Termina in pareggio il secondo match del sabato di Serie A tra milan e Napoli. Due squadre in evidente crisi che si dividono la posta in palio in una partita tutt’altro che esaltante e decisa tutta nel primo tempo dalle marcature di Lozano e Bonaventura, che con la prestazione di stasera può aver ristabilito le gerarchie dell’attacco rossonero: Calhanoglu e Castillejo sono avvisati. Di fronte ad oltre 61.000 spettatori nessuna delle due formazioni riesce a scacciare i fantasmi con una convincente prestazione, nessuna delle due tifoserie può lasciare la Scala soddisfatta. Né Pioli né Ancelotti invece sono riusciti in queste due settimane di pausa a motivare i propri giocatori, a tratti svogliati e senza la giusta grinta per spaccare la partita. Punto che serve poco al Napoli, a nulla o quasi al Milan.
INSISTENZA
Durante la sosta si è parlato tanto dell’eventuale cambio di modulo del Napoli, doveva esserci il 4-3-3 ed invece abbiamo avuto ancora una volta il 4-4-2. Ancelotti non molla la presa ma cambia un minimo spostando Insigne in attacco e piazzando Elmas sulla sinistra. La risposta non è arrivata però, il Napoli stenta a creare occasioni spesso cercava la soluzione del lancio lungo dalla difesa per Lozano con risultati piuttosto negativi. Gli azzurri hanno perso le idee, poca fantasia e gioco troppo scolastico che contro un Milan ben disposto non producono alcun risultato. Nessun guizzo e un Lozano punta, nonostante il gol, non trova il giusto spazio. L’insistenza di Ancelotti si vede proprio nel fissare il messicano sulla linea difensiva rossonera, el Chucky non è adatto a quel ruolo e si vede. Il 4-3-3 sarebbe stato il modulo più adatto per il rilancio del Napoli dopo un mese infernale magari posizionando Lozano ed Insigne nei ruoli di competenza con una punta tra Llorente e Mertens, anche se il belga non era nelle migliori delle condizioni. Buona prestazione per Elmas che dava quel guizzo in più, propositivo e scattante, il macedone prova a prendersi maggior spazio sfruttando l’esclusione di Fabian Ruiz, conservato nel big match di Liverpool di mercoledì.
PICCOLI INCORAGGIANTI SEGNALI
Conferma lo stesso schema anche Pioli, 4-3-3 con la novità Bonaventura nel tridente offensivo visto l’infortunio di Castillejo e la squalifica di Calhanoglu. Nei minuti precedenti al match però, Suso dà forfait e viene rimpiazzato da Ante Rebic. I rossoneri partono con grande personalità come quasi mai prima in questa stagione, premendo forte sull’acceleratore per cercare di trovare varchi nella retroguardia azzurra. Non particolarmente fortunati i ragazzi di Pioli, che vanno sotto al 24′ a causa di un colpo di testa di Lozano che raccoglie la respinta della traversa sul tiro di Insigne. Ad illuminar e far esplodere San Siro pensa cinque minuti più tardi Jack Bonaventura, con un siluro da fuori area che si infila sotto la traversa. Cala poi però d’intensità il Diavolo, lasciando il pallino del gioco in mano al Napoli e basandosi sulla velocità in ripartenza, affidandosi quindi al lavoro degli esterni (eccellente Bonaventura, mina vagante nella metà campo napoletana, impreciso ed in affanno invece Rebic). Proprio sulla testa del croato capita l’occasione per il vantaggio del Milan, che però dall’altezza dell’area piccola di testa manca clamorosamente lo specchio della porta. Ad inizio secondo tempo, Pioli inserisce Kessié per un deludente Rebic, spostando quindi Paquetá nel ruolo di ala destra. I ritmi di gioco calano, ed al 73′ il Mister rossonero stupisce tutti inserendo Calabria al posto di Biglia, senza cambiare nulla a livello tattico, col classe ’96 impiegato nel ruolo di mezzala destra e Kessié mediano al posto dell’argentino. Anche stasera è confermata la scarsa prolificità dell’attacco guidato da Piatek, che a 11′ dalla fine svirgola un interessante cross rasoterra ricevuto in area di rigore. Il croato è lontano anni luce dal bomber idolatrato dai tifosi nei primi mesi in rossonero, infatti riceve i fischi al momento della sostituzione.
LA REAZIONE?
A fine partite veniva da chiedersi questo. Ci si aspettava la reazione dopo l’ammutinamento già nella partita contro il Genoa, mancata quella, il momento del riscatto sarebbe stato proprio la partita di San Siro. Doveva esserci una reazione di vero e proprio orgoglio da parte dei ragazzi di Ancelotti per rispondere ai fischi di 2 settimane fa. Anche qui le attese sono state smentite, è mancata la rabbia negli azzurri e senza gioco questa mancanza pesa ancora di più. Manca la cattiveria sottoporta, troppe volte richiamata dai tifosi, è mancata nell’occasione dei vari contropiedi degli azzurri, nei tiri di Insigne e nel fendente di Callejon. Il Napoli raccoglie un punto solo nei confronti dell’Atalanta e nessuna certezza in vista della sfida contro il Liverpool, il gruppo magari sarà compatto ma le idee sono poco chiare, vincere aiuta a vincere, ma anche fare delle belle prestazioni potrebbe dare una spinta in più a questo Napoli in profonda crisi. Chi si salva questa volta è Allan che sembra aver ripreso lo smalto dei tempi d’oro, tignoso e deciso negli interventi. Lui ha dato una risposta dopo i fattacci del post Napoli-Salisburgo, mancano gli altri però per vedere un Napoli fedele alle aspettative di inizio campionato.
BICCHIERE MEZZO VUOTO
Nonostante qualche miglioria nella gestione del match, il Milan non può essere in alcun modo soddisfatto dopo la partita di stasera (gli 11 in campo hanno osato nel finale anche più della squadra ospite, concedendo però qualcosa di troppo in difesa). Servivano infatti i 3 punti ai rossoneri, attualmente tredicesimi a quota 14. A secco di vittorie dal 31 ottobre (1-0 casalingo contro la Spal) ma con gli stessi obiettivi di classifica di inizio stagione, i ragazzi di Pioli dovrebbero sempre cercare di mettere in difficoltà l’avversario col passare dei minuti, vista la non partecipazione alle coppe europee e dunque la totale concentrazione sul campionato rispetto alle avversarie. Considerate le situazioni delle attuali prime sei in classifica, Romagnoli e compagni sembrano chiamati ad una vera e propria impresa, per la quale sarà necessario giocarsele tutte con sfrontatezza ed a viso aperto, a partire già dalla prossima trasferta di domenica prossima in quel di Parma: non un campo semplice, dove l’anno scorso uscì un pareggio poi risultato decisivo nella classifica finale del campionato.

Fonte: profilo IG di Kessié