Cristiano Ronaldo con attualmente 475 milioni follower su Instagram rappresenta il personaggio più seguito del pianeta. Tuttavia, uno studio condotto dall’OFCOM (l’autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni del Regno Unito) ha attestato che durante la scorsa stagione CR7 è stato il giocatore più insultato su Twitter.
Amore e odio sono spesso strettamente legati. Ma solo pochissimi campioni sono in grado di sfruttare questi sentimenti unicamente a proprio vantaggio.
Il calciatore tedesco che ha più diviso tifosi, compagni e avversari si chiama Oliver Kahn. L’ex portiere del bayern monaco è stato eletto per tre volte miglior portiere del mondo dall’IFFHS e rappresenta una vera e propria icona del calcio tedesco.
Kahn ha collezionato nella sua carriera numerosi trofei, tra cui anche la Champions League 2001 ed è stato il primo portiere a vincere il Pallone d’oro dei Mondiali 2002.
Nonostante la sua carriera da fuoriclasse, esistevano solo due opzioni in Germania: o lo amavi o lo odiavi.
La bandiera del Bayern Monaco Mehmet Scholl ha raccontato che le uniche cose che temeva erano la guerra e il suo compagno di squadra Oliver Kahn.
Bastian Schweinsteiger, in Baviera soprannominato “Fussballgott” (“Dio del calcio), ha rivelato che ha dovuto aspettare tre anni prima che Oliver Kahn gli parlasse.
Non per caso il biondo portiere tedesco è stato soprannominato “Der Titan” (Il titano).
Kahn è sempre stato ossessionato dalla vittoria. Perfino ad un evento benefico con ragazzini ha parato ogni singolo rigore.
Giocatori stratosferici come Oliver Kahn fanno anche tremare tifoserie e giocatori avversari. La conseguenza: la paura porta la rabbia.
OLIVER KAHN CONTRO LE TIFOSERIE AVVERSARIE
I tifosi avversari in continuazione gli gettavano banane nell’area di rigore. A Friburgo gli aprirono addirittura la fronte tirandogli una pallina da golf. Oliver Kahn, coperto di sangue, era disposto a battersi con il pubblico pur di individuare il responsabile. Arrendersi non è mai stata un’opzione.
Oliver Kahn non si è mai offeso. Anzi, questi gesti lo rafforzavano e caricavano ancora di più.
Il suo motto di vita: dove non c’è paura, non c’è sfida. Il portiere teutonico non sapeva solamente convivere con la paura, gli piaceva addirittura perseguirla.
Numerose volte ha attaccato giocatori avversari con gesti aggressivi. Non ha mai voluto ferire gravemente un calciatore, ma è sempre riuscito ad attivare l’adrenalina attraverso provocazioni e di farsi spingere in alto dal pubblico avversario.
Tanti tifosi non hanno mai capito che fischiare personaggi forti come Cristiano Ronaldo, Oliver Kahn o Zlatan Ibrahimovic è controproducente. Questi campioni si caricano ancora di più attraverso la pressione e sono in grado di oltrepassare i propri limiti.
Molti calciatori durante e dopo la carriera si bloccano per la paura. Spesso si dichiarano molto preoccupati per il proprio post carriera. Oliver Kahn invece ha continuato ad affrontare le sue paure.
Il personaggio controverso, famoso per le sue urla tremende sul campo, dopo la sua carriera ha concluso un master universitario di alta specializzazione in ambito business.
Undici anni e mezzo dopo il suo ritiro, Oliver Kahn ama ancora stare al comando. Il grande motivatore e leader ha sostituto Karl Heinz Rummenigge nel ruolo di CEO del Bayern Monaco.
Affrontando di nuovo le sue paure Oliver Kahn è stato premiato diventando l’uomo più potente del Bayern Monaco ed anche caratterialmente è riuscito ad adattarsi al suo nuovo compito.
Il “nuovo” Oliver Kahn rappresenta una persona molto calma, lucida e razionale.