ESCLUSIVA - Contran, coll. tecnico Arabia Saudita: "Abdulhamid alla Roma può fare bene, molti altri giocatori sauditi sono pronti per un campionato top".

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Dopo aver vinto e dato spettacolo con l'Italia, mister Mancini ha deciso di ricoprire il ruolo di CT di una Nazionale in fase di sviluppo, dando vita a un percorso di cerscita per renderla una squadra pronta a lottare per vincere trofei importanti: l'Arabia Saudita. Nel suo staff vi è Simone Contran, collaboratore tecnico che è già stato al fianco del Mancio durante l'avventura azzurra e che ha collaborato anche con club come Sassuolo e SPAL

Contran si è raccontato in ESCLUSIVA ai microfoni di Numero Diez, raccontandoci la metodologia applicata per ottenere i migliori risultati possibili a livello Nazionale e sbilanciandosi sulle possibili evoluzioni del calcio saudita, sia a livello calcistico che a livello di prestigio internazionale. Di seguito riportate le sue parole ai nostri microfoni.

ESCLUSIVA - L'INTERVISTA A SIMONE CONTRAN, COLL. TECNICO DELL'ARABIA SAUDITA

Dopo un anno di esperienza in Arabia Saudita, ci puoi fare un bilancio sui progressi avuti a livello calcistico e strutturale? 

"Sicuramente, alla mia prima esperienza estera, ho molti stimoli per gli aspetti calcistici e culturali, è sempre bello e arrichente conoscere un Paese diverso. A livello calcistico, a praticamente un anno dal mio arrivo, è stato molto impegnativo lavorare in una realtà di cui si conosceva poco oltre ai grandi colpi di mercato internazionali (i vari Ronaldo, Mané, Brozovic). Dunque è stato molto arricchente strutturare tutta la parte di osservazione e analisi dei giocatori, partendo veramente da zero a meno di un paio di top. Pian piano abbiamo iniziato a conoscere i giocatori qualitativamente e umanamente, anche a livello comportamentale. Dopo le prime amichevoli con risultati altalenanti, siamo riusciti a capire il livello della squadra e la metodologia da proporre. A livello strutturale è tutto sempre in costruzione: da una mattina all'altra ti svegli con tanti cambiamenti. Riyadh è un continuo cantiere a cielo aperto, stannno costruendo centri sportivi, stadi per il Mondiale 2034 e sviluppi per i prossimi eventi".

Focalizzandoci sul suo ruolo dell'analisi, lo staff come riesce a reperire fonti e immagini di Nazionali molto remote e intorno alle quali si diffondono poche notizie, come quelle asiatiche?

“Rispetto all'Europa è un po' più complicato: qua si va a giocare anche contro Nazionali i cui giocatori militano in campionato non di primo livello. Però ormai i dati e i video in qualche modo si riescono a recuperare. Tendenzialmente portiamo avanti lo stesso modello di lavoro della Nazionale italiana. Secondo me, come sta avvenendo in Europa, ormai il livello di competitività si sta alzando e si sta creando un equilibrio anche a livello internazionale. Trovare partite facili in cui la vittoria è data per scontata è diventato difficile: Perché? Il blocco delle medio-piccole sta importando metodologie di allenatori dell'élite calcistica per migliorare su tutti gli aspetti, sia tecnico-tattici che fisico-atletici. Secondo me, proprio come avviene in Europa, anche in Asia non ci sono più solo superpotenze come Giappone, Correa e Australia”, ma moltre altre squadre attrezate.

ESCLUSIVA CONTRAN - IL MOVIMENTO CALCISTICO SAUDITA

Si può dire che l'attuale finestra di mercato sia più “ragionata” rispetto alla scorsa estate, con meno colpi ma più mirati, cercando anche di valorizzare quel che si ha in casa?

