Mancano soltanto cinque partite alla fine della stagione 2023/24 della Juventus. Il pareggio del Bologna in trasferta contro il Torino aiuta e non poco la squadra di Massimiliano Allegri. Per la conquista aritmetica della zona Champions manca sempre meno e già domenica sera contro la Roma di De Rossi sarà possibile tagliare il traguardo. Però per farlo serve vincere, cosa mai banale e scontata soprattutto se si arriva da una media di un punto a partita nelle ultime 13 gare disputate.

TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA

Sfida a Dybala e compagni, la Salernitana in casa e poi nuovamente nella Capitale per la finale di Coppa Italia contro l’Atalanta.
Quando Thiago Motta e Allegri si affronteranno a Bologna, i bianconeri potrebbero essere già qualificati alla coppa più prestigiosa.
Con tutto il pessimismo possibile, mi aspetto di vedere una Juve scendere in campo al Dall’Ara con almeno 68 punti. 
Ironia della sorte, l’italo-brasiliano potrebbe cercare i punti decisivi proprio contro quella che sembra essere la sua futura squadra.
E proprio dopo la seconda trasferta a Roma nel giro di pochi giorni sarà possibile tirare le somme della stagione bianconera. Gasperini è l’ultimo e durissimo ostacolo tra una stagione con almeno un trofeo o il terzo anno consecutivo di zero titoli.
In Lazio, insomma, si decideranno le sorti di questo finale di stagione juventino.

NON SOLO MOTTA

Venerdì sera ho guardato con particolare attenzione il secondo tempo di Torino-Bologna. I rossoblù non hanno vinto e hanno addirittura rischiato di perdere la partita in più occasioni. La squadra ha però giocato ad altissima intensità, cercando di portare a casa il pieno risultato e lottando su ogni pallone.
Su tutti, spiccano le prestazioni dei due gioiellini Calafiori e Zirkzee. Il difensore italiano sembra il colpo più comodo per la Vecchia Signora: si parla di una valutazione intorno ai 25-30 milioni. Bremer potrebbe partire e i bianconeri dovranno allestire un reparto difensivo ormai troppo abituato a giocare con tre centrali.
L’attaccante olandese invece mi sembra un progetto troppo ambizioso al momento. Soprattutto se davanti non uscirà almeno uno tra Chiesa e Vlahovic. Il primo sembra vicino ad un accordo ponte fino al 2026, il secondo è una delle note più positive della stagione corrente. Senza dimenticare Yildiz e Soulé che stanno mostrando al mondo intero di poter giocare eccome a questi livelli.
Giuntoli deve aver seguito con particolare attenzione le partite del Bologna di quest’anno e il tecnico non sembra essere l’unico nome sul taccuino del dirigente.

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Luca Toselli