PAGELLE FIORENTINA-basilea – Assurdo quanto accaduto all’Artemio Franchi questa sera. La Fiorentina, in controllo per più di metà gara, cade in casa per 1-2 sotto i colpi del Basilea. Decisive le reti di Diouf e, nel recupero, di Amdouni, che rispondono all’iniziale vantaggio dell’ex Cabral.
Primo tempo di ordinaria amministrazione per i ragazzi di Vincenzo Italiano, che tengono il campo con tecnica e attenzione. Dopo soli 6 minuti, però, il pallone in porta lo mette Augustin, la cui gioia rimane però strozzata in gola per il fuorigioco di Amdouni. A sbloccarla, quindi, è proprio Arthur Cabral, ex di giornata, che sfrutta una sponda di Martinez Quarta e buca Hirtz.
La ripresa, invece, assume tutt’altri colori. La squadra di Vogel inizia a giocare, alza i giri del motore e sfrutta un calo, fisico e mentale, della Fiorentina. Prima i due errori di Amrabat e Martinez Quarta, poi l’ingenuità di Mandragora che prima regala il calcio di punizione e poi rimane piantato. In Svizzera ora ci sarà da sudare, ma la qualificazione, in ogni caso, rimane ampiamente in mano alla squadra gigliata.
FIORENTINA
Terracciano 6: miracoloso nel primo tempo, quando salva una conclusione a botta sicura di Diouf. Lo stesso Diouf, poi, lo infila con un precisissimo sinistro su cui il classe ’90 poteva forse fare di più. Incolpevole, invece, sulla rete di Amdouni.
Dodo 6: il solito treno. Attacca, ripiega, si sovrappone, sempre sgasando senza problemi. La ripresa del brasiliano, però, suona tutt’altra musica, che lo vede sempre a rincorrere gli sprint avversari.
Martinez Quarta 5: partita dal doppio volto per l’argentino. Propizia il gol del vantaggio con una classica sponda di testa e annulla senza troppi problemi Amdouni, ma si fa ingenuamente saltare da Diouf in occasione del pareggio.
Ranieri 5,5: pulito e preciso, copre bene le offensive svizzere, che siano palle alte o imbucate rasoterra. Anche lui, come tutta la squadra, nella ripresa inizia a soffrire il ritmo degli ospiti.
Biraghi 6: entra anche lui nel gol del vantaggio con un angolo battuto perfettamente. Le sue sovrapposizioni permettono a Gonzalez di giocare con tranquillità. Nel complesso, non sfigura.
Amrabat 6: un autentico professore. Guida la manovra in fase di avvio, detta i movimenti della squadra e aiuta i difensori in fase di ripiego. Colpevole, però, nel gol di Diouf, quando esagera con il pressing e lascia il campo aperto dietro di sé (dal 73′ Castrovilli 6: entra con il solito estro che lo contraddistingue).
Mandragora 5,5: si destreggia tra attacco e difesa senza infamia e senza lode. Su di lui grava però il peso dello sciocco fallo da cui scaturisce il gol dell’1-2.
Bonaventura 6: i suoi movimenti tra le linee creano parecchi grattacapi alla difesa svizzera. Con il passare dei minuti, poi, si spegne (dall’87’ Barak sv).
Gonzalez 6: buona prestazione dell’argentino, che sulla sinistra riesce sempre a superare il proprio marcatore. Nel secondo tempo tutta la squadra abbassa di tanto i ritmi e lui, conseguentemente, sparisce (dal 73′ Brekalo 5,5: entra quando il Basilea inizia a spingere con convinzione, trovando sempre meno spazi in cui agire).
Cabral 7: l’ex di turno non poteva esimersi dal segnare contro il suo vecchio club. è lui, infatti, a sbloccare la gara, grazie a un colpo di testa in tuffo da grande rapace d’area (dall’82’ Jovic sv)
Ikoné 5,5: il suo mancino scalda per primo le mani di Hitz, poi spreca un paio di occasioni sbagliando la scelta. Decisamente meglio nella ripresa, conquistandosi numerosi falli e facendo respirare i suoi (dall’82’ Kouamé 6: entra e si mette subito a lottare. Va anche vicino alla rete, ma Lang salva tutto).
All. Italiano 6: la sua squadra è padrona del campo per 50 minuti, poi il Basilea cresce e i suoi progressivamente rallentano. Nel finale di gara arriva anche la beffa, probabilmente immeritata, ma certamente preventivabile visto l’atteggiamento della squadra nella ripresa. Tuttavia, se in Svizzera si dovesse rivedere la Fiorentina del primo tempo, la finale non sarebbe così lontana.
BASILEA
Hitz 6: si fa trovare pronto quando Ikoné tenta di sorprenderlo sul primo palo, poi la deviazione ravvicinata di Cabral lo taglia incolpevolmente fuori causa. Unica pecca, i tanti errori in fase di impostazione.
Lang 6,5: tiene come può Nico Gonzalez, però libera l’area da numerosi cross potenzialmente molto pericolosi. Nel recupero devia in calcio d’angolo una conclusione a botta sicura di Kouamé.
Nuhu 6: nel primo tempo si rende protagonista di una chiusura fenomenale e a dir poco decisiva. Poi cala e, con la stanchezza, fa qualche fallo di troppo che gli costa il giallo.
Pelmard 6: ha il compito non facile di contenere Ikoné e, a sprazzi, ci riesce. Nel secondo tempo, invece, compie un paio di interventi goffi che spaventano Hitz.
Ndoye 5,5: in fase offensiva spinge molto, ma Nico Gonzalez lo salta troppo spesso e con troppa facilità.
Diouf 7: è lui a costringere Terracciano al miracolo nel primo tempo. In generale, è il migliore dei suoi, l’unico che in mezzo al campo riesce a impensierire la Fiorentina. E non a caso, è proprio lui a trovare il gol del pareggio dopo una lodevole progressione palla al piede.
Xhaka 6: gara di sacrificio per l’albanese, che mette tanto cuore in mezzo al campo dal primo all’ultimo minuto.
Burger 5,5: è forse il peggiore di tutto il centrocampo dei suoi. Si vede pochissimo, sia in attacco che in difesa (dall’87’ Males 6,5: entra e regala l’assist a Amdouni. Breve ma intenso).
Calafiori 6: ha voglia di spingere e si vede. Tuttavia, si trova in balia della rapidità di Ikoné e Dodo (dal 63′ Millar 6: si muove bene sulla sinistra, complice anche il calo dei viola e il momento positivo dei suoi).
Amdouni 6,5: per lunghi tratti della partita sparisce in mezzo a Martinez Quarta e Ranieri. Al 92′, però, ecco la zampata vincente che regala l’1-2 ai suoi.
Augustin 6: dopo 6 minuti trova già il gol, vedendoselo però annullato per fuorigioco. Soffre molto la pressione di Ranieri, riuscendo però a trovare la profondità in più di un’occasione (dal 77′ Zeqiri sv).
All. Vogel 6,5: già dai primi minuti la sua squadra evidenzia un atteggiamento fin troppo passivo, puntando molto sui contropiedi dei suoi attaccanti. Nella seconda metà di gara, invece, la squadra aumenta il ritmo e sfrutta il calo dei gigliati. La zampata finale di Amdouni regala ai suoi una speranza concreta per la qualificazione in finale.