per caso, grazie a Brian Marwood, ex centravanti della nazionale inglese, che l’ex mediano di Juve ed Inter nel 2011 è entrato a fa parte dello staff del Manchester City, come Executive Development Football nelle giovanili dei Citizens. Da Manchester poi New York, Nizza e, dalla scorsa estate, Londra. La Londra dei Glazers, chiamato a sostituire al Palace una vera istituzione come Roy hodgson, al suo addio dopo 4 stagioni a Selhurst Park.

L’ANIMO DEI VETRAI

Lo spirito delle Eagles, però, si sposa da subito incredibilmente bene con quello del tecnico francese. La squadra del borgo di Croydon, si è ritrovata a vivere stabilmente l’emozione della Premier da relativamente poco, dopo più di un secolo di storia costellato da molti bassi, come gli eterni saliscendi degli anni ’70 e ’80, e pochi alti; emblematica è la F.A. Cup sfiorata nel ’90, persa solo al replay con lo United dopo aver eliminato in semifinale il Liverpool in un clamoroso 4-3. Solo nel 2013 sotto la guida di Ian Halloway i Vetrai sono tornati in Premier League, dopo 8 anni di purgatorio. 8, come gli anni consecutivi in massima serie da quella promozione. Grandissimo merito ha Tony Pulis, capace di salvare la neo-promossa dopo il disastroso avvio da 1 sola vittoria nelle prime 9. Fu la prima salvezza ottenuta dopo 5 retrocessioni immediate consecutive. Dopo di lui, l’icona Alan Pardew, subentrato a Warnock, prende le redini del club e getta le basi per quella che sarà la grande squadra di Hodgson. 4 stagioni, in cui la vecchia volpe del calcio inglese ha lasciato la sua indelebile impronta al club. Un’avventura iniziata subentrando a Frank De Boer, in totale crisi mistica dopo la debacle interista (che condivide con l’anziano tecnico inglese). Alla fine di 4 annate concluse con 4 salvezze convincenti si chiude il rapporto con Hodgson, e viene a sorpresa annunciato Patrick Vieira.

LA PIOVRA A SELHURST PARK

A sorpresa, perché la scelta del tecnico francese rappresenta in toto un vero e proprio nuovo inizio per le Aquile. Un punto di rottura chiarissimo nei confronti delle passate annate all’insegna del vecchio imprinting britannico. Il nuovo mister dal canto suo infatti ha idee di gioco estremamente moderne, mostrate in parte al Nizza e perfette per la Premier. D’altra parte, però, il tentativo analogo fatto con De Boer fallì miseramente dopo soli 76 giorni, pertanto la reazione dell’ambiente a questo cambio era impronosticabile.

L’ossatura della squadra inoltre tra l’altro era da rifondare completamente, fattore che rappresentava un’arma a doppio taglio per il francese. Se infatti da un lato hanno salutato Sakho, Cahill, Van Anholt e Townsend, dall’altro Vieira è riuscito a lanciare agli occhi del grande pubblico giovani come Conor Gallagher, grande rivelazione, Guehi ed Edouard. Una nuova spina dorsale che unita allo zoccolo duro capeggiato dal fuoriclasse Wilfred Zaha, ormai vera icona dei Glaziers, ha portato straordinarie prestazioni a Selhurst Park. Tra le mura amiche infatti ci sono stati prestigiosi risultati; da segnalare il 4-0 all’Everton che ha spedito le Aquile in semifinale di F.A. Cup, risultato storico, ed i due tris infilati alle due del North London, prima il Tottenham poi l’Arsenal, schiacciata da un’icona della squadra degli Invincibles.

UN NUOVO FUTURO

Oltre agli stupefacenti risultati, ai quali è da aggiungere sicuramente la clamorosa vittoria all’Ethiad contro la squadra di Guardiola, il 4-2-3-1 ha portato una straordinaria ventata d’aria fresca in quel di Croydon. Una vera svolta, basata su una nuova idea calcistica, all’antitesi rispetto a quella di Hodgson.

L’ex allenatore, attualmente sulla panchina del Watford, ha avuto modo di sperimentare la bontà del lavoro svolto dall’ex mediano. L’1-4 di Vicarage Road inflitto al Watford, grazie alla doppietta di Zaha, pertanto ha anche un grande valore simbolico. È la grande rivincita di Patrick Vieira, dopo le annate a Nizza condizionate fortemente dalle tribolazioni societarie e non concluse nel migliore dei modi. Una rivincita che, partendo dall’attuale nono posto in classifica, a 37 punti,  apre le porte di un nuovo brillante futuro per i Vetrai, guidati da Vieira.