IL PAGELLONE DI EURO2024, LE NAZIONALI ELIMINATE AGLI OTTAVI - Il grande appuntamento dell'estate 2024, l'Europeo di scena in Germania, sta per volgere al termine. Il padrone del trofeo non è ancora noto, ma non manca molto per scoprirlo; basterà solo attendere il 14 luglio, e la capitale Berlino ci rivelerà quale nazionale succederà all'Italia sul trono d'Europa.
Ci sono state diverse sorprese e delusioni rispetto alle previsioni dei nastri di partenza; alcune formazioni che si pensava sarebbero state le Cenerentole della competizione, e invece hanno stupito tutti ribaltando ogni pronostico. Così come diverse compagini che si credevano “La Bella” di turno, e che invece si sono trasformate ne “La Bestia”, infrangendo i sogni dei propri tifosi.
Noi della redazione di Numero Diez abbiamo dato una valutazione complessiva ad ogni nazionale impegnata a EURO2024, tenendo conto del percorso all'interno del torneo e della posizione finale occupata. Ecco il pagellone di EURO2024, prendendo in considerazione le nazionali eliminate agli ottavi di finale.
IL PAGELLONE DI EURO2024 - LE NAZIONALI ELIMINATE AGLI OTTAVI DI FINALE
Georgia 7.5: la prima qualificazione nella storia ad un Europeo era già di per sé un impresa; l'approdo agli ottavi rappresenta un traguardo incredibile, per una nazionale che fino al 1992 non era neanche riconosciuta come tale da UEFA e FIFA. La Georgia ha un'identità ben precisa: è una formazione quadrata e ben messa in campo, che si affida ai miracoli di Mamardashvili e all'estro e ai colpi del tandem offensivo Mikautadze-Kvaratskhelia. EURO2024 è stato un percorso di crescita graduale: dapprima la sconfitta per mano della Turchia, necessaria per fare uno step di consapevolezza in più nei propri mezzi. Il pareggio con la Repubblica Ceca è servito invece per riaccendere gli animi sopiti. E per ultimo il capolavoro: il 2-0 sul Portogallo è un mix di cinismo e resilienza, che porta i Rossocrociati ad un passaggio del turno che ha del miracoloso. Il pesante punteggio finale con la Spagna (4-1) non conta più di tanto: l'ottavo di finale era più un premio per il cammino che una concreta possibilità di riuscita, anche se a de la Fuente e compagnia si era messa una certa paura dopo il vantaggio iniziale della nazionale di Sagnol.
Danimarca 6: un Europeo senza troppi alti, ma nemmeno con troppi bassi: in gergo diremmo: "senza infamia e senza lode". Se facciamo la somma vettoriale delle forze, esce come risultante una linea retta: rappresentazione perfetta del percorso piatto ed equilibrato della Danimarca. Nel Girone C la Dinamite danese conquista tre onestissimi pareggi, che valgono il passaggio del turno come seconda forza. L'avversario agli ottavi è proibitivo: la Germania, oltre ad essere padrona di casa, è un meccanismo ben oliato e armonioso. Sotto il diluvio di Dortmund perdono 2-0, ma resterà per sempre il dubbio su cosa sarebbe potuto accadere se Andersen fosse stato in gioco, invece che di poco al di là dell'ultimo difensore tedesco, in occasione della rete del momentaneo vantaggio danese, poi annullata con l'ausilio del VAR. Non lo sapremo mai, a meno che in un futuro prossimo non inventino la macchina del tempo.
Slovenia 8: con tutta probabilità, è già pronta una statua in onore del CT Kek nella capitale Lubiana. La Slovenia a EURO2024 ha fatto la storia: alla seconda partecipazione in assoluto stabilisce un primato mai neanche sognato, approdando alla fase finale. Quello che stupisce di più è che non è nemmeno frutto del caso: la Reprezentanca pareggia e convince nel Gruppo C, che è tutto ciò che basta per passare agli ottavi di finale come miglior terza. Il coronamento di un girone disputato giocando alla pari con tutte è il bloccare sullo 0-0 la più quotata Inghilterra, nella quale il solo Bellingham vale di più dell'intera selezione slovena (dati Transfermarkt). Agli ottavi il Portogallo vede i fantasmi contro di loro: dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari, Oblak ipnotizza Ronaldo dal dischetto ai supplementari e porta la sfida ai calci di rigore. Solo un super Diogo Costa in versione Dibu Martinez regala la qualificazione ai lusitani. E chissà cosa sarebbe potuto succedere se solo Sesko avesse avuto la freddezza di segnare a tu per tu con il portiere al 115'…
Belgio 5: le tre parole più corrette per descrivere l'Europeo del Belgio è: "sotto le attese". La polveriera si scatena ancora prima di iniziare: Tedesco esclude Courtois dai convocati per motivi fisici concordati, poi smentiti dal diretto interessato, e porta in Germania 25 giocatori invece di 26 per "questioni di spirito di gruppo". Sorteggiati in un Gruppo E sulla carta più che abbordabile, il Belgio si scontra da subito contro la dura realtà: Schranz sigla l'1-0 per la Slovacchia, che lo mantiene stoicamente sino alla fine. La vittoria per 2-0 con la Romania era un obbligo, ma la prestazione non entusiasma. L'emblema che racchiude in sé l'essenza belga del torneo è il pareggio della paura contro l'Ucraina (0-0) all'ultima giornata, che permette ai Diavoli Rossi di passare alla fase successiva con il triplo delle difficoltà messe in preventivo alla vigilia. Con la Francia, malgrado la sconfitta, non sfigurano, è vero; probabilmente però non per meriti propri, ma perché i Galletti non sono per nulla nel loro miglior momento di forma. La decisione di utilizzare con il contagocce Openda e Bakayoko, due dei crack più in forma in stagione, è francamente incomprensibile, così come il continuare imperterrito a puntare su uno spento e sfortunato Lukaku.
