La Roma cade tra le mura di casa e lascia i 3 punti nelle mani di un'Inter poco brillante ma molto pragmatica. La formazione di Juric non concretizza una prestazione positiva e si perde nel finale a causa di diversi errori superficiali, Inzaghi sorride e ottiene il massimo risultato con il minimo sforzo. Ecco le pagelle del match offerte da NumeroDiez direttamente dalla tribuna stampa.
LE PAGELLE DELLA ROMA
Svilar 6.5: para tutto il parabile, ha dei riflessi sensazionali e un uscita bassa impressionante. Salva molte volte il risultato e non ha colpe sul gol di Lautaro: la botta ravvicinata lo fulmina e gonfia la rete. SEMPRE MOLTO BENE.
Mancini 6: gestisce bene l'impeto offensivo nerazzurro, ha buoni tempi d'intervento e si fa sentire con decisione sulle protezioni spalle alla porta di Thuram. Nel secondo tempo, anche per stanchezza, cala di concentrazione e diventa troppo irruento: regalare calci piazzati a una squadra come l'Inter non è mai una buona idea. GRINTOSO, ANCHE TROPPO.
N'Dicka 6.5: Nella prima metà di gara è eccezionale. Veloce, preciso, sbaglia poco o nulla e tiene compatta la linea a 3 della Roma. Juric è solito responsabilizzare un centrale mettendolo al centro del progetto difensivo, dopo Bremer e Buongiorno la nuova creatura del tecnico croato può essere proprio l'ivoriano. PROGETTO EVAN.
Angelino 6: il suo abbassamento a braccetto fa storcere parecchi nasi, lui sbaglia poco. Vista la prestazione di Zalewski forse lo si poteva sfruttare meglio nella linea a 4 del centrocampo. BLOCCATO (dal 77' Hermoso sv)
Celik 5: Dimarco batte forte, il turco alla lunga si spezza. Sbaglia tutto in occasione del gol di Lautaro, il liscio in area è l'ultima di una lunga serie di disattenzioni costate molto care alla Roma. NON A LIVELLO.
Kone 5.5: la battaglia di centrocampo lo vede impegnato in rapide sequenze di duelli fisici ad alta intensità: tiene alti i giri e non si fa mettere in mezzo dal possesso interista. I problemi escono quando invece la palla ce l'ha lui: gestioni leggere e troppo imprecise. SPIGOLOSO IN TUTTI I SENSI (dal 52' Pisilli 6: entra in campo e si fa risucchiare dal caos presente in campo. Cerca di giostrarsi nella corrente ma finisce per smarrirsi. CI PROVA).
Cristante 4.5: la partita dell'Olimpico dimostra la sua incompatibilità con la figura del regista. Lento nei pensieri e nell'esecuzione, nel primo tempo perde troppi possessi e rischia di combinarla grossa con uno sgambetto non segnalato ai danni di Thuram. FUORI LUOGO (dal 77' Le Fee sv)
Zalewski 4: è prevedibile nelle scelte, quando riesce a rientrare sul destro non aggiunge pericolosità e delega a compagni più arretrati. Dal suo goffo errore nasce l'occasione con cui l'Inter passa in vantaggio. Avere un laterale che non raggiunge mai il fondo è limitante, averne uno in queste condizioni è deleterio. MALE (dal 70' Baldanzi 6: cerca di dare una spinta alla manovra offensiva giallorossa, il suo dinamismo non è accompagnato dai compagni. Finisce per strafare. ENERGIA DISPERSA).
Dybala 6: Juric cerca di non dare punti di riferimento all'Inter consegnando alla Joya le chiavi del primo possesso. Il suo abbassamento fluidifica il fraseggio dietro ma abbassa il potenziale offensivo davanti: è un compromesso sensato ma doloroso. IL PATTO DI PAULO.
Pellegrini 6: lo cerca, lo vuole, ne ha bisogno: la ricerca del gol di Pellegrini si scontra con la sua poca freddezza sotto porta. Gioca una partita di sacrificio ma quando c'è da raccogliere i frutti non risponde presente. MOMENTO NO.
Dovbyk 6.5: già nei primi minuti da del filo da torcere ad Acerbi e non si fa oscurare, anzi. Con l'ingresso in campo di De Vrij acquista fiducia e fa tutto quello che ci si aspetta da lui in una partita del genere. TOSTO.
