Gabriel Fernando de Jesus, detto Gabriel Jesus, nasce e cresce a Sao Paolo, città più popolosa del Brasile e dell’intero continente americano. Figlio di italo-brasiliani, muove i suoi primi passi calcistici nella squadra del suo quartiere di Jardim Pedro José Nunes, il Clube Pequeninoscome ricorda lui stesso:

“Tutto iniziò al Clube Pequeninos, molto di più di una semplice squadra. Scordatevi spiagge e palme, il nostro “stadio” era appena fuori una prigione militare. Il campo era uno schifo, senza erba e stretto tra grandi pini. Le uniche persone a giocarci, oltre a noi, erano le guardie penitenziarie”

Poi, l’abbandono del padre quando il centravanti è appena 17enne. Un evento che ha rafforzato il legame indissolubile con la madre, alla quale dedica i suoi gol e l’iconica esultanza.

I primi passi nel calcio professionistico, prima all’Atletica Anhanguera e poi soprattutto al Palmeiras, vera istituzione del calcio verdeoro. Poi l’esordio nel campionato paulista, dopo 48 gol in 54 presenze con le giovanili, e le 12 reti fondamentali per il ritorno al successo dei Verdao dopo 22 anni.

Una rapida ascesa che porta su di lui gli indiscreti occhi del migliore tecnico del mondo, arrivato da pochi mesi a Manchester per sostituire Manuel Pellegrini.