Il Palermo, con l'ingresso a gamba tesa del City Group nella storia societaria, ha notevolmente alzato l'asticella a livello di ambizioni. Da un lato, l'obiettivo è la rinascita sportiva, con il ritorno in Serie A grazie anche a importanti colpi di calciomercato (di cui Audero e Pohjanpalo a gennaio). Dall'altro, vi sono tanti altri margini di miglioramento per il club rosanero: cura del settore giovanile, sviluppo dei centri di allenamento e restauro dello stadio per garantire strutture ad alto livello di efficienza. Su quest'ultimo punto si è espresso anche Giardini, a.d. del club, che ha sottolineato l'obiettivo di far rientrare lo Stadio Renzo Barbera tra le strutture capaci di ospitare i match di Euro2032. Per rendere possibile questo progetto, però, vi è bisogno del rinnovo della convenzione tra il Palermo FC e il Comune del capoluogo siciliano.
Nonostante la candidatura per i campionati europei scada a fine mese di marzo, tuttavia, l'amministrazione urbana non ha affatto gradito la dura presa di posizione del Palermo. Infatti, il sindaco Lagalla ha espresso il suo disappunto, come sottolineato dalle dichiarazioni di Giulio Tantillo, presidente del Consiglio Comunale. Di seguito riportate le sue parole, riportate da Stadionews.it.
LE PAROLE DI TANTILLO
“Le tempistiche le dettiamo noi. Siamo in piena sessione di bilancio, che è una priorità per la città, ma inseriremo pure la questione dello stadio che è altrettanto importante. Siamo entrati nel vivo della trattativa, ma il Consiglio Comunale non può farsi imporre le scadenze dall’esterno. Concluderemo nei tempi che saranno necessari. L’iter partirà da quando il documento definitivo sarà sottoposto all’assemblea e quindi dovrà passare dalle commissioni per l’esame del testo. Serviranno almeno una decina di giorni per questo passaggio, poi deciderò se portarlo avanti con una procedura d’urgenza”.
Di certo l'interesse comune è di portare prestigio, sia sportivo che turistico, al capoluogo della Sicilia. Tuttavia, l'aria è molto pesante e ci sarà bisogno di acque più tranquille per concludere la prassi in maniera pacifica.