Jores Okore, Emre Mor, Andreas Skov Olsen. Questi tre nomi, seppur con storie e successi differenti, hanno un punto in comune: sono stati formati nel Nordsjælland, in una squadra tanto piccola quanto ambiziosa che sa lavorare con i giovani. I danesi, conosciuti ai più grazie alla partecipazione in Champions League del 2012, sono tra le squadre più giovani d’Europa: nell’ultimo match di campionato, trionfato per 2-0 contro l’Esbjerg, l’età media dell’undici titolare era di 22 anni, con ben quattro ragazzi nati nel nuovo millennio. Per capire al massimo il lavoro svolto a Farum negli ultimi anni, basta leggere il nome dello stadio ed informarsi sui progetti avviati dalla società, con un mix letale di formazione giovanile in patria e di sviluppo delle accademie e dei settori giovanili ben al di fuori d’Europa.

Cerimonia di diploma presso una delle sedi Right to Dream in Ghana.

RIGHT TO DREAM

Quello che un tempo era denominato Farum Park, dall’omonimo centro abitato della regione di Hovestadten, è diventato negli ultimi anni Right to Dream Park. Il nome nasce dall’organizzazione no-profit della quale il presidente del club, Tom Vernon, è proprietario. Right to Dream si occupa di creare e sviluppare accademie calcistiche in Africa, in particolare in Ghana. L’obiettivo principale è quello di dare un futuro a ragazzi nati in zone disagiate, permettendogli di formarsi accademicamente e sportivamente.

“Non sviluppiamo solo talenti d’élite, ma ci occupiamo anche di approcciarci in maniera tale da cambiare le loro vite in modo che possano cambiare quelle degli altri”

Isaac Addo, allenatore e professore RTD

Scuole calcio sparse per il Paese, tornei giovanili organizzati con ricerche effettuate su Google Maps per trovare comunità e campi da calcio: è così che parte la ricerca del talento. Successivamente, i migliori dell’accademia hanno la possibilità di vivere un esperienza all’estero, entrando a far parte dei professionisti, nel Nordsjælland FC. Un approccio diretto che negli ultimi anni sta dando i suoi frutti. Oltre a migliorare la vita di tanti ragazzini e ragazzine, i danesi hanno ampliato le loro possibilità di sviluppare giovani talenti, al di fuori della Danimarca e del loro vivaio, già ricco di qualità. Un modo nuovo che il calcio può sfruttare per aiutare chi sta peggio e per creare nuovi centri formativi che un giorno aiuteranno il club ad essere più grande. Qualcosa di più faticoso dello scouting tout-court, ma sicuramente più duraturo e strutturato.

Il Nordsjælland festeggia la prima vittoria stagionale.

LAVORO CONCRETO

Il lavoro messo in pratica dal 2016 ad oggi ha già portato i suoi frutti: ben sette giocatori ghanesi sono stabilmente in prima squadra, tutti sotto i 20 anni e provenienti da Right to Dream, che stanno davvero vivendo il loro sogno. La forza del Nordsjælland è stata quella di creare un nuovo bacino formativo senza perdere di vista quello già presente in patria: il resto degli under è di nazionalità danese, per una commistione culturale e sportiva tra le più detonanti degli ultimi anni. Ce lo dimostra la parabola ascendente di Andreas Skov Olsen, il danese neo acquisto del Bologna che presto metterà in atto questi precetti nel nostro campionato, mettendo in mostra la bontà della formazione in Danimarca.

CHI TENERE D’OCCHIO

L’attaccante ghanese Donsah

Nella vasta lista di giovani dalle belle speranze ce ne sono alcuni da tenere d’occhio particolarmente. In attacco, il 24enne Godsway Donsah, non “un primo pelo” per l’età media della squadra, sembra pronto a fare il salto di qualità. Così come i centrocampisti Magnus Andersen, Mikkel DamsgaardKudus Mohammed ed Abu Francis, classe 1999 il primo, 2000 gli altri due e 2001 l’ultimo. In difesa, nonostante sia il reparto più esperto della squadra, occhio al classe 1998 Abdul Mumin. Con un futuro così, Farum potrebbe essere presto pronta a riabbracciare le Coppe Europee.

 

 

 

foto tratte dal profilo instagram del Nordsjælland (@fcnordsjaelland) e di Right to Dream (@right2dream)

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Scritto da

Lorenzo Masi