La seconda giovinezza di Ilkay Gundogan

single

Dopo la fragorosa vittoria in quel di Anfield Road di appena una settimana fa ai danni del Liverpool, finalmente un po’ tutti si sono accorti del fatto che il Manchester City sia ritornata silenziosamente la squadra più forte d’Inghilterra. Il 4-1 con il quale i Citizens hanno annichilito i campioni d’Inghilterra in carica è arrivato al termine di una gara controllata e dominata sotto tutti i punti di vista: nessun errore difensivo, atteggiamento sempre propositivo, trame  intelligenti ed efficaci e una conoscenza del gioco senza eguali. Pep Guardiola, dopo un’inizio di stagione piuttosto anonimo per i suoi standard, ha capito come rendere il suo City letale in ogni parte del campo.

E tra le sue invenzioni tecnico-tattiche c’è sicuramente quella di aver velocemente reso Ilkay Gundogan il giocatore più determinante della rosa, della Premier League e, al momento, anche d’Europa. Non sono fantasie, a parlare ci pensano i numeri. Dopo la doppietta di sabato contro il Tottenham di Mourinho, altro club che come il Liverpool sta vivendo una evidente fase di involuzione, Gundogan è salito al primo posto nella classifica dei marcatori dell’anno solare 2021 tra i cinque maggiori campionati europei. Anche meglio di Messi (9), En-Nesyri (7) e Suarez (7).

UNA NUOVA VITA

L’infortunio di Kevin De Bruyne ha obbligato Guardiola a trovare delle soluzioni alternative alla tecnica e alla facilità di passaggio del belga. E, paradossalmente, l’ipotesi più semplice era quella di andare a ripescare le qualità di un giocatore che in passato ha fatto benissimo. Al Borussia Dortmund Gundogan è stato per lungo tempo tra i centrocampisti più qualitativi d’Europa, con grande abilità nell’ultimo passaggio e una certa propensione al gol. Eppure in carriera Gundogan non ha mai fatto così bene. A 30 anni, con 11 reti stagionali, Ilkay Gundogan è il miglior marcatore del Man City, protagonista di quella che potremmo volgarmente chiamare la sua seconda giovinezza.

Merito, come detto, di Guardiola, in grado di vedere nel tedesco l’uomo adatto a rendere nuovamente competitivo ed efficace il City; ma soprattutto è grazie all’altissimo QI calcistico del centrocampista teutonico se oggi stiamo qui a parlare della formidabile annata di Gundogan.

“Puoi risolvere i problemi quando sei intelligente e lui lo è. Ecco perché è un giocatore di prima classe”

Guardiola ha messo Gundogan nelle condizioni di esprimere al meglio le sue qualità, dandogli ampie responsabilità in fase di rifinitura. La crescita del City sotto il profilo del gioco corale ha permesso, di conseguenza, a fare di Gundogan quel giocatore offensivo con compiti di inserimento, la vera arma in più del Manchester degli ultimi mesi, arrivato a sedici vittorie consecutive. Il tecnico catalano ha reimpostato la sua squadra attorno alle geometrie di Cancelo, diventato secondo regista a centrocampo, alla solidità difensiva della coppia difensiva Ruben Dias-Stones e all’estro offensivo di Sterling, Foden, Bernardo e, appunto, Gundogan. In un giocatore Guardiola ha trovato equilibrio tattico, creatività negli ultimi trenta metri, efficacia sotto porta. Proprio la sua incredibile vena realizzativa ha fatto la differenza. Nelle ultime 12 gare di Premier Gundogan ha messo a segno 10 reti; lo stesso numero di reti le aveva segnate nelle sue precedenti 82 partite.

DECISIVO

Le sue ultime quattro reti Gundogan le ha segnate contro Liverpool e Tottenham, due squadre direttamente impegnate nella lotta alla Champions League. Determinante e decisivo come non lo è mai stato, quantomeno nella sua esperienza inglese. Al City ha patito molto anche gli infortuni, che gli sono costati circa 45 partite. Oggi, invece, il tedesco è in forma smagliante e ne è la prova la super-performance contro il Liverpool. Ad Anfield Gundogan ha sbagliato un calcio di rigore nel corso del primo tempo. Un errore che avrebbe condizionato probabilmente tutti. E invece nella ripresa ecco la doppietta che ha fatto saltare il banco.

Le sue caratteristiche si sono esaltate anche contro gli Spurs. Gundogan, in questo ruolo così ibrido, è stato letteralmente immarcabile, come mostrato dall’imbarazzante atteggiamento difensivo di Davinson Sanchez in occasione del 3-0 del City. Con un lancio lungo Ederson ha trovato direttamente il numero 8 dei Citizens, in grado di controllare in maniera sublime e superare il centrale colombiano con una facilità disarmante. Il magic moment di Ilkay Gundogan pare non volersi fermare. Oggi il tedesco è il giocatore funzionalmente più importante della rosa. L’uomo più decisivo della squadra più forte.

(Fonte immagine in evidenza: mondosportivo.it)