QUESTA È ‘FA – FOOTBALL ADDICTED‘, LA RUBRICA D’APPROFONDIMENTO TARGATA NUMERO DIEZ DEDICATA ESCLUSIVAMENTE AL CALCIO D’OLTREMANICA. OGNI DUE SETTIMANE, AL MERCOLEDÌ, VI RACCONTEREMO UNA STORIA D’ATTUALITÀ O DEL PASSATO, CONDIVIDENDO CON VOI LA NOSTRA PASSIONE PER IL FOOTBALL MADE IN UK! OGGI PARLIAMO DI CONOR GALLAGHER, GIOVANE TALENTO DI PROPRIETÀ DEL CHELSEA CHE SI STA IMPONENDO AL CRYSTAL PALACE E HA DEBUTTATO NELLA NAZIONALE INGLESE.
Grande protagonista del primo terzo di stagione del Crystal Palace in Premier League. Osservato speciale di Thomas Tuchel e dei suoi collaboratori al Chelsea.
Ultimo debuttante, in ordine cronologico, nell’Inghilterra di Gareth Southgate la scorsa settimana contro San Marino.
Il suo esordio in campo con la Nazionale maggiore dei Tre Leoni lo ha fatto con la maglia 18. Caso vuole che sia lo stesso numero di questa nuova puntata di “FA – Football Addicted”. Un episodio che quindi non potevamo che dedicare a lui.
Stiamo parlando ovviamente di Conor Gallagher, centrocampista box-to-box che in Premier League quest’anno sta facendo parlare sempre più di sé.
CRESCITA CONTINUA
Ogni partita che gioca sembra sempre più in forma, fisica e mentale.
Più robusto, veloce, tecnico. Con maggiore sicurezza dei propri mezzi, delle proprie qualità (tante) e dei propri limiti (pochi). Più completo.
I campi della Premier League Conor Gallagher li sta ormai calcando con continuità da un anno e mezzo e il suo processo di crescita nel massimo campionato inglese lo sta portando a progressivi miglioramenti in ogni settore di gioco.
Lo dimostra il suo straordinario avvio di campionato con il Crystal Palace, club in cui Gallagher sembra essersi sentito fin da subito perfettamente a suo agio.
Alle dipendenze di Patrick Vieira il giovane classe 2000 (il prossimo 6 febbraio compirà 22 anni, ndr) si sta infatti ritagliando il ruolo di giocatore intoccabile in un Palace che, sorprendentemente, si sta attestando come la squadra rivelazione di questa prima parte di Premier League.
E non è forse un caso, visto che nella scelta del giovane Conor di unirsi in prestito alle Eagles la scorsa estate ha giocato un ruolo fondamentale la possibilità di essere allenato proprio da una leggenda del calcio inglese come Vieira. Uno dei migliori centrocampisti nella storia della Premier League.
“Ho scelto il Crystal Palace dopo aver parlato con Vieira. Mi è piaciuto quello che mi ha detto. Come vuole far giocare la squadra e cosa chiede ai singoli giocatori. Poi ho pensato che da lui avrei potuto imparare molto”.
Così lo stesso Gallagher ai microfoni di Palace TV, nella prima intervista rilasciata al canale ufficiale del club dopo il suo arrivo nel sud di Londra.
Ora, a distanza di quasi quattro mesi dalla pronuncia di queste parole, il giocatore inglese sembra aver messo in pratica quello che era esattamente il suo piano iniziale. Imparare e crescere. Partita dopo partita. Spinto dalla voglia di mettersi in mostra con le Eagles, per guadagnarsi poi in un futuro prossimo un posto da titolare nel Chelsea di Thomas Tuchel.
“SIGN HIM UP!”
Nato tifoso del Chelsea. Cresciuto in una famiglia di tifosi del Chelsea. Sviluppatosi calcisticamente nell’Academy del Chelsea.
Conor Gallagher non può che sognare di giocare presto per la prima squadra dei Blues, attualmente possessori del suo cartellino.
Conor, come detto, al Crystal Palace in estate si è infatti sì trasferito, ma solamente in prestito. Per “farsi le ossa”, come si è soliti dire in questi casi. Per ottenere quello spazio che altrimenti non gli sarebbe stato possibile ricavarsi al Chelsea (vista la rosa più che ricca di talenti di maggior esperienza di cui al momento Tuchel gode).
L’obiettivo ben chiaro nella mente di Gallagher è però quello di guadagnarsi una maglia dei Blues per la prossima stagione, dando tutto nel frattempo per il Crystal Palace.
