Ancelotti vuole ritrovare James Rodríguez a Napoli. Il presidente De Laurentiis ha detto pubblicamente che è pronto a fare un sacrificio economico sostanzioso per accontentare il suo allenatore. E lo stesso James, dal Brasile, dopo che con la Colombia ha contribuito direttamente e splendidamente alla vittoria contro il Qatar nella seconda gara di Copa America, ha detto a tutti che a Napoli pensa di potersi trovare molto bene, e di conseguenza, sembra tutto apparecchiato per quello che sarebbe un gigantesco colpo di mercato per il Napoli e per il calcio italiano in generale. Partiamo da due presupposti molto difficili da confutare: il primo è che James è indiscutibilmente un grande giocatore; il secondo è che, credo, possa essere molto adatto al calcio italiano, perché è un fantasista estremamente rapido e molto bravo a saltare l’uomo. E in un calcio come quello della serie a dove gli spazi sono pochi, dove c’è grande attenzione tattica, dove si vive di coperture preventive e di grandi intasamenti intorno agli uomini che producono maggiormente nella squadra avversaria, uno che ha cambio di passo e che crea superiorità numerica può fare spesso la differenza. Oltretutto, la storia recente del calcio ci ha dimostrato che il binomio James Rodríguez-Ancelotti funziona e funziona molto bene.
Si sono incontrati nel 2014, in un momento in cui Ancelotti era reduce dall’aver vinto la Decima col Real MAdrid e Florentino Perez decideva di cambiar pelle alla sua squadra vendendo anche Di Maria – giocatore fondamentale nella prima stagione di Ancelotti a Madrid. La piazza la prese molto male perché Di Maria era stato un giocatore rivitalizzato completamente dal tecnico italiano e risultato determinante. Però, in sostituzione del fideito Di Maria arrivò proprio James Rodríguez, pagato 80 milioni dal Real Madrid, cifra decisamente importante. All’inizio ci fu un po’ di scetticismo nonostante James venisse dall’essere il capocannoniere e forse anche il miglior giocatore del mondiale brasiliano. Ma non appena James e Ancelotti si sono trovati è scoppiato un amore tecnico palpabile, perchè nella sua prima stagione al Real Madrid, nonostante alcuni infortuni al polpaccio e al piede che gli hanno fatto perdere alcune partite, James ha giocato 46 partite – in tutte le competizioni – segnando 17 gol e fornendo 17 assist in una squadra in cui c’erano Cristiano Ronaldo, Bale, Benzema (la famigerata BBC), e inoltre gente come Modric, Kroos, Carvajal, Marcelo: insomma, gente che di assist ne produce tanti. Ma che cosa era James Rodríguez in quel Real Madrid di Carlo Ancelotti ? Semplicemente l’acceleratore del gioco: il Real si posizionava in quello che doveva essere un grande tridente (con CR7, Bale e Benzema) anche se Ancelotti, con la sua maestria e trasformismo tattico faceva ruotare la squadra in un modo un po’ diverso dai normali canoni del 4-3-3. In più, oltre a Modric e Kroos, c’era James Rodríguez, che ha convissuto anche con un ballottaggio continuo con Isco – salvo poi, appunto, giocare 46 partite.
James accelerava il gioco perché raccoglieva il pallone dal lavoro di prima impostazione dei due centrocampisti puri (Modric e Kroos) e lo velocizzava, impreziosendolo, per il lavoro degli attaccanti veri e propri. Partiva largo verso sinistra tenendo come riferimento sempre i corridoi interni, galleggiando fra la posizione di mezzala, esterno e trequartista (sua posizione naturale). I riscontri furono splendidi.
Per lui poi sono cambaite le cose: è andato via da Madrid arrivando a Monaco, dove in due anni – qualcuno dice – non ha fatto bene. Secondo me, è il Bayern Monaco a non aver fatto bene in questo recente biennio a causa di un po’ di confusione nel club bavarese ma, anche in questo caso, i riscontri numerici sono tutt’altro che preoccupanti perché James è uno che mette il proprio timbro ovunque vada e, appunto, al Napoli potrebbe metterlo. Come si incastrerebbe James Rodriguez nel gioco del Napoli ? In tanti modi. Ancelotti lo conosce bene e lo stesso James lo considera un suo padrino europeo a livello calcistico, connessi da un legame molto forte. Oltretutto, vedendo cosa ha fatto Ancelotti il primo anno e vedendo che tipo di squadra al momento ha il Napoli, io credo che gli si possa affidare il centro, l’epicentro della squadra. Le sue chiavi. James andrebbe ad agire nelle posizioni del trequartista che sono quelle più congeniali a lui (tenendo conto che può presentarsi sia verso destra che verso sinistra) ma in ogni caso, è uno che conduce la squadra, fa in modo che essa giri intorno a sé. Prendere il pallone, portarlo, in avanti – ama portare palla – sempre con i suoi cambi di passo, dribbling, conclusioni, assistenze e aperture. Attorno a lui, la miglior conformazione che adesso si sviluppa è molto offensiva e che può assomigliare – con le debite proposizioni – a quel tipo di Real Madrid. Tre giocatori offensivi a contornarlo: Milik (punta d’area di rigore ma anche di lavoro) sull’onda di quello che faceva Benzema, un cursore a destra – Callejon, giocatore utile per la fase difensiva – e verso sinistra un attaccante vero e proprio – che oggi, potrebbe essere Insigne. Ancelotti ha presentato Insigne un attaccante, presentandolo da vera e propria seconda punta. Da non dimenticare poi che in rosa c’è anche Mertens.