“Al momento il processo è un po' diverso. Sostanzialmente, il PIF investe nei giocatori internazionali, girandoli alle 4 super squadre del fondo (Al-Nassr, Al-Hilal, Al-Ahli, Al-Ittihad). Quest'anno si è deciso a livello decisionale di ampliare le squadre del fondo, per aumentare la competitività del campionato. Aldilà dei nomi, si sta investendo tanto in giocatori importanti anche per altre squadre. Adesso si sta facendo un processo di miglioramento delle rose, perché il campionato risultava spaccato. Ora si è voluto irrobustire anche le altre rose. Ad esempio, l'Al-Qadsiah, che voleva Dybala, è una neo-promossa sotto gestione della ARAMCO, società petrolifera tra le più capitalizzate. Come se il Parma iniziasse a prendere fior di campioni”.

Si parla tanto di giocatori stranieri accostati alla Saudi Pro League, ma , ragionando sul percorso inverso: sono pochi i ragazzi che vantano esperienza in europa e uno di questi potrebbe essere Saud Abdulhamid, accostato alla Roma. Che giocatore è? Lo consiglia ai giallorossi?

Saud Abdulhamid è un giocatore importante, uno dei migliori che abbiamo. Ha corsa e qualità negli ultimi metri: è il classico terzino di spinta, da noi gioca come quinto. Ha una falcata importante e velocità nel dribbling. Sicuramente può far bene. Viene difficile dar valutazioni perché la Serie A è un campionato di livello differente: abbiamo visto tanti giocatori importanti trovarsi male, è difficile giocare in Italia. Così come Saud, ce ne sono tanti altri che possono migliorare ed essere pronti per un campionato top, senza coinvolgere esclusivamente le squadre top. 

Questa operazione di mercato può risultare l'inizio di un trend di giocatori dell'Arabia Saudita verso l'Europa?

“Certo, pùò essere così. Affrontando squadre di diverso calibro, ho notato che anche rappresentative come la Giordania hanno giocatori come Ta'mari, il quale gioca al Montpellier, che fa la differenza. Ci sono giocatori molto interessanti che potrebbero militare in Serie A, in Serie B, così come in altri campionati europei. Penso che sia giocatori che staff che Federazione vogliano crescere e farsi notare anche all'estero. La particolarità dell'Arabia Saudita è che tutti i giocatori militano in patria. Ovviamente, dar loro l'opportunità di confrontarsi con il calcio europeo sarebbe un miglioramento per quanto riguarda intensità della gara, metodologia di allenamento e stress subìto,, che purtroppo è un fattore da considerare. Ciò può aiutare anche a trovare maggior minutaggio. Uscendo dal proprio Paese ciò influisce anche su aspetti extra-calcistici”.

A livello di Nazionale saudita, gli acquisti dall'estero non rischiano di essere controproducenti, visto che spesso manca fiducia verso i talenti locali?

“Sì, ma ci sono due fattori da considerare, sia pro che contro. Da una parte è un limite per noi: i giocatori avranno meno spazio e ci troveremo a fare raduni con poco minutaggio nelle gambe; dall'altra parte, loro quotidianamente si confronteranno con campioni del calcio mondiale. Per esempio i nostri difensori affrontano Ronaldo quotidianamente in partitella, il che è un aspetto importante. Tuttavia, le regole sono importanti: ci sono restrizioni in Champions League asiatica, che ”costringono" a far giocare gli atleti sauditi. Ovviamente sono poche partite, ma hanno l'opportunità di farsi notare. 

ESCLUSIVA CONTRAN - IL PROGETTO SUI GIOVANI 

L'arrivo di mister di Biagio per la rappresentativa U21 è una testimonianza chiara della volontà di migliorare anche il movimento a livello giovanile: che tipo di lavoro state intraprendendo?

“C'è un progetto lungimirante in corso. Qui, oltre all'U20 c'è anche l'U23. Vogliamo creare una sinergia importante con i giovani, perché uno degli obiettivi dell'Arabia Saudita è di avere una squadra pronta a far bene nel Mondiale casalingo del 2034. Ovviamente puntando sui prossimi obiettivi come la qualificazione al Mondiale 2026 e la Coppa del Golfo a dicembre. L'idea è quella di cercare di puntare sui giovani per creare una squadra di eccellenze”.

Fonte immagine di copertina: Area Coach

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Simone Rippa