Vi abbiamo parlato, esattamente una settimana fa, di un primo atto dovuto da parte del Milan. Il meritato riscatto di Simon Kjaer dal Siviglia, alla luce delle sue ottime prestazioni. Oggi, invece, a distanza di sette giorni ci troviamo di nuovo qui a discutere del secondo atto dovuto compiuto dai rossoneri: la conferma di Stefano Pioli sulla panchina del Diavolo per i prossimi due anni, a discapito di quello che sembrava un futuro già segnato, con Ralf Rangnick pronto a sedersi su quella, sempre scottante, poltrona. La notizia è arrivata ufficialmente nel post partita della gara vinta nella serata di ieri dal Milan, che ha battuto il Sassuolo per 1-2, con un comunicato diffuso direttamente dai rossoneri su tutti i propri canali.
Official Statement: Stefano Pioli ➡️ https://t.co/lQ0C6m5kwF
Comunicato Ufficiale: Stefano Pioli ➡️ https://t.co/NoAXco8SwV#SempreMilan pic.twitter.com/ZMvfsqWNbt— AC Milan (@acmilan) July 21, 2020
Se per Kjaer potevamo parlare di una meritata conferma, quella di Pioli, oltre che giusta, è anche necessaria. I risultati sul campo, in particolare quelli post lockdown, parlano da soli. Il tecnico emiliano è riuscito a ridare vita ad una squadra che sembrava totalmente spenta, dopo il disastroso inizio targato Giampaolo, per poi arrivare ad una certa continuità di risultati e di gioco che ha portato i rossoneri a conquistare la matematica qualificazioni all’Europa League. Può sembrare poco, rispetto a quelle che potevano essere le ambizioni di inizio stagione, con qualche proclamo, anche di troppo, su una possibile qualificazione in Champions League. Tuttavia, non è di certo poco risollevare una squadra, del tutto disastrata, mentalmente e sportivamente, come quella che erano i rossoneri nella prima parte di questa stagione. Così come non è poco arrivare a rivitalizzare calciatori che sembravano ormai persi in un limbo di mediocrità, fatto di tanti bassi e pochi alti.
Il merito, poi, come dicevamo, si estende al necessario. Necessario perché con una stagione che si chiuderà il due agosto, e che riprenderà, con una nuova, con ogni probabilità il 12 settembre, cambiare tutto in corsa, con solo poco più di un mese per lavorare senza pressioni dovute al campo, è davvero difficile. E allora il Milan ha scelto di accantonare l’idea di un ennesimo anno zero, puntando sulla continuità, quella di un signore che appena arrivato fu definito “normalizzatore”, ma che oggi è ben di più. Chiaramente, si può discutere, in senso negativo, sulle modalità con cui si è arrivati a questo verdetto, con tante frizioni e proclami, tra cui l’addio di Boban, dovuti ad una cattiva gestione, il cui protagonista è l’amministratore delegato Ivan Gazidis. Ma non è questo che vogliamo approfondire.

Ora, finalmente, Pioli è libero di lavorare anche guardando al futuro. Fonte immagine: profilo Instagram @acmilan.
Oltre ai risultati, l’impatto sui singoli
Vogliamo, invece, approfondire quello che Pioli sta rappresentando per i calciatori del Milan. Era già successo in passato che il gruppo rossonero si legasse particolarmente al proprio tecnico, e senza andare troppo indietro col tempo. Basti pensare, infatti, a Gennaro Gattuso, che la scorsa stagione ha sfiorato la qualificazione in Champions League, creando un gruppo compatto, affezionato e pronto ad andare in guerra per lui. Lo stesso sta accadendo quest’anno con l’allenatore ex Lazio e Inter, con modalità, però, diverse.
La rivoluzione di Pioli parte dal gioco e arriva ai singoli, fattore quest’ultimo che è mancato, in parte, con l’attuale guida del Napoli. I rossoneri, infatti, hanno ritrovato una certa confidenza in loro stessi e nelle proprie capacità che da tempo non si vedeva. Calciatori come Çalhanoğlu e Kessié, spesso criticati nelle annate passate dai tifosi, sono tornati a giocare ad alti livelli, con prestazioni sempre convincenti e, soprattutto, impattanti. Sono nove, infatti, i gol totali siglati dal turco in stagione, di cui soltanto uno sotto la guida di Giampaolo. Otto, invece, sono gli assist, tutti messi a referto con Pioli in panchina. Numeri impressionanti. Simile è anche la situazione del centrocampista ivoriano, che oltre alle tre reti messe a segno di recente, ha trovato nuovamente fiducia in se stesso, tornando a buonissimi livelli nella gestione dei contrasti in mezzo al campo, e migliorando anche dal punto di vista tecnico. Senza dimenticare anche Samu Castillejo, da oggetto misterioso e comparsa estemporanea sulla fascia rossonera si è preso la titolarità a suon di gol e ottime prestazioni.

Sostanza, gol e qualità. Il volto di Kessié in questo finale di campionato, con Stefano Pioli, è completamente diverso da quello che i tifosi rossoneri erano abituati a vedere. Fonte immagine: profilo Instagram @acmilan.
Ci sono, poi, i nuovi. Stiamo parlando, infatti, dei vari Rebić, Kjaer, Saelemaekers e, ovviamente, di Zlatan Ibrahimović. Tutti calciatori che si stanno rendendo protagonisti della gestione di Pioli e che stanno guidando il Milan verso un finale di stagione che, in termini di dignità, piuttosto che strettamente di risultati, nessuno si sarebbe aspettato.
Prospettive future: il Milan che verrà
Tra tre giornate la stagione del Milan e di Stefano Pioli verrà definitivamente messa in archivio. L’obiettivo è un quinto posto che garantirebbe l’accesso diretto in Europa League, senza passare dai sempre fastidiosi preliminari. Ma come cambiano le prospettive future con la conferma dell’attuale tecnico per i prossimi due anni? Come detto, si posiziona la squadra in un percorso di continuità, piuttosto che di netta rottura e cambiamento.
Questo percorso potrebbe portare, innanzitutto, alla permanenza di Ibrahimović, che sembrava piacevolmente sorpreso nell’apprendere la notizia sul proprio allenatore. Da sempre, infatti, lo svedese si è schierato tra i più assidui sostenitori di Pioli e, in attesa del fatidico incontro con la dirigenza rossonera, potrebbe davvero decidere di restare per un altro anno a Milano. Ci sarà, poi, il mercato. Qui è particolarmente complicato avanzare ipotesi, ma è probabile che sarà fortemente incentrato intorno alla richieste stesse che avanzerà il tecnico, visto anche lo stretto rapporto che lo lega soprattutto a Paolo Maldini, che a questo punto, così come Ibra, potrebbe restare.
Calma, professionalità, gruppo e gioco. Con questi fattori Pioli si è preso il Milan. La curiosità di tutti, ora, si sposta sulla prossima stagione.
(Fonte immagine di copertina: profilo Twitter @acmilan)