Nella Principessa Rana, storica favola russa non troppo conosciuta, il principe Ivan è costretto a sposare una rana. Essa però si rivelerà essere Vasilisa La Saggia, una bellissima ragazza dai poteri magici. Un po’ come nel caso del principe Ivan, anche il Levante Unión Deportiva, dai colori azzurro-granata, ha avuto un calciatore capace di cambiare le sorti. Il club è soprannominato da anni granota, “la rana” per l’appunto: esso è dovuto alla presenza di un vecchio acquitrino nel sottosuolo del suo stadio, il Ciudad de Valencia, che un tempo permetteva alle rane di sguazzarci durante le piogge. Oggi però, grazie al capitano José Luis Morales, gli “impantanamenti” sono ormai un ricordo lontano e la stabilità prevale sulle insidie che la Liga presenta ogni anno.
IL COMANDANTE
Soprannominato “Il Comandante” per via della sua esultanza, José Luis Morales ha sicuramente vissuto un ritardato splendore calcistico. Con i suoi 33 anni, è il calciatore più in voga del Levante ed uno dei più chiacchierati di tutta la Liga. Basicamente, Morales è un esterno offensivo, ma può agire in qualsiasi posizione offensiva, soprattutto sulle fasce: con le sue giocate, i suoi dribbling e le sue sgroppate ha permesso alla sua squadra non solo di raggiungere salvezze tranquille, ma anche di divertire il pubblico. Nato a Madrid, si forma calcisticamente nel sobborgo di Fuenlabrada, una realtà ben più complicata dei settori giovanili di Real o Atlético. A 24 anni, nel 2011, raggiunge l’Atlético Levante, ovvero la seconda squadra dei granota. Quella che oggi risulterebbe un’età “avanzata” per approdare in Liga si trasformerà invece nelle fortune del madrileno, che in due anni si fa notare dall’Eibar, che se lo fa prestare nell’estate 2013. Con 34 titolarità, 2671 minuti, 2 gol e 6 assist Morales diventa uno degli uomini più importanti per la storia promozione del 2013-2014.
Nonostante i 27 anni, il Levante decide di scommettere su di lui l’anno successivo: Morales diventa un perno della squadra ed un titolare fisso, anche se la retrocessione del 2016 lo riporta rapidamente in Segunda. “Il Levante è stato la squadra che ha scommesso su di me. Ho tanto affetto verso il club e la gente, tornare in Liga è sicuramente un sogno” dichiarava ad AS il giocatore nel 2017. E così è stato, perché negli anni le cifre, i gol pesanti e da ricordare sono stati sempre più. Il comandante non solo è stato garanzia di spettacolo e cifra tecnica, ma anche esempio di cultura sportiva ed attaccamento alla maglia.
GLI ANNI DI GLORIA
Il 2017-2018 ed il 2018-2019 sono in assoluto le sue annate migliori: 10 gol e 8 assist nel primo, 12 gol e 5 assist nel secondo, con ben 62 tiri, di cui il 35,5% in porta. Ne sono scaturiti due 15° posti per il Levante, con salvezze tranquille ed un pubblico in visibilio per quanto si vedeva in campo. Lo scorso anno, dopo un inizio folgorante, il calo psico-fisico della squadra ha influito sulle prestazioni del Comandante, con 4 gol e 4 assist. E se il vizio del gol non è mai mancato, quello di incidere nei derbi contro il Valencia è ormai peculiarità della casa: dal magico tiro a giro e gol vittoria del 2014 sino alla doppietta di due giorni fa durante la prima giornata, in cui Morales ha praticamente illuminato il primo tempo dei suoi facendo tremare il Mestalla.
Nonostante la sconfitta per 4-2, al Levante sono sicuri di una cosa: con un Morales in questo stato di grazia, la salvezza ed il divertimento al Ciudad de Valencia non saranno pensieri e sogni utopici.
Foto di copertina, profilo IG @fdefutbol.11