CURVA SUD MILAN - Una stagione altalenante ha comunque permesso al Milan di accedere alla Champions League, ma questo non ha reso ugualmente felici i tifosi della Curva Sud rossonera. In un campionato che ha visto l'Inter trionfare nel Derby della Madonnina, gli uomini di Stefano Pioli si trovano al momento al secondo posto in classifica, con un vantaggio rassicurante sulla Juventus al terzo posto. La doppia eliminazione dalla Champions League prima, e dall'Europa League poi, non hanno soddisfatto i tifosi, che pretendono un progetto solido e duraturo, che non si limiti a “vivacchiare nelle posizioni europee”. Di seguito il duro comunicato della Curva Sud del Milan.
COMUNICATO - “La stagione si avvicina alla conclusione e la mediocrità che l'ha caratterizzata per gran parte del tempo ha lasciato spazio a un finale disastroso e funesto, amplificato dalle sciagurate dichiarazioni di alcuni dirigenti e dalle voci sul nome del futuro allenatore. Questo dimostra ancora una volta che l'ambizione di rivivere i tempi gloriosi non è la priorità di questa società. Da quando è arrivato il signor Cardinale sono passati quasi due anni, un periodo di transizione e stabilizzazione che era più che giustificato, ma ora è giunto il momento di agire e dimostrare con i fatti gli obiettivi reali della società. Dobbiamo decidere se costruire una squadra ambiziosa o continuare a navigare nel limbo, accontentandoci di posizioni che garantiscono solo l'accesso alla Champions League in attesa di un nuovo stadio. Deve essere chiaro a tutti che non accetteremo una risposta del genere! È legittimo non poter spendere sul mercato come fanno altre società di altri campionati, ma non possiamo ambire a tornare grandi se la nostra strategia si basa solo su qualche cessione seguita da investimenti su giocatori non affermati. Non possiamo avere un progetto vincente se, quasi a maggio, non sappiamo ancora chi sarà il nuovo allenatore, rendendo difficile allestire una squadra adeguata sul mercato. All'interno della società regna il caos più totale, con silenzi assordanti, strategie comunicative imbarazzanti e poca chiarezza sui ruoli. Signori, la pazienza è finita! Il Milan non è un prodotto su cui speculare e Milano non è una città che si accontenta di partecipare. Il Milan ha una storia e una tradizione che lo pongono tra le grandi del calcio mondiale. Se questa proprietà pensa di essere all'altezza di queste prerogative e lo dimostrerà con fatti concreti (e la scelta del nuovo allenatore sarà già un chiaro segnale), allora continuerà a godere del sostegno instancabile di un popolo appassionato. Se così non fosse, dimenticatevi di considerare Milano come un'isola felice, come avete fatto finora”.