All. Juric 6: molto difficile valutare l'operato dell'allenatore. L'idea di arretrare Dybala è intelligente e porta i suoi frutti, le sue speranze di farla da padrone contro l'Inter sono sintomo di grande consapevolezza. A questa Roma però serve un cambio di rotta forte che forse non può provenire solo da lui, il gomitolo dei problemi giallorossi è veramente difficile da districare. INZAGHI BESTIA NERA.
LE PAGELLE DELL’INTER
Sommer 5.5: rischia la papera su un cross teso di Pellegrini, il palo lo salva. La Roma crea tanto ma poi nel concreto lo impiega poco. Attento nel finale su Soulè a deviare lateralmente e scongiurare il tap-in. GRAZIATO.
Pavard 6: la spinta offensiva si concentra sulla catena opposta alla sua, di fatto tocca poco la palla. Bravo a scalare nelle uscite centrali di De Vrij e attento in quelle poche occasioni che invocano il suo intervento. SUFFICIENTE.
Acerbi 6: la sua gara dura solamente pochi minuti in cui non sfigura (dal 26' De Vrij 6: soffre molto la figura di Dovbyk ma con del lavoro sporco riesce ad arginare l'ucraino, è una seconda linea da big. AFFIDABILE).
Bastoni 6.5: regge bene i duelli e detta il ritmo delle (poche) costruzioni dell'Inter. In una partita di sacrificio lui non va mai in sofferenza, pregevole il dribbling su Dybala. ELE/ARRO-GANTE (dal 70' Bisseck 6: attento e preciso, non fa rimpiangere il collega di reparto. BENE).
Darmian 6: non domina la fascia ma concede poco in fase difensiva. La staffetta con Dumfries garantisce solidità e ritmo per tutti i 90'. DURO (dal 70' Dumfries 6: entra in campo e ara la fascia destra. Sfiora il gol in due occasioni, solo un miracoloso Svilar gli nega la gioia del gol. SUPER-SUB).
Barella 6: il centrocampo dell'Inter è stato il reparto meno coinvolto di tutta la partita. Poco possesso ma tanto lavoro di filtraggio: il numero 23 in generale non commette grandi errori, da uno come lui però ci si aspetta di più. PASSIVO.
Calhanoglu sv ( dal 12' Frattesi 6: ha tempo e spazio per impattare anche in campionato, non sfrutta a pieno l'occasione e interrompe la striscia realizzativa. Da un giocatore esplosivo e dinamico come lui ci si aspetta maggior apporto offensivo. FRENO TIRATO).
Mkhitaryan 6.5: sfiora il golazo con un tiro di collo che si stampa sulla traversa. Morde le caviglie dei centrocampisti giallorossi e impedisce che la Roma trovi linee limpide con cui connettersi a Dovbyk, è la dimostrazione empirica che su può essere dominanti senza essere colossi. TAPPABUCHI.
Dimarco 6: se esce dal campo come vincitore del duello sulla fascia sinistra è più per demeriti romanisti che per meriti suoi. L'Inter tiene poco il possesso e il laterale ha poche occasioni per sfoggiare il proprio sinistro, buono il lavoro sulle diagonali. CONTROFFENSIVA.
Lautaro 7: sfrutta l'unica occasione che la partita dell'Olimpico gli offre come sanno fare i veri goleador: la pericolosità di un'Inter non certo perfetta sta proprio nelle caratteristiche di giocatori come lui. EL TORO (dal 70' Correa 5.5: la Roma nel finale si allunga e concede molti spazi, l'argentino non li sfrutta e manca un'occasione per tornare sotto i riflettori. IN OMBRA).
Thuram 6: il francese porta a casa una prestazione dignitosa ma non brillante. In alcune occasioni non sfrutta gli spazi offerti dalla Roma in contropiede e sotto porta non attiva il killer instinct che si è visto in altre situazioni. Bravo comunque a tenere alta la squadra e a fare costante pressione sui possessi di Svilar. ATTIVO.
All. Inzaghi 6.5: l'Inter porta a casa il massimo risultato con il minimo sforzo. Tanta attenzione in difesa e la giusta dose di cattiveria sotto porta: le grandi squadre sanno vincere partite anche in questo modo. CON LE BUONE O CON LE CATTIVE.