Il legame tra tifosi e squadra è parte dell’essenza del Calcio più pura. Nelle sconfitte e nelle vittorie il tifoso sarà sempre a soffrire per la sua squadra e a seguirla in qualsiasi categoria.
Ma c’è una storia che rappresenta la massima espressione di questo legame: quella dell’union di Berlino.
UNITI FINO ALLE GUERRE
L’Union nasce nel 1906, per staccarsi dall’omonima 92 nel 1909 e raggiungere la prima divisione nel 1914, quando il 60% dei tesserati viene chiamato alle armi per la Germania nella Grande Guerra e i 4/5 di essi morirono in battaglia. Ma dopo la guerra, nel 1920, arriva la prima partecipazione alle finali nazionali. L’Union diventa un punto fermo della comunità che in anni di estrema crisi trova nel calcio conforto. Nel 1923 sfiorano la vittoria, perdendo in finale 0-3 con l’HSV. Ma sono gli anni seguenti, con la squadra a metà classifica, che vedono la formazione degli Eisern Union (unione di ferro), il gruppo più folto dei tifosi della squadra.
L’arrivo del nazismo coincide con il periodo d’oro, arrivando alla retrocessione nel 1935, risalendo quindi con l’inizio della guerra e qualificandosi alla fase finale del campionato 1944, in una Germania ormai devastata dal conflitto. Dopo che gli alleati smantellarono tutte le associazioni sportive l’Union rinasce come l’Oberschoneweide.
Successivamente la divisione di Berlino, con i Sovietici che consentono il ritorno al nome Union e molti giocatori scapparono ad Ovest, iniziando quindi un periodo di continue rifondazioni che portarono i tifosi a seguire l’Union dell’Ovest, nato dai giocatori fuggiti dalla zona sovietica, che risiedeva stabilmente in prima divisione mentre ad Est si cambiava un nome al mese, in balia delle decisioni dei governatori.
Fino a quando, passata questa crisi, arriva il successo nella Coppa Nazionale, il maggiore nella storia della squadra. La partecipazione alla Coppa delle Coppe però venne annullata dagli eventi della primavera di Praga.
2 anni dopo, da neopromossa raggiunge il quinto posto, il più alto nella sua storia. Però, l’affiliazione alla Stasi, la polizia governativa, della Dynamo, l’altra squadra di Berlino, porta una redistribuzione dei centri sportivi estremamente sfavorevole per l’Union, che ottiene solo 8 campi a confronto dei 36 della Dynamo.
Inizia così una crisi tamponata dall’arrivo del tecnico Heinz Werner, con cui arriva la sorprendente vittoria contro la Dynamo nel ’77, che rafforzò la popolarità della squadra, tra i non-sostenitori delle forze governative, diventando un gesto di dissidenza verso il regime, che iniziò a controllare rigidamente la squadra. Dopo la retrocessione dell’82, iniziò una crisi interrotta da sporadiche apparizioni in prima serie, fino alla caduta del Muro.
UNA QUESTIONE DI SANGUE
I primi anni di Germania riunita portarono a una condizione finanziaria sempre più insostenibile, fino all’esclusione dai campionati professionistici del ’97 e il fallimento scongiurato dopo un corteo di 5000 tifosi che bloccò Berlino invocando nuovi investitori. A salvare la squadra furono una sponsorizzazione con Nike e l’arrivo della società.
Ma nel 2000, l’incubo fallimento venne sventato da un fondo popolare di 1,50 milioni di euro.
La città si mobilitò per salvare l’Union, anche i tifosi dell’Herta si impegnarono nella ricerca di soldi, alcuni vendetterò beni personali per partecipare e molti donarono il sangue per ricevere risorse da investire per salvare il club.
Nel 2006, finalmente la situazione finanziaria tornò stabile e 13 anni dopo, guidata dal Tecnico Urs Fischer, raggiunge la Bundesliga. Tornano cosiì in prima divisione per la prima volta dal crollo del Muro, battendo lo Stoccarda nello spareggio decisivo. La prima stagione, impeziosita da alcuni successi come il 3-1 al Borussia Dortmund, termina con una tranquilla salvezza.
In questa stagione, l’Union punta in alto. È infatti dopo 10 partite è in piena lotta nelle zone europee, avendo fermato anche il Bayern. Trascinata da giocatori rinati, come Kruse, tornato dalla Turchia, o Loris Karius, sparito dai radar dopo la famosa finale di Champions 2018.
Dopo due decenni di sofferenze, gli Eisern Union possono finalmente godersi una squadra ai vertici. E i problemi finanziari, ora, sono soltanto un lontano ricordo.
(Fonte immagine di copertina: sito intenet jzsportnews)