La rotonda vittoria del Lille sul Paris Saint Germain, per 5-1, ha rappresentato qualcosa di storico per molteplici ragioni: oltre ad aver rinviato i festeggiamenti scudetto dei parigini, che festeggeranno di fronte ai propri tifosi, i dogues hanno rotto un incantesimo lungo 19 anni, quando la squadra capitolina subì l’ultima manita della sua storia, nelle Ardenne.
AMARCORD
Il precedente del 2 dicembre 2000 fa ancora più risonanza perché tratta di una storica decaduta del calcio francese, quel Club Sportif Sedan Ardennes che a fine anni novanta primeggiava in Division 1 dopo un’ascesa miracolosa: quell’anno, il 2000/2001, il club ritrovava la massima divisione del calcio francese dopo 25 anni di assenza contro un Paris Saint-Germain in piena crisi di risultati, che terminò la stagione al 9° posto lottando fino alla fine per non retrocedere. Era la Parigi di Éric Rabésandratana, Sylvain Distin, Stéphane Dalmat e Christian Corrêa, la stessa rimasta orfana di Nicolas Anelka, partito all’Arsenal a 17 anni per 33 milioni di franchi. Quando il PSG vendeva, e non poteva fare altro, per rimanere in vita. Dall’altra parte invece, una squadra che si qualificherà poi per la Coppa Uefa del 2001 grazie alle giocate di Pius N’Diefi, ed a giocatori semi sconosciuti come Nicolas Sachy, Olivier Quint, Cédric Mionnet o Luis Satorra.
PARTITA E SIMILITUDINI
Il 5-1 finale fu un mix di velocità, verticalità e freddezza davanti la porta: se quest’oggi incensiamo le doti da finisseur e dribblatore di Nicolas Pepe, il gioiellino del Lille pronto al grandissimo salto europeo, ai tempi si rimaneva esterrefatti per le sgroppate ed i gol di N’Diefi, camerunense due volte campione d’Africa e finalista di Confederations Cup, autore di una storica tripletta al Louis Dugauguez di Sedan in quella partita. Colui che girava in smart a tinte rossoverdi per motivi di sponsorizzazione.
Al tabellino si aggiunsero anche i gol di Moussa N’Diaye ed il promettente Cédric Mionnet, mentre per i parigini fu compito di Laurent Robert limitare i danni nonostante poi il coach di quei tempi, Philippe Bergeroo, sarà esonerato proprio per la figuraccia.
E, seppur questa sconfitta, giunta 19 anni dopo, sarà indolore e non costerà il posto a Thomas Tuchel, è di stile e personalità che Kylian Mbappé ha tenuto a parlare subito dopo la partita: “Si può perdere una partita, non è un problema, ma è la perdita di personalità la cosa più preoccupante”, riferendosi a come i suoi abbiano mollato la presa dopo il 3-1. Per una notte fugace, Parigi ha quindi rivisto gli anni più bui della sua storia, quelli che però alcuni tifosi rivivranno con un pizzico di nostalgia, dovuto ad una squadra ed una società che, per un altro anno, non sono state capaci, un po’ per demerito ed un po’ per sfortuna, a far gioire i tifosi con un trionfo “capitale”.
MA DOV’È FINITO IL SEDAN?
Della storica squadra degli anni 2000 è rimasto molto poco: ad oggi, il Sedan naviga a vista in National 2 (la nostra Serie D), dopo aver subito un fallimento nel 2013. La squadra infatti, dopo tre fantastici anni in Ligue 1 (fino al 2003), era tornata in cadetteria, ritrovando però la promozione nel 2006. Quello che sembrava un ritorno stabile si rivelò invece un’esperienza volatile, dato che nel 2007 il club tornò in Ligue 2 rendendo di fatto vani tutti gli sforzi fatti ad inizio secolo per rendere la società moderna ed alla pari dei grossi club. E nonostante un movimento giovanile sempre in fermento, fu proprio la mancanza di risorse e partner forti a livello economico a rendere i rossoverdi un club di prima fascia, segno dei tempi e del calcio che stava mutando in macchina da soldi.
Così, l’unico sussulto è arrivato con l’acquisto dei fratelli Dubois nel 2013 e con l’immediata risalita tra in CFA (quarta divisione) dalla CFA2 (quinta). Nel 2015, la risalita tra i professionisti, in National (Serie C), aveva fatto pensare ad un ritorno sontuoso, cancellato poi dalla discesa del 2017. Ed uno stadio diventato ormai un fantasma del passato, silenzioso e poco affollato. I tempi dei boati contro il Paris Saint Germain sono lontani anni luce.