Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, ha consegnato il suo pensiero all'editoriale pubblicato sulle pagine dello stesso giornale. Argomento della sua riflessione è stata Juventus-Milan, gara di cartello della 34ª giornata di campionato. Ma che ha visto due squadre spente, scialbe, forse già mentalmente proiettate sulla post-season e con due allenatori che sembrano condannati all'esonero. Uno 0-0 che ha concesso davvero poche emozioni, se non qualche fiammata sparsa e l'ottima prestazione di Sportiello, che ha sostituito in extremis Mike Maignan.
Il giudizio di Zazzaroni riflette proprio questo andamento del match, che ha riservato poche sorprese ma, anzi, molta delusione negli spettatori.
LE PAROLE DI ZAZZARONI
“Martedì la Juve ha giocato piuttosto male, ma con una rete casuale all’83’ ha tolto la finale di Coppa Italia alla Lazio che l’avrebbe meritata. Ieri ha messo sotto il Milan, specie nella ripresa, ma non ha trovato il gol, ha ottenuto un solo punto e adesso rischia addirittura il terzo posto: sente il fiato del Bologna di Thiago Motta. Tra un paio d’ore qualcuno si ricorderà della prestazione della squadra di Allegri? Ho i miei dubbi. In questi giorni ho però sentito commenti positivi sulla prova dei bianconeri all’Olimpico: il risultato droga i cervelli, anche i più sani. Juve-Milan è stata la partita-sintesi dei nostri paradossi e pregiudizi culturali: si sono affrontati due grandi professionsti travolti dallo stesso destino (nell’oscuro mare delle emergenze economiche) pur se per motivi diametralmente opposti. Alla fine Allegri pagherà l’ordinarietà di questa Juve, non i risultati (lo scudetto con Gatti, Weah, Kostic, Locatelli, Iling-Junior e Alex Sandro non sarebbe riuscito nemmeno a David Copperfield): Max ha infatti portato a casa tutto quello che gli era stato chiesto in estate dall’Azienda; Pioli perderà il posto per i risultati, non per il gioco che è stato a lungo tra i più brillanti del campionato".