Già innamorati di lui dopo averlo visto in campo solamente per una dozzina di volte con la maglia del proprio club, i tifosi delle Eagles quando lo vedono giocare urlano a gran voce “Sign him up. Sign him up!”. Ovvero: “Compratelo! Compratelo!” (invito rivolto ovviamente alla propria dirigenza).
Un laconico coro che presto potrebbe risuonare anche sugli spalti di Stamford Bridge, dove tanti supporters del Chelsea si sono già convinti che un ritorno “a casa” di Gallagher non potrebbe che portare miglioramenti al club. In molti nel giovane centrocampista inglese vedono infatti il giusto erede di N’Golo Kanté e Jorginho, giocatori che la prossima estate avranno superato entrambi i 30 anni.
PRIMI PASSI, SUCCESSI E PRESTITI.
Nato a Epsom, cittadina nel Surrey a pochi chilometri di distanza da Cobham – dove si trova il centro d’allenamento del Chelsea -, Gallagher giocava per le Epsom Eagles quando a otto anni venne notato dai talent scouts dei Blues e portato subito nelle fila del club londinese.
Con il Chelsea U18 ha vinto due volte la English Youth League (nel 2016/17 e nel 2017/18, ndr) e il premio di “Academy Player of the Year” per la stagione 2018/19.
Con la prima squadra l’Europa League conquistata contro l’Arsenal nel 2019, seppur senza giocare.
Quella sera a Baku il 4-1 a favore dei Blues Gallagher lo visse infatti direttamente dalla panchina, dove Maurizio Sarri lo tenne però fino al fischio finale.
Nel 2019 il primo addio momentaneo al Chelsea per il trasferimento al Charlton Athletic, in Championship, dove ormai maggiorenne ha vissuto la sua prima esperienza in prestito.
Nel gennaio del 2020 il passaggio – ancora in prestito – allo Swansea City, sempre in Championship.
In Galles Conor si è ritrovato così a vivere la sua prima esperienza fuori casa, lontano da Londra e da quei luoghi che fino a quel momento che gli erano familiari.
L’occasione perfetta per crescere ancora più rapidamente. Per diventare più responsabile. Per maturare. Come spesso accade, dover gestire autonomamente cucina, lavatrice, aspirapolvere e ferro da stiro aiuta a diventare uomini migliori.
La stagione 2020/2021 è stata invece quella del debutto in Premier League. Prima il rinnovo del contratto con il Chelsea fino al 2025, poi il passaggio in prestito al West Bromwich Albion, club con il quale Gallagher ha disputato 32 gare (segnato 2 goals e realizzato 2 assists, ndr), mettendosi in luce come uno dei pochi giocatori positivi in una stagione altamente negativa per il WBA e culminata con la retrocessione. Non a caso fu nominato “Player of the Year” dal club.
La scorsa estate il quarto prestito della sua carriera. Tornato a Londra (dove in passato aveva vissuto esperienza a ovest della City con il Chelsea e a sud-est con il Charlton Athletic), Conor si è stabilito nel sud della capitale inglese, per giocare l’attuale stagione con il Crystal Palace.
“Non posso essere più contento dei miei prestiti. Sono migliorato e ho ancora spazio per continuare a crescere”.
UNA QUESTIONE DI CUORE (E DI FRATELLI)
Con il Chelsea nel cuore sin dal giorno della nascita, è proprio al Chelsea che Gallagher ha vissuto uno dei momenti più delicati della sua, fin qui, breve carriera.
È accaduto nell’estate del 2018, quando, al termine della pre-season con i Blues, il centrocampista inglese ha scoperto di avere un lieve problema al cuore.
Durante alcune sessioni di allenamento, Gallagher si accorse infatti che il suo cuore batteva troppo velocemente, senza un reale motivo per farlo. Indispensabile fu quindi un’operazione, come raccontato poi nel gennaio del 2020 dallo stesso giocatore in un’intervista al The Guardian:
“Ero un po’ nervoso, ma sapevo che mi sarei ripreso. A volte quando sei infortunato inizi a pensare molto e ti viene ancora più fame di tornare in campo e fare del tuo meglio. Ricordo di aver detto a mia madre prima dell’operazione <Voglio risolvere questo problema velocemente e tornare a lavorare duramente di nuovo>. E così è successo. Questa esperienza mi ha aiutato a non prendere nulla per scontato. Sono tornato più in forma, con più forza, più veloce. Sono migliorato in tutto dopo l’operazione”.
