Ucraina, parla Fonseca: ” Ho temuto il peggio”

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Trenta ore di viaggio, giorno e notte, senza sosta. Questa è la storia di Paulo fonseca, finalmente al sicuro dopo i giorni passati nell’inferno di Kiev, capitale dell’Ucraina. Il tecnico portoghese si trovava nella capitale ucraina quando è scoppiato il conflitto con la Russia, e, per ovvi motivi, è rimasto bloccato. Da quel momento in poi, come ha raccontato ai microfoni di Sky Sport UK, ha ricevuto l’appoggio del suo ex club, lo Shakthar Donetsk, che lo ha aiutato nella fuga.

Mi ha chiamato Srna (direttore sportivo dello Shakthar, ndr) e mi ha detto di venire all’hotel di proprietà del presidente dello Shakthar. Ci siamo trasferiti lì e abbiamo passato la notte in un bunker, dove siamo rimasti in totale per un giorno e mezzo“.

Le parole di Fonseca trasudano tutta la paura e l’angoscia di quei giorni, in cui l’incolumità sua e della sua famiglia sono state fortemente a rischio.

Ho iniziato a pensare che la situazione sarebbe solo che peggiorata. Abbiamo viaggiato verso il confine senza mai fermarci per trenta ore, ed eravamo in pericolo anche di notte“.

In ultimo l’ex Roma si lascia andare anche ad un commento sulla situazione, elogiando il paese dove ha speso diversi anni della sua carriera.

Questa gente, questo paese non merita tutto questo“.