Romania 7: la sorpresa, che scombussola subito gli equilibri del Girone E, viene servita già alla prima giornata: malgrado i pronostici la dessero come sfavorita, la Romania rifila uno scioccante 3-0 all'Ucraina. Rimarrà l'unico exploit del torneo per i Tricolorii: nella gara successiva si ristabilisce la monotonia, e il Belgio liquida 2-0 la formazione di Iordanescu. Per qualificarsi agli ottavi il minimo indispensabile è pareggiare con la Slovacchia; così accade, con l'1-1 finale che porta entrambe le nazionali a braccetto alla fase successiva. La dea della Vittoria è stanca: ci sono già stati troppi avvenimenti fuori dall'ordinario durante i gironi di EURO2024, dunque decide di chiudere “i rubinetti dello stupore” per un po'. La Romania, senza questo fondamentale appoggio, è perduta: l'Olanda sente odore di cadavere e ci si fionda come un avvoltoio, firmando un 3-0 senza storia. Rimane comunque il merito di aver passato il Gruppo E da prima in classifica, quando i bookmakers la pronosticavano tutti come ultimissima.
Austria 7: bisogna ammetterlo, dopo le prime tre partite disputate in maniera così convincente, ci aspettavamo di più dalla selezione di Rangnick nella fase finale. Erano bastate le due spumeggianti vittorie con Polonia e Olanda (rispettivamente per 3-1 e 3-2) a farci innamorare del Das Team: la filosofia del gegenpressing aveva ormai fatto breccia nel nostro cuore, oltre che nelle difese degli avversari. A rendere ancora più potente questa cotta di mezza estate per noi italiani ci ha pensato Marcel Sabitzer, che in un colpo solo ha messo dietro di sé in classifica la Francia e l'ha tolta di conseguenza dalla parte del tabellone degli Azzurri. Era già apparecchiata la consacrazione: restava solo da liberarsi dell'ostacolo Turchia per approdare ai quarti di finale, traguardo storico per l'Austria. E invece gli uomini di Rangnick cascano sul più bello, nel momento decisivo: Demiral e Günok impacchettano e spediscono la delusione via posta, destinazione Vienna. Rimane il rammarico perché probabilmente ci vorrà tanto tempo prima che un'altra selezione austriaca raggiunga questo tipo di prestazioni e risultati.
Slovacchia 7.5: la Slovacchia a EURO2024 è arrivata ad un passo dal “toccare il cielo con un dito”. Una nazionale modesta nei nomi (sulla carta), ma con il cuore grande: questa è la carta d'identità della formazione di Calzona. Il primo passo verso il Paradiso viene compiuto all'esordio: l'1-0 contro il Belgio è un concentrato di pragmatismo e fortuna (due i gol annullati ai Diavoli Rossi). Dopo la sconfitta contro l'Ucraina, basta il pareggio per 1-1 contro la Romania per agguantare gli ottavi di finale. È qua che il dito arriva ad un centimetro dal cielo: il goleador che non ti aspetti, Schranz (3 reti totali a EURO2024), porta in vantaggio i Falchi contro l'Inghilterra vice-campione d'Europa. Il risultato rimane tale fino al 90'+5', è quasi fatta. L'unico fattore non considerato è che tra le fila degli inglesi milita un certo Jude Bellingham, che in zona Cesarini ha la calamita per i palloni pesanti: il numero 10 fa 1-1 in sforbiciata all'ultimo respiro. Da questo momento in poi si spegne la luce: Kane fa 2-1 ed elimina la Slovacchia, ad un passo dal sogno quarti di finale.
Italia 4: EURO2024 è stata l'ennesima Caporetto del recente passato della nazionale italiana. Il CT Luciano Spalletti veste perfettamente i panni del famigerato generale Luigi Cadorna: l'Italia totalizza gravi insufficienze da ogni parte, partendo dai dettami di gioco mal recepiti e concludendo con un pressing offensivo quanto il ChievoVerona dei tempi d'oro. D'altronde se è vero il detto “il buongiorno si vede dal mattino”, allora qualche campanello di allarme doveva suonare dopo il primo minuto di Italia-Albania, con il regalo e gentile omaggio di Dimarco per Bajrami. La Spagna disegna vero calcio contro gli Azzurri, che escono frastornati come se avessero appena terminato un giro sulle montagne russe. All'ultima giornata, con due risultati su tre a disposizione, l'Italia rischia di fare lo stesso la frittata; la baracca viene salvata dal solito Gigio Donnarumma (il migliore della spedizione a mani basse) e dal lampo estemporaneo di Zaccagni al 90'+9'. Il pericolo scampato non serve di lezione: Spalletti mette in campo l'ennesima formazione sperimentale, e la Svizzera ci va a nozze come se fosse Il boss delle cerimonie. Il 2-0 finale supera di grado le umiliazioni impartiteci da Svezia e Macedonia del Nord. Altra nota stonata le zero reti totalizzate dai nostri attaccanti: già il solo pensare a Balotelli con nostalgia fa capire il livello dei centravanti azzurri dal 2010 in avanti.