Merito di un grande amore per il calcio e di una dedizione al lavoro che tutti gli allenatori che lo hanno incontrato nel corso della carriera hanno sempre testimoniato di aver trovato in Gallagher. Nonché di qualche consiglio fraterno:
“I miei fratelli mi hanno sempre insegnato di giocare ogni partita come se fosse l’ultima. Di impegnarmi sempre, perché chi scende in campo è sempre un ragazzo fortunato”.
E di campi da calcio Jack, Josh e Daniel (i tre fratelli di Conor, di cui i primi due sono gemelli) ne sanno anche loro qualcosa.
Tutti e tre nella vita hanno vissuto infatti esperienze da calciatori, sebbene con fortune minori rispetto al talento di casa Chelsea.
Jack per un periodo della propria carriera ha indossato la maglia del Millwall, mentre attualmente gioca nel Maidstone, club militante in National League South (sesta categoria).
Stesso campionato in cui gioca il fratello Daniel, calciatore del Dorking Wanderers e con un passato nel Wimbledon AFC.
Josh invece, al momento, è orgogliosamente l’allenatore del Raynes Park Vale, club di Non-League iscritto alla Combined Counties Premier Division.
SOGNANDO LAMPARD…
“Ho sempre guardato Frank Lampard come a un modello. Come segnava, come produceva assists, come lavorava duro e faceva di tutto sul campo. Era il mio idolo e volevo diventare un centrocampista come lui”.
Chiedete a Gallagher chi fosse il suo beniamino da bambino e vi risponderà sempre con queste parole, pronunciate già più volte in interviste passate.
E non potrebbe essere altrimenti per un ragazzo cresciuto a pane e Chelsea e che nel corso della formazione ha fatto dell’essere un centrocampista box-to-box come Lampard la sua caratteristica principale.
… IMPARANDO DA VIEIRA
Bravo a svariare su tutto il fronte d’attacco e a offrire sempre palloni interessanti ai compagni, che il suo calcio al pallone venga effettuato sulla trequarti campo centrale o sugli esterni, Gallagher sa unire centrocampo e attacco come pochi altri giocatori attualmente in Premier League.
Adattatosi fin da subito allo stile di gioco aggressivo proposto da Patrick Vieira, al Crystal Palace sta dimostrando di essere molto abile nel pressare l’avversario a tutto campo e a convertire in occasione da goal i palloni recuperati proprio grazie a questa operazione di pressing (spesso alto). Deve solo migliorare un po’ la sua percentuale di passaggi riusciti (attualmente intorno all’80%, ndr). Aumentare la precisione in ogni situazione.
Nelle Eagles ricopre un ruolo di mezzala (o all’occorrenza di mediano) quando viene schierato in un centrocampo a tre con Cheikhou Kouyaté (o Luka Milivojevic) e James McArthur.
Di esterno in un centrocampo a quattro, con Wilfried Zaha impegnato sulla fascia opposta.
Di trequartista in una linea a due con Zaha, dietro a Christian Benteke punta, o a tre con Odsonne Edouard o Jordan Ayew.
Sempre presente in ogni assetto di gioco, insomma. A dir poco insostituibile, grazie all’energia che mette sempre in ogni azione.
Non è infatti un caso che, dopo dodici giornate di Premier League (di cui Gallagher ne ha giocate però undici, avendo saltato la prima contro il Chelsea per motivi di regolamento), sia il giocatore del Crystal Palace con più goals (4, al pari di Zaha e Benteke), più assists (3) e più passaggi chiave riusciti. Nessun altro centrocampista inglese in campionato quest’anno è stato coinvolto direttamente in 7 reti, come dimostrano i dati raccolti dalla Premier League.
Se le Eagles al momento si trovano al decimo posto in classifica (risultato fin qui eccezionale e che lascia sorpresi e ben impressionati), la maggior parte del merito va attribuita a Gallagher e alle sue splendide prestazioni in campo.
Già “Player of the Month” del Palace per ben due volte. Già “Man of the Match” del Palace in svariate occasioni, la più importante dopo il 2-0 – con goal – rifilato all’Etihad al Manchester City!
La settimana scorsa è poi arrivata anche la sua prima chiamata in Nazionale maggiore da parte di Gareth Southgate (fresco di rinnovo fino al 2024 con i Tre Leoni, ndr).
