Federico Chiesa, tre elementi per diventare grande

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Finale di Coppa Italia, terzo posto in Serie A e un ottavo di Champions da ribaltare domani sera contro il Porto. Il bilancio della prima stagione di Pirlo da allenatore (al quale va aggiunta la Supercoppa vinta contro il Napoli) non è esattamente straordinario. Tuttavia, la Juventus è ancora in corsa nelle tre competizioni e tutto può ancora succedere. I segnali che arrivano dai giocatori bianconeri poi, come Morata e Demiral contro la Lazio, sono quelli di chi non vuole mollare. A prendersi la scena nella vittoria in rimonta contro i biancocelesti però è stato anche Federico Chiesa. Se la Juve può sperare ancora nel passaggio del turno in Europa e nel ritorno in campionato infatti, grande merito va all’ex viola. La crescita straordinaria del numero 22 passa per tre elementi fondamentali.

TATTICA

Pirlo lo aveva detto sin dal primo giorno che la sua Juventus sarebbe stata una squadra camaleontica. Nel 4-4-2 ideale del tecnico bresciano, giocano un ruolo essenziale elementi come Cuadrado, Morata e appunto Chiesa, in grado di muoversi e far muovere i compagni. Non a caso si tratta dei tre giocatori che hanno fornito il maggior numero di assist in questa stagione (13, 11, 8). Proprio la sua duttilità tattica è il primo fattore che ha reso Federico imprescindibile. Quando viene impiegato a destra, Chiesa avanza per permettere al terzino colombiano di spingere. A sinistra invece va ad occupare lo spazio lasciato libero quando Ronaldo si accentra per dialogare con il 9. Dialogo molto fluente anche con lo stesso Chiesa, che proprio sabato contro la Lazio ha fornito il terzo assist stagionale allo spagnolo con uno strappo fenomenale.

Chiesa

Fonte immagine: profilo Instagram @juventus

Altro dato che testimonia l’importanza di questo ragazzo è quello relativo alle sue presenze: 31 apparizioni in 34 partite giocate dalla Juventus da quando è arrivato. Nelle tre gare in cui Chiesa non è sceso in campo poi la Juve ha raccolto 5 punti. E pensare che al momento del suo arrivo a Torino molti avevano storto il naso, specialmente per l’importante esborso economico. Ad oggi invece si è rivelata la miglior operazione del duo Nedved-Paratici.

PERSONALITÀ

Passare da Firenze a Torino non è mai facile, lo sanno tutti. Lo sa benissimo un fuoriclasse come Roberto Baggio, che dopo quel trasferimento però sollevò il Pallone d’oro. Lo sa altrettanto bene Federico Bernardeschi, che nonostante un avvio promettente si è ritrovato schiacciato dalle critiche. Trasferirsi dalla Fiorentina alla Juventus è ancora più difficile se il tuo cartellino viene valutato 60 milioni di euro e se arrivi agli albori di una stagione di rivoluzione tra le critiche dei tifosi. Tutto diventa invece più semplice se affronti tutto questo con la personalità messa in mostra da Federico Chiesa. L’esterno juventino ha messo a referto già 10 goal nel 2020-21 (uno quando vestiva ancora la maglia gigliata) ed è ad un passo dal suo record stagionale. Tra queste marcature è impossibile non citare la doppietta di San Siro contro il Milan o la rete che ha riaperto la qualificazione ai quarti di UCL.

Chiesa ha dimostrato di essere un giocatore da grandi palcoscenici e di sapersi caricare la squadra sulle spalle nei momenti difficili. Si parla infatti del terzo miglior marcatore dei bianconeri. Ulteriore dimostrazione di tutto ciò viene data dal suo modo di giocare, prendendosi dei rischi e trovando giocate importanti. Il 22 ha già completato 41 dribbling tra campionato e Champions League (1,95 ogni 90′), solo CR7 ha fatto meglio con 46. Inoltre sono 37 i passaggi chiave riusciti (1,75 ogni 90′), altra statistica dove eccelle.

CONSAPEVOLEZZA

«Dove mi chiede il mister gioco. Entro in campo e so che dando grande apporto alla squadra le giocate vengono da sé. Sono a disposizione del mister e devo solo ringraziare la Juve per l’opportunità che mi sta dando».

Così si era espresso Chiesa dopo l’amaro pareggio contro il Verona, poco meno di una settimana fa. Ed è proprio in queste parole che si capisce quanto il ragazzo si sia calato nel mondo Juve e creda nel progetto. Siamo la Juventus” è diventato il suo mantra e lo si vede chiaramente in campo quando lotta su ogni pallone con la grinta dei primi tempi viola. Nella scorsa stagione a Firenze sembrava aver perso un po’ di quella rabbia agonistica che lo aveva sempre caratterizzato. Forse la voglia di cambiare aria, di mettersi alla prova, di cogliere l’occasione più importante della carriera, lo aveva un po’ rallentato. Ma ora quell’opportunità è arrivata e l’ex Fiorentina non ha intenzione di farsela sfuggire. I messaggi d’amore per la sua nuova squadra sono tantissimi, al punto da far storcere il naso a Commisso. La consapevolezza di essere alla Juve e soprattutto di essere da Juve. Questo è l’ultimo ingrediente della ricetta che ha portato Federico Chiesa ad essere un giocatore completo. Adesso i bianconeri se lo tengono stretto e sperano che possa guidarli a ribaltare gli esiti di questa annata.