“Dire che “la rosa della Juventus è scarsa” è una falsità, dire che ad oggi la squadra di Torino non è la favorita per lo Scudetto è invece corretto”.
Il 7 settembre 2023, a calciomercato concluso, scrivevo questo.
Mi immaginavo una stagione della Vecchia Signora abbastanza altalenante, quindi tutto sommato possiamo dire che ci siamo. Il problema, però, è che una distribuzione simile è a tratti preoccupante.
Un conto è non essere costanti per la stagione, un altro è fare metà anno con una media Scudetto e l’altra metà con una da retrocessione. Impossibile valutare la Juve in maniera positiva.
Il dito e la luna
D’accordo, gli obiettivi societari portano vantaggi economici. Alla Juve serve la qualificazione Champions per questo motivo, con la finale di Coppa Italia conquistata si andrà a giocare pure la Final Four di Supercoppa. Il Mondiale per Club era invece già stato archiviato grazie al Barcellona.
Dal punto di vista sportivo però, la sensazione è che i bianconeri siano una zattera in mezzo all’oceano che si muove soltanto tramite l’inerzia delle onde.
Senza remi non si va lontano, con una buona dose di fortuna si potrà arrivare su un’isola, forse qualche nave di passaggio ci potrà notare, ma la situazione non è comunque delle migliori.
Nella valutazione generale della stagione vanno presi in considerazione tutti gli episodi avvenuti durante l’anno.
Dall’overperforming della prima parte, all’underperforming attuale. Significa che alla fine dei conti hai fatto i tuoi punti? O forse che potevi farne di più o di meno? Ogni lettura è buona, dipende sempre dai punti di vista.
Una cosa però è certa: la Juve non è una squadra convincente.
Il tempo che passa
Vi ricordate di Juventus Empoli 0-1? Era la seconda partita di campionato dell’Allegri bis, la prima in casa dopo il pareggio per 2-2 ad Udine.
Chiellini e Max, a colloquio insieme, vengono ripresi dalle telecamere. “Questi sono, non è una squadra". Il capitano bianconero, amareggiato, evidenziava così i limiti del suo team.
Era il 28 agosto 2021, Cristiano Ronaldo aveva appena lasciato Torino per tornare a Manchester sponda United, sono passati quasi tre anni, ma l’analisi di Giorgio è e rimane sempre valida.
Ogni partita, per definizione, è incerta nel mondo del calcio. Troppe variabili, troppi giocatori, troppi episodi. Un termine corretto per descrivere i canonici 90 minuti più recupero è “imprevedibile”.
La Juve riesce nella titanica impresa di rendere ancora più imponderabili i match, a maggior ragione dopo aver pareggiato in casa, ancora una volta per un curioso scherzo del destino, proprio contro l’Empoli.
Da quel momento in poi la Vecchia Signora è diventata una squadra che può perdere contro quasi chiunque.
E lo sport?
Arrivare in Champions con cinque squadre italiane qualificate non sarebbe un’impresa, stiamo parlando di un quarto dei partecipanti al campionato italiano.
La Juve è insieme all’Inter la formazione con i costi di gestioni più alti e la società deve per forza di cose prendere in considerazione anche questo dato.
D’accordo non vincere, ma arrivare a venti punti dai campioni e collezionare solo due vittorie in A nelle ultime dodici partite è una disgrazia.
A fine anno l’obiettivo economico sarà centrato (a che costo?) ma a livello sportivo non si può dimenticare un netto calo dal punto di vista del rendimento.
Allegri in ogni conferenza stampa parla soltanto di obiettivi, sostituendosi di fatto ad un dirigente. Max però non è un direttore generale, non fa il mestiere di Scanavino, dovrebbe preoccuparsi di migliorare il rendimento della Juve che vive da tre stagioni un lungo e infinito flashback.
Sempre lontanissimi dai vincitori, sempre con pochi gol segnati, sempre qualificati ad una Coppa Europea.
Alla Juve però si è sempre detta una cosa: “vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”. Non significa dover sempre vincere, ma nemmeno far passare per positiva una terza stagione così, dove ancora una volta ci sono stati troppi bassi.
In attesa di una finale di Coppa Italia che potrà, almeno, dare un contentino. Vincere contro Gasperini però non sarà per nulla semplice (né scontato).