L’ESORDIO CON I GRANDI
Costretto a rinunciare a giocatori come Mason Mount, Raheem Sterling, Jack Grealish, Luke Shaw, Declan Rice e Jordan Henderson, forzati da diversi problemi fisici chi a rispondere negativamente alla chiamata in Nazionale fin da subito e chi a lasciare il ritiro, Gareth Southgate lo scorso 1° settembre ha deciso allora di convocare per la prima volta proprio Conor Gallagher.
Una chiamata che il giovane centrocampista proprio non si aspettava, come dichiarato da lui stesso al termine del suo match d’esordio contro San Marino:
“Francamente non mi aspettavo di venire chiamato. Mi stavo preparando con l’U21 per la prossima partita, quando Southgate mi ha telefonato e mi ha chiesto di unirmi alla prima squadra. Ero al settimo cielo. Speravo di poter debuttare e giocare qualche minuto e fortunatamente è accaduto”.
Gallagher la sera del 15 novembre, all’inizio del secondo tempo del match tra San Marino e Inghilterra – ultima gara di qualificazione al Mondiale 2022 in Qatar -, ha infatti indossato la maglia numero 18, stretto bene gli scarpini, sistemato con cura la fascetta tra i capelli e preso il posto in campo di Kalvin Phillips, facendo così il suo esordio tra i “grandi”.
Al minuto numero 71’ ha anche accarezzato il sogno di realizzare un goal al debutto, quando, dopo aver stoppato palla di sinistro spalle alla porta al limite dell’area piccola, è riuscito ad aggirare il marcatore avversario con un preciso tiro a giro di destro, colpendo però in pieno il palo.
Poco male. L’Inghilterra ha poi vinto la partita con un roboante 10-0 e Conor al termine del match ha ricevuto, come da tradizione, il cappellino che la Nazionale d’oltremanica consegna a tutti i debuttanti il giorno della loro prima partita. Un cappellino rosso con sopra ricamato in argento il numero 1266, stante a indicare ovviamente che Gallagher è il 1266° calciatore diverso a indossare la maglia maggiore dei Tre Leoni in una competizione ufficiale.
MONDIALE U17
Grazie alla vittoria ottenuta, l’Inghilterra si è qualificata di diritto alla Coppa del Mondo di Qatar 2022, competizione alla quale Gallagher sogna ovviamente di partecipare.
D’altronde sa già come si fa a vincere un Mondiale.
Nel 2017 ha infatti fatto parte della Nazionale U17 laureatasi Campione del Mondo nei Mondiali di categoria in India, sotto la guida di Steve Cooper (allenatore che Conor ha poi ritrovato anche nella sua esperienza allo Swansea City).
In quell’occasione Gallagher scese in campo in quattro delle sette partite disputate dall’Inghilterra. Dai 90’ contro l’Iraq nell’ultima gara del proprio girone, ai 3’ collezionati in finale contro la Spagna (battuta per 5-2, ndr).
Un’esperienza unica e condivisa con compagni di altissimo livello e che si sono poi riconfermati negli anni ai vertici del calcio inglese.
Basta infatti pensare che Gallagher è stato il quinto giocatore di quella Nazionale a ricevere una convocazione in prima squadra, dopo Phil Foden, Jadon Sancho, Callum Hudson-Odoi ed Emile Smith Rowe (il talento dell’Arsenal ha debuttato anch’egli nell’ultima pausa Nazionali, nel match contro l’Albania, ndr).
Una “Golden Generation” su cui Gareth Southgate ora può puntare per il futuro, come traspare dalle parole pronunciate dallo stesso CT in conferenza stampa dopo la convocazione di Gallagher:
“Conor è uno di quei giocatori che ha grandi qualità tecniche, ma anche una mentalità e una maturità che lo porteranno a raggiungere livelli superiori rispetto ad altri giocatori. Lo seguivamo da tempo. Durante i suoi prestiti al Charlton, allo Swansea, al WBA e ora al Crystal Palace ha sempre fatto bene. Abbiamo pensato a lui sin da quando abbiamo parlato dei giocatori che avremmo voluto tenere d’occhio”.
DICONO DI LUI
Southgate non è l’unico a essere stato convinto dalle prestazioni di Gallagher.
Dopo l’ottimo avvio di stagione con il Crystal Palace, il centrocampista ha infatti ricevuto gli elogi di grandi leggende della Premier League.
L’ex capitano del Manchester United Gary Neville, oggi opinionista per Sky Sports UK, ha detto di lui:
“Amo la sua energia e il suo impegno quando si tratta di pressare e recuperare palla”.
