Isak Hien è sempre più vicino a vestire la maglia del Torino. L’indiscrezione lanciata da Gianluca Di Marzio ha fatto sorgere non pochi interrogativi circa la validità del giocatore e l’effettiva collocazione gerarchica che questo andrà ad assumere. La partenza di Bremer e Izzo, ormai fuori progetto, preoccupano, e non poco, la tifoseria granata, solo parzialmente rasserenata dall’importante solidità difensiva che Juric è solito conferire alle proprie squadre.
Come detto, il primo dei due innesti per il comparto difensivo sarà proprio lo svedese, un calciatore atipico, meritevole di approfondimento.
ALLA SCOPERTA DI HIEN
Isak Malcolm Kwaku Hien nasce a Kista, distretto di Stoccolma, il 13 gennaio 1999. Originario del Burkina Faso, trova notevole beneficio dalla visibilità garantita nella capitale svedese, gremita di osservatori in cerca di giovani talenti. Muove i primi, importanti passi tra le fila del Vasalunds IF, club militante in Ettan, la terza divisione svedese. Qui, tra il 2017 e il 2020, colleziona 67 presenze, 3 gol e un bagaglio di esperienza tale da consentirgli, a gennaio 2021, il passaggio in Allsvenskan (massima serie), sponda Djurgårdens.
L’impatto non è dei migliori: il salto di categoria, abbinato alla giovane età, lo relega in panchina per l’intero arco della prima stagione, fatta eccezione per qualche sporadica apparizione. Il 2022, senza ombra di dubbio, rappresenta per lui l’anno della svolta; sarebbe, infatti, difficile parlare di riscatto a proposito di un giocatore poco più che ventenne.
La grande fisicità che fino a quel momento lo aveva contraddistinto emerge prepotentemente e gli assicura un posto da titolare nel club di appartenenza. Le 14 partite in campionato sono condite da 2 gol e un assist, le 3 in Conference League da un’ulteriore marcatura. Si rivela, dunque, un centrale goleador, abile nel fornire copertura e aggiungere personalità al reparto. Da non sottovalutare, poi, il piede mancino, caratteristica mediamente non comune e spesso gradita.
QUESTIONE GERARCHIA
Per piede e struttura fisica il centrale svedese sembra corrispondere all’identikit del sostituto ideale di Alessandro Buongiorno: quest’ultimo è divenuto ormai caposaldo della difesa di Juric e la possibilità di alternarsi con un compagno di analoghe qualità darebbe, indubbiamente, maggiori certezze alla squadra. I due, tra le altre cose coetanei, potrebbero dar vita a un’alternanza di prospettiva e, se e quando la new entry avrà raggiunto la giusta maturità, non è certo da escludere una coesistenza.
Altro fattore importante sarà sicuramente connesso all’esperienza di Rodriguez e Djidji, incaricati di plasmare e fortificare un innesto proveniente da tutt’altra realtà. Ultimo, ma non per importanza, il nome di David Zima, in netta crescita nella fase finale della scorsa stagione e candidato ad un posto da titolare come terzo a destra.
Difficile, se non impossibile, immaginare Hien come l’erede di Bremer: i margini di crescita appaiono abbondanti, ma sarebbe quantomeno coraggioso affidar lui una tale centralità in così poco tempo. Quest’ultima considerazione ne suggerisce un’altra, ossia l’esigenza per la società di Cairo di assicurarsi, quanto prima possibile, un altro centrale in grado di dar manforte a una posizione tanto delicata. Gli introiti derivanti dalla cessione del brasiliano dovrebbero attrezzare il Torino degli strumenti giusti per affondare un colpo congeniale alle richieste del tecnico croato.
Quel che è certo è che un nuovo talento sembra prossimo a sbarcare nel nostro campionato. La crescita esponenziale dell’ultimo periodo testimonia una notevole determinazione, fondamentale per un’eventuale consacrazione in Serie A. La sensazione è che sotto l’ala protettiva (ed edificante) di Juric possa affondare le radici un prospetto degno di attenzione. Dalla Svezia con furore, Isak Hien.