Ci sono poi degli sviluppi di mercato. De Laurentiis ci ha detto che o James o Lozano potrebbero arrivare e non è detto che non possano arrivare entrambi: in questo caso, sul fronte uscite, va monitorata pure la posizione di Lorenzo Insigne. E alle spalle di Rodigruez, invece, potrebbe esserci, volendo, un duo di centrocampo molto tecnico e ispirato. In questo senso penso a Zielinski e Fabian Ruiz, perché comunque, ai tempi, Modric e Kroos reggevano il centrocampo del Real Madrid. Sono ovviamente giocatori diversi e può sembrare che la squadra sia sbilanciata. Ma in ogni caso, grazie anche al savoir fare dell’allenatore, è una squadra che può produrre un grande calcio e essere protagonista assoluta della partita. E allora in quel caso, con i dovuti accorgimenti tattici, rimanendo corti e aggressivi e correndo tanto si può ottenere un sistema simile. Da tenere presente che in rosa c’è anche Allan. E’ vero che il brasiliano si legge essere uno dei nomi in uscita ma, se dovesse uscire Allan, credo che un centrocampista di equilibrio vada messo in rosa, anche se rimane affascinante la combinazione con Zielinski e Fabian Ruiz .
Poi bisogna vedere cosa succederà al resto della formazione del Napoli. La situazione in difensa è molto delicata: è andato via Albiol, c’è la possibilità di un’offerta mostruosa per Koulibaly – allora lì bisognerebbe intervenire per forza. Si parla di Manolas per rinforzare la difesa del Napoli – dovesse rimanere Koulibaly e dovesse De Laurentiis affiancargli Manolas sarebbe qualcosa veramente importante per la struttura della squadra. E’ arrivato un terzino importante come Di Lorenzo e mi aspetto (e spero) per la qualità del giocatore che è che Gouhlam possa tornare a essere protagonista vero – e non un giocatore a singhiozzo e cristallino come è stato quest’anno. In generale si sta parlando si un Napoli che sta aumentando sensibilmente il proprio grado di qualità: tutto parte però dall’inserimento di el bandido James Rodríguez. Che oltre a tutto quello già detto ha anche altri bonus, come quello di risolvere tante situazioni da fermo, con i suoi calci di punizione e i suoi calci d’angolo. Perché il vero trampolino della carriera di James Rodríguez è una partita giocata quando aveva 12 anni: ha avuto un’infanzia un po’ tribolata el Bandido, figlio di un grande ex calciatore colombiano – ha giocato anche in nazionale – che però non ha proseguito la carriera per problemi di dipendenza dall’alcool. Piccola curiosità: il padre era destro di piede mentre James è mancino cristallino, ma molti in Colombia giurano che il suo modo di calciare l’abbia ereditato dal padre naturale. La verità invece sui calci di punizione è che glieli ha insegnati il suo patrigno con delle piccole sedute personalizzate. Da qui l’episodio: aveva dodici anni e con il Deportuivo Tolimense – squadra per cui giocava nella città di Baguè – si è ritrovato a disputare la finale del più importante trofeo giovanile che c’è in Colombia, il Poni Futbol, una partita che in Colombia trasmettono addirittura in tv. Lì James trascina la squadra alla vittoria contro una squadra più forte e con ragazzi più grandi. James fa vincere la propria squadra grazie a due olimpici segnati direttamente da calcio d’angolo. Da lì è partita la scalata prima con l’Envigado, poi al Banfield, dove a 19 anni ha vinto un campionato da protagonista giocato da ala sinistra nel 4-4-2 di Falcioni; poi l’Europa, il Porto, il Monaco il Real Madrid, il Bayern Monaco e ora forse chissà, il Napoli. Lo staremo a vedere. Intanto vedremo cosa continuerà a fare James in Copa America, ma quuello che è sicuro, ve lo ribadisco, è che James Rodríguez con Ancelotti nel Napoli sarebbe qualcosa di molto grosso sia per il Napoli che per il calcio italiano.
(Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram ufficiale di James Rodríguez)