L’ex capitano del Liverpool Jamie Carragher, anch’egli opinionista per Sky Sports UK, ha aggiunto:
“Gallagher è un giocatore con grande energia. È il tipico calciatore che fa un po’ di tutto. Si butta anche in area e segnerà diversi goals in questa stagione”.
L’ex attaccante di Arsenal e Crystal Palace, tra le altre, Ian Wright, ha sottolineato:
“È il tipo di giocatore che si vuole vedere in Nazionale. Si vuole sempre vedere giocatori di questo livello, che si mettono in gioco con la Nazionale maggiore anziché restare con l’U21”.
Senza poi dimenticare le parole pronunciate dal suo attuale allenatore Patrick Vieira:
“Conor lavora duro ogni giorno. Vuole sempre migliorarsi. È un piacere averlo come giocatore e lavorare con lui. Ha sempre un bel sorriso sulla faccia”.
Elogi che non possono che far piacere al giovane Gallagher, il quale, come da lui stesso ammesso, vuole sempre “sapere quando le persone parlano [di lui], sia che siano complimenti, sia che siano commenti negativi”.

Conor Gallagher (al centro, alla sinistra dell’arbitro) in campo con le giovanili del Chelsea.
(Fonte: Flickr con diritto Google Creative Commons)
FUTURO?
Ora non resta che convincere sempre di più anche Thomas Tuchel, il quale in una recente conferenza stampa ha però spiegato di essere molto attento alla crescita del ragazzo:
“Conor si sta mettendo in mostra in ogni singola partita. Penso che sia importante per lui essere felice dove è ora e non cambiare per forza il programma in corsa. È importante restare calmi. Lo vedo felice al Crystal Palace e sta avendo un grande impatto sulla squadra. È presto per parlare in pubblico [di un suo eventuale ritorno al Chelsea]. Prima devo parlare con lui e capire quali sono i suoi obiettivi. Questo accadrà la prossima estate, visto che eravamo tutti d’accordo su questa esperienza in prestito. Lui ha visto un’opportunità e l’ha colta. Non sono sorpreso che a Southgate piaccia come giocatore. Io lo adoro dal primo giorno. È umile, educato, sorride spesso ed è sempre pronto a dare tutto, a imparare e a migliorarsi. Fossi stato un suo compagno di squadra, avrei adorato giocare con lui. È un piacere conoscerlo e sono felice che fino ad ora tutto abbia funzionato bene. Deve continuare a tenere i piedi per terra”.
L’esperienza in prestito al Crystal Palace non può infatti che fare bene a Gallagher, in un momento storico in cui il Chelsea è così ricco di talenti in rosa che non sa chi mandare in tribuna a ogni partita. Merito di recenti campagne acquisti ben ragionate e di un lavoro straordinario fatto negli anni con la propria Academy (basta vedere quanti giovani talenti prodotti nel proprio vivaio il Chelsea utilizza ora stabilmente in prima squadra).
A TINTE BLUES!
Per crescere è necessario giocare con continuità e questo è stato fin da subito il piano elaborato dal Chelsea per provare a portare il giovane Conor a un livello superiore, come ammesso da una leggenda del club come Petr Cech nell’ultima puntata della rubrica che lui stesso tiene sul sito ufficiale dei Blues:
“Conor in estate era molto vicino all’unirsi stabilmente alla nostra prima squadra, eravamo molto contenti di lui. Però, come per Billy Gilmour (in prestito attualmente al Norwich City, ndr), abbiamo poi pensato che in questo momento delle loro carriere fosse meglio per loro giocare più partite possibili. Vogliamo che diventino giocatori chiave del Chelsea del futuro e per questo è meglio per loro giocare e fare esperienza. Per Conor debuttare in Nazionale è stato fantastico. Non fosse andato in prestito al Crystal Palace a giocare così bene e fosse rimasto con noi a giocare meno, magari Southgate non lo avrebbe ancora chiamato. Può tornare al Chelsea in una posizione migliore”.
E come non fidarsi delle parole di un campione dall’esperienza straordinaria e che con i Blues ha vinto tutto in carriera?
Gallagher non può che accettare tutti questi consigli e continuare a fare quello che gli sta riuscendo meglio con la maglia del Crystal Palace: brillare in campo a ogni partita e lasciare a bocca aperta i tifosi sugli spalti e incollati davanti alle TV.
Leader! Team player! Hard worker!
Mosso sempre ovviamente dallo stesso sogno: “giocare per il Chelsea, la squadra per cui ho sempre tifato”.
And now – once more – let’s grab a pie and a beer, mates. Enjoy!
Alla prossima puntata di ‘FA – Football Addicted’!
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